- prologo -

Disclaimers: I personaggi sono miei dal primo all’ultimo, quindi la loro triste sorte è in mano mia bwahahahahah <-- risata da delirio di onnipotenza. L’ Alabaster Angel e tutti i luoghi sono di mia creazione, tranne la città di Bergen che appartiene alla Norvegia ^^;;
Ehi -_- ricordati di dire che Vajrin è di Pam e che la ringrazi per avetelo prestato -___- nota di Milos
Già già, grazie signorina per averci creato questo meraviglioso angelo *_* nota di Eros
Tzè -_-… grazie... nota di Milos
Ehm.. sì… effettivamente Vajrin è di Pam e devo ringraziarla per avermelo prestato ^^, assie more ^*^ nota di Saku
Note 1: La storia nasce dalla passione per un gdr (Vampire, The Masquerade) e per questo le ambientazioni sono direttamente collegabili ad esso, ma non c'è necessità di conoscenze derivate dal gioco perché la fic ne è totalmente indipendente.
Note 2: Se questa cosa vi fa schifo prendetevela con Pam che me l’ha chiesta, ma a parte questo… vi anticipo che sarà una fic stranissima perché… beh, lo vedrete ^-^

Le mie due anime per te

INCUBO


Buio.
Freddo.
Dove sono?
Fiamme, tante. Dolore senza fine… e poi ancora buio. Un buio così profondo da far rabbrividire, un buio più nero dell’Inferno.
Parole. Risa. Dolore.
Parole. Risa. Urla.
Urla. Grida. Ancora grida e ancora e ancora, nella mia mente solo un urlo sordo e straziante, lacerante, lancinante, insopportabile.
Il passato, il presente, il futuro... un nodo nella mia anima, solo questo e nulla più, solo questo.
Il mio cuore batte forte, sempre più forte, più forte ancora. Mi martella ancora e ancora, sempre più forte, fino quasi a scoppiare in un urlo… solo urla mi circondano. Solo dolore, morte, distruzione.
Freddo. Ho freddo dentro, nell’anima, se ancora me ne resta una.
Mi hanno strappato, lacerato, fatto a brandelli e lasciato alla mercè di corvi neri che continuano a lacerare le mie carni e la mia anima, facendone pezzi così piccoli da poter essere scambiati per microscopici semi.
Sporco, corrotto, umiliato, contaminato, marcisco al sole e alle fiamme che mi circondano mentre risa sempre più forti si alzano nelle mie orecchie e io urlo. Un urlo silenzioso, che mi spacca il cuore, un urlo disperato che mi fa piangere lacrime inesistenti.
Non avvicinatevi. Sono troppo sporco, provereste disgusto al solo sentire il mio nome.
Non guardatemi. Sono troppo sporco e i vostri occhi puri potrebbero rimanere feriti alla mia vista.
Non toccatemi. Sono troppo sporco per essere toccato, vi contaminerei.
Sta lontano da me angelo, sta lontano da quest’essere corrotto, non sporcarti toccandomi, non far marcire la tua anima cercando di salvare la mia.
Sta lontano angelo, non sopporterei di farti del male.
Sta lontano piccolo angelo, le tue ali non sono abbastanza grandi per riparare entrambi, il tuo cuore non è abbastanza forte per sopportare il dolore di entrambi, la tua anima non è abbastanza… no, forse solo la tua anima è abbastanza luminosa e pura da poter illuminare entrambi.
Ma no, ti prego va via. Ti prego scappa da me. Ti prego lasciami solo col mio dolore. Ti prego non farmi incontrare quei fantasmi. Ti prego non farmi sentire ancora quell’urlo. Ti prego non farmi bruciare di nuovo tra quelle fiamme.
Ti prego mio piccolo angelo dalle ali grandi, perdonami se ti ho sminuito, perdonami se ti ho sporcato col mio corpo sudicio, non sono degno nemmeno di guardarti, nemmeno di pensarti. Non posso amarti piccolo angelo, non posso!
Il mio cuore è corrotto, la mia anima marcia, la mia mente contaminata dalla follia...
Ama solo l’altro me stesso, solo la parte migliore, ama solo quel poco che si è salvato, quel poco che è ancora integro.
Ama solo lui ti prego, non voglio distruggerti avendoti al mio fianco.
Piccolo angelo ti prego, salva la tua anima, ama solo l’altra parte di me, ama solo l’io puro che ero, ama solo l’anima serena che albergava in me…
Non ti chiederò di salvarmi, ma lo vorrei.
Non ti chiederò di sorreggermi, ma lo vorrei.
Non ti chiederò di purificarmi, ma lo vorrei.
Non ti chiederò di accettarmi, ma lo vorrei.
Non ti chiederò di stringermi tra le braccia, ma lo vorrei… e vorrei poterlo fare con te.
Non ti chiederò di sfiorare le mie labbra, ma lo vorrei… e vorrei poterlo fare con te.
Non ti chiederò di appartenermi, ma lo vorrei… e vorrei poter essere tuo.
Non ti chiederò di amarmi, ma lo vorrei.
Non chiedermi di non amarti, non potrei.
Non chiedermi di tenerti con me, ti amo troppo per sporcarti.
Non chiedermi di accettarti, l’ho fatto dal primo istante.
Non chiedermi di possederti... sono troppo sudicio per ambire a te.
Non chiedermi di non essere tuo… non ti sporcherò, ma ti apparterrò in eterno.
Vorrei chiederti di amarmi, stringermi, baciarmi, appartenermi; vorrei far sparire tutto, vorrei cancellare ogni cosa, vorrei essere di nuovo pulito solo per poterti abbracciare.
Deliri di una mente folle, urla di un cuore disperato, pianto di un’anima sola. Di un’anima attorniata dal buio, di un’anima che brama la luce.

Apro gli occhi di scatto e ti cerco con lo sguardo, come sempre ho avuto un incubo, ma questa volta era diverso dal solito, questa volta era più angosciante.
Memorie di un passato lontano mischiate a quelle di un passato recente, paure e angosce nuove mescolate a quelle antiche di secoli.
Volto la testa appena e ti cerco, ed eccoti tra le mie braccia, stranamente dormi ancora.

Non ti chiederò di salvarmi, ma lo vorrei.

“Salvami.”

Non ti chiederò di sorreggermi, ma lo vorrei.
“Sorreggimi.”

Non ti chiederò di purificarmi, ma lo vorrei.
“Purificami.”

Non ti chiederò di accettarmi, ma lo vorrei.
“Accettami.”

Non ti chiederò di stringermi tra le braccia, ma lo vorrei… e vorrei poterlo fare con te.
“Stringimi tra le braccia.”

Non ti chiederò di sfiorare le mie labbra, ma lo vorrei… e vorrei poterlo fare con te.
“Sfiora le mie labbra.”

Non ti chiederò di appartenermi, ma lo vorrei… e vorrei poter essere tuo.

“Appartienimi… sono tuo.”

Non ti chiederò di amarmi, ma lo vorrei.
“Amami.”

Non chiedermi di non amarti, non potrei.
“Ti amo.”

Non chiedermi di tenerti con me, ti amo troppo per sporcarti.
“Resta con me, ti proteggerò da me stesso.”

Non chiedermi di accettarti, l’ho fatto dal primo istante.

“Sei perfetto.”

Non chiedermi di possederti... sono troppo sudicio per ambire a te.

“Sei mio.”

Non chiedermi di non essere tuo… non ti sporcherò, ma ti apparterrò in eterno.

“Sono tuo… ora e sempre.”

Mi abbasso appena e ti mordo, bevendo il nettare delizioso che fluisce dalle tue vene. Il tuo sangue inebriante sarà per sempre il mio marchio, il marchio che mi segna: sono un vampiro, sono un pazzo, sono maledetto due volte. E sono benedetto all’infinito, perché per l’eternità avrò te, mio piccolo angelo dalle ali candide, dal cuore puro e dall’anima luminosa.
Ti sento gemere di piacere e cercarmi, mi sollevo e ti bacio, e comincia un’altra notte.
Oggi compiremo un altro passo verso il nostro destino, verso l’eternità che ci attende e che per me sarà luminosa come un giorno d’estate. Un’eternità piena sempre e solo di te mio angelo.

Incubo - Fine