- prima parte-

DISCLAIMER : I personaggi appartengono a noi :P sono nati dalla nostra testolina

NOTE: Inizialmente queste due nascono come personaggi di sfondo nella storia yaoi ‘If you want to be mine', ma essendoci piaciute molto, e non solo come amiche di Maxim, abbiamo voluto creare questa breve storia… se volete ritrovarle, sebbene solamente come comparse… leggete la sopra citata… (:P che brutta forma di auto pubblicità… :P)

If you want...










POV GISÈLE

Il mio primo bacio…
IL MIO PRIMO BACIO!
Ma santo cielo! Possibile che io l’abbia conservato per sedici anni e mezzo ed ora… così, puff! Volato via! E senza che io volessi?!!?! Ma dico! Ci può essere qualcuna di più scalognata di me??? Non credo…
Argh! Più ci penso più mi assalgono i nervi…
Cammino talmente furiosamente che il piccolo tacco dei miei mocassini risuona a passo di marcia lungo tutto il corridoio e la gonnellina della divisa scolastica mi frusta letteralmente le gambe… per non parlare dei capelli che mi continuano a scivolare attorno al viso. Sono così irritata, e stranamente aggiungo data la mia indole solitamente controllata e pacifica, che noto tutti gli studenti che incrocio guardarmi con espressioni sorprese. E fatevi i fattacci vostri santo cielo!!! Capiterà a tutti di avere la luna storta, o no??
Ahiaaa! Ecco ci mancava solo questa! Giro l’angolo e mi ritrovo a scontrarmi contro qualcuno… E’ la mia giornata no, ho capito…
“Aehm… scusa, non ti avevo vista… tutto ok Gisèle?”
Credo che i miei occhi stiano letteralmente fulminando il malcapitato che ha avuto la disavventura di finirmi addosso… che altro non è se non il mio amico d’infanzia Maxim Bonneau.
“No… non va tutto bene… ok, che hai Gi?”
“Niente Max… nulla, va tutto be-nis-si-mo, ed ora togliti di mezzo, devo andare al bagno!”
Senza minimamente badare alla sorpresa ed al timore di aver detto e/o fatto qualcosa di errato, che riempie i suoi occhi grigi, mi dirigo verso i bagni femminili e mi chiudo la porta dietro.
Apro l’acqua e la prima cosa che faccio è lavarmi il viso, nel tentativo di calmarmi un pochino, poi mi guardo per un istante nello specchio appeso sopra al lavandino marmoreo.
Uno dei tanti vantaggi del frequentare una scuola privata… bagni decenti…
Lo specchio mi rimanda l’immagine di due grandi occhi castani, contornati da lunghe ciglia carbone, resi più scuri dall’ira che li domina, di un visetto ovale dall’incarnato pallido, di un piccolo nasino lievemente all’insù e di due labbra sottili, piegate in una smorfia.
Getto indietro con stizza i capelli che non vogliono smetterla di infastidirmi e li appunto con un elastico che tolgo dal polso, nella speranza che queste ciocche irrimediabilmente lisce, vogliano stare ferme per qualche istante.
Le labbra mi bruciano a causa dei morsi che i miei denti gli hanno dato prima di arrivare qui e più le guardo allo specchio più si sostituiscono con quelle piene e carnose che si sono posate per un lieve istante sulle mie.
D’accordo… non è stato un vero bacio, né tanto meno un bacio alla francese, è stato più che altro un semplice sfioramento amichevole, ma caspiterina! Avrò il sacrosanto diritto di scegliere la persona con cui farlo? Eh no! Perché la signorina vuol far vedere che è grande, che è moderna e deve mettersi a salutare me come faceva con i suoi amici in Francia!
Ma chi glielo ha chiesto!!! Vuole ringraziarmi perché le sono stata vicina in questo periodo di adattamento dopo il trasferimento da Rouen? E c’era bisogno che mi baciasse nel cortile? Ok che per lei sarà stato un gesto carino con un’amica, so benissimo che usa anche qui in Belgio tra amiche strette! Ma cielo! Non per me! Baciare qualcuno sulle labbra per me è sinonimo di un’intimità ben superiore a quella tra due amiche! Uffaaaaaaaaaaaa! Mélisande è una ragazza tanto carina, con quegli occhioni verdi, quel visetto a cuore, quelle labbra dalla forma perfetta, quella spruzzata di lentiggini sul nasino dritto, quei meravigliosi ricci rossi e quelle curve che io mi sognerò di avere per l’eternità… quindi perché cavolo perde tempo a ringraziare me quando ha intorno 100 ragazzi pronti a farle il filo?
Ok… ora sono ingiusta, mi trovo bene in sua compagnia, e sono stata contenta di non averla fatta sentire troppo spaesata quando a causa della morte del padre ha dovuto trasferirsi qui dai nonni materni con la madre… sarei proprio cattiva a prendermela eccessivamente con lei, dopo tutto quello che ha passato.
Ha cambiato casa, città, abitudini, scuola, compagnia e ha perso il suo adorato genitore… è più che normale che stia cercando di farsi nuovi amici qui. Che poi il suo modo di fare esuberante e vivace, il suo carattere aperto e solare e la sua mancanza di inibizioni e pregiudizi la portino a comportarsi in modo tanto ‘particolare e strano’ per me, è tutto un altro discorso. Non poteva sapere che a me questi gesti esagerati di affetto infastidiscono… ad esempio se lo avesse fatto con Lorelie e Valérie loro non ci avrebbero trovato niente di così sconvolgente, visto che sono avvezze a scambiarsi ‘bacetti’ con tutto il loro gruppo d’amici ed amiche… Basta pensarci…
Mi controllo nuovamente allo specchio e vedo che i miei occhi hanno assunto la loro usuale tonalità e mi concedo un sorriso soddisfatto nel ripensare a come ho agito.
Devo proprio complimentarmi con me stessa per il sangue freddo dimostrato! A parte l’aver sgranato gli occhi subito dopo ‘il fattaccio’ non ho fatto altro che atteggiare le labbra ad un sorriso, sperando che non abbia avuto l’aspetto di un ghigno, salutare compostamente le altre dopo due minuti esatti, ed essermi diretta in classe con la scusa di dover parlare urgentemente con il professore di lettere… il che corrisponde anche al vero, ma avverrà decisamente dopo, visto lo stato di furia che sono riuscita a contenere solo fin quando non ho messo piede nell’edificio scolastico!
Ok Gisèle, ormai devi dare l’addio al sogno coltivato di dare il tuo primo bacio ad una persona per te speciale, ormai è andato, tu ti sei ripresa e ti comporterai normalmente non appena metterai piede fuori di qui… e sarai naturale e calma come sempre…
Si però… se Mél prova a rifarlo la strangolo con le mie mani!!! Parola mia! Ed al diavolo la differenza di altezza!


POV MÉLISANDE

Non ci credo!!! Waaahhh!! L’ho fatto per davvero?? Ho seriamente preso il coraggio a due mani e ho fatto finta che fosse assolutissimamente normale per me salutare qualcuno con bacio sulle labbra?
Sì, l’ho proprio fatto!
Waaahhh!!
Sono così morbide le labbra di Gi… se la chiamassi Gi anche in pubblico sarebbe un grosso problema?
Ho capito che mi piacevano le ragazze un annetto fa quando, per fare uno scherzo ad un amico, gli abbiamo regalato per il compleanno un film porno. Vedendo la copertina (non sono andata oltre, per carità!) ho avuto uno spiacevolissimo effetto collaterale nel notare quanto le… ehm… i seni dell’attrice fossero pronunciati e nonostante il trucco troppo pesante e l’espressione da… ehm… come dire… gatta libidinosa e vogliosa? Sì, ecco… beh… non ho potuto fare a meno di notare quanto fosse bella… e da lì sono cominciati i miei primi dubbi.
Con la morte di papà, il trasferimento e tutto il resto, in questi ultimi sei mesi, non ho avuto modo, né tanto meno voglia, di pensare all’amore, al sesso, alla mia sessualità o qualsiasi altra cosa fosse però… devo ammettere che da quando conosco Gi mi risulta piuttosto difficile non pensare a lei nei momenti più improbabili, anche mentre sono impegnata in cose che niente hanno a che fare con la scuola o simili.
Il fatto che sia andata via neanche due minuti dopo il mio bacio, però, mi ha lasciata spiazzata ed anche un po’ impaurita.
Mi piace Gi, mi piace davvero, non solo perché è bellissima con quei suoi capelli lisci e che sembrano così morbidi, per i suoi occhi espressivi e tremendamente seducenti (anche se dubito che lei abbia idea di cosa provoca un suo sguardo in chi la guarda) o per le sue labbra sottili ma così… mmh... invitanti!! A dire il vero il mio interesse va ben oltre l’aspetto fisico. E’ stata la prima persona ad essere gentile con me, quella che mi è stata più vicina in questo momento, quella che fino a pochissimi mesi fa era una perfetta sconosciuta della quale non immaginavo nemmeno l’esistenza (ah! Stolta!), beh sembra che lei sia stata la sola persona tra tutte quelle che conosco, e che credevo essere mie amiche in Francia, a comprendere quanto possa essere stato difficile per me questo trasferimento.
La mamma ha fatto tutto facile. Era meglio trasferirci per evitare di continuare a vivere in una casa piena di ricordi. Come se bastasse questo a cancellare papà dalla mia testa. Capisco che per lei sia difficile, so quanto lo amava, li vedevo ogni giorno tubare come due novelli sposini, ma… io non ho perso solo lui, ho dovuto lasciare anche tutto quello che conoscevo e che mi era familiare!
Ed eccomi qui, in una scuola nuova, con persone mai viste…
Di solito sono piuttosto aperta, ma i primi giorni proprio non mi andava di parlare con nessuno, e sembrava che il resto della classe avesse capito il mio desiderio e per questo mi stesse alla larga.
In quei primi giorni Gisèle era assente a causa di un’influenza. Il giorno in cui tornò, era la mia quarta mattina da sola, sapendo a stento il nome della mia compagna di banco, che peraltro, cercava in ogni modo di cambiare posto, quando questo ciclone è entrato in classe e nella mia vita.
Mi si è presentata immediatamente, ha cominciato a portarmi in giro con lei per la scuola, mi ha presentato i suoi amici, in particolare Maxim.
E’ un ragazzo carino, molto disponibile, timido anche… so che si conoscono fin da piccoli, non sembra ci sia niente tra loro, ma… spero proprio che non ci sia una sorta di amore segreto! Non saprei come fare…
Già, ma anche così, che credo di poter fare? Sono una ragazza… non è detto che Gi abbia i miei stessi gusti, anzi, è probabile il contrario!
“Ehi Mél! Sei cattivo umore anche tu? Non vorrei essere fulminato… preferisco saperlo prima di avvicinarmi!”
“Come?” Parli di Max ed eccolo spuntare da dietro l’angolo.
“Gi era nera dalla rabbia! Sai se è successo qualcosa?”
Ecco… lo sapevo… non poteva andare bene per troppo…
“Ehm… io… no…”
“Mah… vabbè vado, è suonata la fine della ricreazione, ci vediamo dopo!” Mi accenna un sorriso gentile come sempre ed io mi limito a rispondere come un automa, diretta in classe, con la paura di incontrare Gi che è, oltre tutto, mia compagna di banco.
Quando rientro non c’è quasi nessuno… nessuno tranne Gisèle, seduta con lo sguardo lievemente più scuro del solito ma calmo. Che Maxim si sia sbagliato? Mi sembra strano…
“Ehi! Già parlato con il prof.?”
“Mh? No veramente non l’ho trovato, ci parlo dopo le lezioni… quindi… non devi aspettarmi se non ti va…”
“Oh… sì, certo…” Accenno un mezzo sorrisino striminzito e prendo il libro di storia, fingendo di ripassare la lezione… altro che nera… Gi è proprio furibonda con me!

Ormai è passata una settimana dal ‘fattaccio’ e Gi mi parla a stento. Fa finta di niente, scherza con me come fa con tutti gli altri, ossia in modo del tutto impersonale…
Per un motivo o per l’altro non abbiamo più fatto il solito pezzo di strada insieme, la parte di tragitto che abbiamo scoperto essere comune lei la percorre, solitamente, e come doveva essere prima del mio arrivo, solo con Maxim. Si aspettano sempre alla fine delle lezioni, sia che Gi mi dica che quel giorno va di fretta oppure che deve aspettare chissà cosa e ritarderà.
Insomma, mi ha estromessa dalla sua vita.
Fino a stamattina il mio umore è stato tremendo, la mamma poteva a stento rivolgermi la parola, ero nervosa, triste e tremendamente arrabbiata con me stessa. Gi è la più cara amica che ho in questo momento, le mie amiche di Rouen sono tutte, più o meno, sparite, loro hanno la loro vita lì, io qui… e la mia vita, in questo preciso momento, ruota intorno a Gisèle.
Non voglio più mentire a me stessa, mi piace da impazzire Gi, ma visto che non posso di certo essere ricambiata, voglio tenerla come amica, lei è speciale, mi sento bene quando parlo con lei, quindi… oggi, a ricreazione, la sottrarrò, anche con la forza se sarà necessario, sia alle amiche che a Maxim, e finalmente potrò parlale in santa pace! Le chiederò scusa e… pregherò ardentemente che il Cielo me la mandi buona!
Il suo saluto è tiepido, come sempre in questi ultimi sette giorni, ma non scoraggiarti per così poco Mél!
Un bel sorriso, va tutto bene? Hai fatto i compiti? Ma hai visto che quell’esercizio di matematica… ecco brava Mél! Almeno adesso state parlando! E che cavolo! Quella mummia della prof doveva entrare proprio ora?? Al diavolo la storia, non mi è mai piaciuta! Beh… però posso sfruttare il momento propizio… una battutina sul golfino rosa shocking e l’elastico per capelli giallo fosforescente et… voilà! Gi ride!!
Sììì evvivaaaa!! Sta ridendo di nuovo per una mia battuta!
Mél 1 Gi 0, ahah! Vincerò io, baby!
Ok, mi sa che il latte di stamattina era avariato e deve avermi mandato il cervello in tilt, però sto bene!
Le prime ore della mattinata trascorrono abbastanza in fretta, per fortuna, e non appena cominciamo ad alzarci dai banchi e Valérie si avvinca per proporci di scendere in giardino… ecco questo è il tuo momento Mél!
“Ehm... Gi… potrei parlarti?... In privato…” Un attimo… l’ho chiamata Gi?? Ma sono impazzita?? Ok, calma e sangue freddo, andrà tutto bene…
La vedo lievemente stupita, non so se per il modo in cui l’ho chiamata o se per la proposta, ma accetta dicendo a Valérie che le raggiungeremo tra poco.
Ho già pensato a tutto: la porto in terrazza, non ci si potrebbe andare a dire il vero, ma la porta è sempre aperta e non c’è mai nessuno che controlli, quindi… lì potremo stare tranquille e sole!
Saliamo le scale in silenzio… come previsto la porta non è chiusa a chiave e non c’è nessuno in giro, ok, questo è il tuo momento Mél, sappilo sfruttare!
“Gi… ascolta… mi dispiace molto per quello che è successo la scorsa settimana…”
“Cosa? Perché, cos’è successo?” Ecco, l’indifferenza me l’aspettavo, di nuovo tutto secondo i piani! Sarà che ho passato la notte in bianco immaginando ogni possibile svolta e frase di questo discorso? Ho immaginato anche un finale in cui Gi non vuole perdonarmi, ma… l’ho scartato subito!
“Sai di cosa parlo… del… del bacio…” O mamma, non avevo pensato che in questo modo, forse, do troppo peso a quello che è successo! Ma era il mio primo bacio, come non posso dargli peso??
“Oh… ma… beh… non fa niente…” Ok, torniamo in carreggiata, anche questo era calcolato!
“Sì invece! Tu ti sei arrabbiata, sono stata una cretina! E’ una cosa che non avevo mai fatto prima , ma… - avevo voglia di baciarti cavolo! No, questo è meglio non dirlo… - ho visto che lo fanno tutte e allora… credevo fosse una vostra consuetudine… cioè… anche le mie amiche lo facevano ma a me dava fastidio… io… insomma… alla fine mi sono lasciata trasportare e l’ho fatto anche io… mi puoi perdonare?” Ok lo sguardo dolce ed afflitto potrebbe funzionare, ma… non avevo pensato che così può sembrare che baciarla mi ha fatto schifo, ma non è assolutamente vero! Quanto avrei voluto usare la lingua… no Mél! Torna seria, continua a pensare alla prossima mossa!
“Perdonarti… non esagerare… è solo che… beh… non me l’ aspettavo e…”
“Sì lo so hai ragione! Ma tu… beh insomma, mi trovo così bene con te… sei praticamente la mia unica amica… e… non voglio essere perdonata per pietà, ma… mi sembrava che fossimo diventate amiche e allora…”
“Certo che siamo amiche! Te l’ho detto, mi ha solo scosso un po’… non c’entri niente tu, dico davvero! Tutto apposto, ok?”
“Ok! Grazie!”
“E dai! Smettila di ringraziarmi!”
Scoppiamo entrambe a ridere e mentre ci avviciniamo alla porta per uscire sentiamo qualcuno salire le scale.
“Nascondiamoci!” La proposta di Gi è più che sensata visto che se fosse un professore od un bidello passeremo dei guai grossi.
C’è una costruzione in mattoni proprio al centro del terrazzo, è solo una specie di capanno che utilizzano i bidelli per metterci scope e simili, o almeno così mi hanno detto, quindi ci nascondiamo dalla parte opposta alla porta, in modo da poter sgusciare via una volta passato chiunque stia per uscire.
Pronte a fare uno scatto rapido e silenzioso degno di Eva Kant, ci appostiamo ed aspettiamo. Neanche due secondi dopo esce sul terrazzo una professoressa di ginnastica, non l’antipatica che abbiamo noi, ma una di un’altra sezione. Sfortunatamente si ferma proprio davanti alla porta, cominciamo a chiederci che cavolo sia venuta a fare quando… la porta si apre di nuovo! E che cavolo! Tutti con noi ce l’hanno??
“Finalmente! Per fortuna che ce l’hai fatta!” La prof, una bella donna alta e bionda pronuncia queste parole ad una persona che evidentemente stava aspettando, ma poi non arriva più alcun suono, anche perché sta passando un aereo proprio in questo momento, quindi niente scoperta di chi sia il misterioso interlocutore fino a quando non sarà passato.
Gi mi guarda ed io le sorrido, divertita per la situazione e, anche se non se se lo abbia capito o meno, sollevata perché ora andrà di nuovo tutto bene… almeno spero…
Quando il rumore provocato dall’aeroplano comincia a farsi più lontano sentiamo un rumore sommesso, come un gemito, istintivamente mi sporgo con la testa al di là del muro… la curiosità è una brutta bestia!
La scena che vedo mi lascia spiazzata e rimango imbambolata per un attimo, poi mi rimetto nella posizione di prima e guardo Gi.
“Chi è?” Mi chiede sottovoce. Come faccio a dirglielo?? E che cavolo! Mél smettila immediatamente di rivederti quella scena che hai appena visto con protagonista te! Smettila!!!
Alla mia mancanza di risposta Gi si sporge, appoggiandomisi addosso per giunta, e dopo un attimo la vedo rimettersi anche lei dietro il muro, rossa come un peperone in viso. Mi sa che anche lei ha visto…
Mi sporgo di nuovo, stavolta con solo la fronte, gli occhi ed il naso, ma… devo ritirarmi di corsa anche io e stavolta non posso fare a meno di arrossire a mia volta… non ci stanno mica andando piano!
Ok con calma Mél, analizza la situazione.
Sei sulla terrazza della scuola, nascosta dietro un muro con Gi, con le mutandine bagnate… perché? Perché hai appena visto due professoresse, tutte e due abbastanza giovani e carine, baciarsi appassionatamente e toccarsi qua e là, e… e ti è venuto naturale immagine te e Gi nella stessa posizione… Stupida!
Guardo di soppiatto Gi per cercare di capire la sua reazione ma lei è ancora rossa in viso, tra l’altro siamo in primavera e fa stranamente caldo per questa stagione, quindi la gonna corta e i primi due bottoni della camicia slacciati lasciano intravedere tutte le sue forme. Non che sia una super maggiorata, ma… a me piace così! E che cavolo! Saprò su cosa mi piacerebbe mettere le mani, no? Vabbè, adesso sto scadendo nel porno…
Un gemito più alto mi fa sobbalzare quasi e Gi diventa ancora più rossa. Vorrei affacciarmi per vedere cosa l’ha provocato, ma meglio lasciar stare, non vorrei ridurmi in condizioni peggiori, e soprattutto non voglio far capire a Gi che la scena mi interessa! Non sono una guardona, non mi interessa certo la scena di per sé! Però… almeno… potrei carpire qualche segreto su quello che piace ad una donna!
Mél, idiota! Tu SEI una donna! Pensa a quello che ti piacerebbe che Gi ti facesse e… se anche non sarà esattamente quello che potrebbe piacere a Gi, ci sarai andata comunque vicina… non avrà mica gusti sado-maso, no? Beh… fosse per lei potrei anche adeguarmi anche se la cosa non mi ispira molto, ma per la mia Gi farei di tutto! Ok, basta occhi a forma di cuor e basta fantasticare! Cerca una soluzione per tirarti fuori da questo pasticcio!
“Che… che facciamo?” La voce bassa di Gi ha una nota così sexy… ehm… no…
“Non lo so! Non possiamo passare in nessuno modo!”
“Ci tocca aspettare qui??”
“Per forza, che altro vorresti fare, scusa??”
“E se non andassero via? La ricreazione sta per finire!”
“Prima o poi avranno lezione no?”
“Ma non possiamo rimanere qui!”
“Vuoi forse uscire e farti vedere?? Sai che come minimo ci ammazzano, vero?” Dopo essersi riprese dallo shock e dall’imbarazzo, ma questo me lo tengo per me, meglio farla stare sulle spine un po’, è così tenera quando si agita! Ok, sono scema, è definitivo!
“No, ma… che cacchio stanno facendo??”
Un gemito alto di una delle due, seguito da un altro dell’atra prof. danno una risposta alle domande di Gi che arrossisce.
“Ma sei sicura? E se arriva qualcuno?”
“Ma chi vuoi che venga?”
“Ok, ma… almeno appoggiamoci all’altro muro! Qui stiamo proprio di fronte alla porta!”
Io e Gi ci guardiamo allarmate e poi, sbirciando con la speranza di non essere viste (e come farebbero avvinghiate ed occupate a baciarsi come sono?), vediamo che stanno facendo il giro sul lato sinistro del muro… scattiamo ed eccoci sul lato destro, ok… aspettiamo solo che arrivino alla parte dalla parte opposta della porta e poi scappiamo!
Guardo Gi e lei, anche senza che io dica nulla, mi fa segno di sì.
Un altro gemito di una delle due, a cui ne fa subito eco uno dell’altra (una bella mora, professoressa di filosofia mi sembra, che mi ricorda vagamente Gi… o forse sono solo io che vedo Gi dappertutto?) ci fa capire che ormai la situazione si fa rovente e quindi, quatte quatte e velocissime schizziamo fino alla porta e, una volta che l’abbiamo richiusa alle spalle, corriamo a perdifiato al nostro piano, dirette di corsa al bagno, abbiamo decisamente bisogno di un attimo di pausa!! Mamma mia che situazione…
Guardo Gi, ancora un po’ sconvolta e, dopo aver aperto il rubinetto dell’acqua, gliene getto qualche goccia addosso, quel tanto da farla riprendere, ma visto che non ha alcuna reazione…
Riempio le mani, unite e piegate sotto il getto dell’acqua, ed in meno di dieci secondi tutto il viso di Gi è zuppo. Lei rimane con gli occhi sbarrati per un attimo, ma si riprende subito cominciando a spruzzarmi quanta più acqua le sue mani riescono a contenere… ed è così che comincia la nostra personalissima guerra degli spruzzi… ecco cosa volevo… solo la pace che sento in questo momento…


POV GISÈLE

Ok… sì mi ci voleva decisamente un po’ d’acqua fresca… stavo iniziando a credere di essermi scottata le guance al sole…
Fisso Mélisande che sorride impudentemente, convinta di avere in mano la vittoria alla nostra improvvisata guerra d’acqua, e mi rilasso leggermente. Sono contenta di aver sistemato le cose con lei, mi dispiaceva dover buttare al vento quella che stavo iniziando a considerare un’amicizia importante solamente perché non sapevo come comportarmi nei suoi confronti… Beh, ora che mi ha spiegato la sua versione sono più tranquilla…
Il suono della campanella mi riporta alla realtà e ci convince a dirigerci verso la nostra aula… ma non prima che io torni fulminea verso il lavandino e la schizzi nuovamente correndo verso la porta.
“Ahhhh, non vale!!! Questa me la paghi!!! Fatti mettere le mani addosso e poi vedrai!!!” Mi sussurra Mél fintamente arrabbiata mentre si siede al suo posto accanto a me.
Mani che vagano freneticamente per dare e ricevere carezze sempre più appassionate, labbra incollate con urgenza le une sulle altre mentre gemiti risuonano nell’aria…
Arghhhhhh!!! Accidenti! Ero riuscita a togliermi ciò che avevo visto e sentito sulla terrazza almeno per cinque minuti!!! Ed ora… eccomi nuovamente a rimuginare al colmo dell’imbarazzo e del nervosismo.
La scena che ho visto mi ha scioccata. In verità a mente fredda… ma ho davvero anche il cervello al fresco od è solamente il viso ad esserlo grazie a Mél? Ehm… comunque non so che cosa mi abbia turbata tanto… non mi da fastidio il pensiero in sé… cioè, ciò che fa ognuno a letto e ciò che gli piace è affar suo l’ho sempre pensato… e poi che caspita! Max, il mio migliore amico è gay e sono al 100% dalla sua parte…
Forse è stata la paura di essere scoperta e finire nei guai, o forse semplicemente perchè non avevo mai pensato REALMENTE a cosa implicasse un rapporto carnale tra due esponenti dello stesso sesso… o meglio a due rappresentanti del genere femminile.
E’ stato del tutto inatteso scoprire che sentire i loro gemiti e vedere le loro ‘effusioni’ non mi ha creato nemmeno una vaga sensazione di disagio… se non quello di sentirmi una completa intrusa ad un momento di intimità che doveva rimanere privato e non venir spiato da estranee…
Sì certo è stato imbarazzante assistere ad un incontro che doveva essere destinato a rimaner segreto, ma è finito lì. Invece ho visto che Mél è rimasta proprio infastidita… che abbia preconcetti nei confronti dell’omosessualità? Accidenti sarebbe un problema a lungo andare… non che io abbia in mente di rivelarle di Maxim, ma considerando che lui la trova simpatica e si trova bene a frequentarla se mai dovesse decidere di dichiararsi anche con lei, sebbene solitamente sia così timido e riservato, non vorrei che potesse reagir male! Ovviamente prenderei le difese di Max, ci mancherebbe altro! Però… mi spiacerebbe se si esacerbasse al punto di non voler più incontrare nemmeno me…
Magari è stata solamente colta di sorpresa come me e ci è rimasta di sale nello scoprire quelle due professoresse, come è successo a me… d’altronde poi in bagno era molto naturale.
Non sembrava più scossa così tanto… e poi! Mi ha baciata non può e non deve scandalizzarsi davanti ad altre due donne che lo fanno!!!
Beh… sì, ehm… non è propriamente uguale, ma che vuol dire?
Oddio… perché ora mi sto immaginando me e… lei… come quelle due…
AHHHHH!!! Gi! Smettila, sei ancora sotto shock! Ora concentrati su questa lezione di arte, ti piace l’arte no?
Sì, ‘La Nascita di Venere’, gran bel quadro, indubbio… però io Venere me la immagino più sensuale e provocante… mmm più alla Mélisande…! Sì, sì, ce la vedo benissimo con quei boccoli rossi sciolti attorno al corpo che guarda con un sorrisino ambiguo e misterioso l’osservatore, invitandolo ad avvicinarsi ed a mantenere le distanze allo stesso tempo, con una gamba lievemente piegata, in modo da metterne in evidenza la bella linea e con un’alta onda alle spalle che le faccia risaltare la pelle candida, le labbra naturalmente rosse e le efelidi delicate sul nasino. Sì, sì, sarebbe una dea dell’amore perfetta!
Oddio… ma sono impazzita! Sono pensieri da fare questi??? Mon Dieu!
E’ ufficiale! Non sono in me!!! Devo necessariamente distrarmi, il troppo studio mi sta danneggiando seriamente il cervello!!! Ok, urge uscita di completo relax… mmm devo organizzare una seratina al cinema.
Andata, domani è venerdì e Maxim non ha la serata occupata dagli allenamenti di nuoto. Benissimo mi basta solo impedirgli di aiutare lo zio in quella specie di bar che si ritrova ed il gioco è fatto.
Mélisande sospira quando al cambio dell’ora entra la prof di storia… non sopporta proprio questa materia… mi volto a scrutarla pensosamente e la vedo soffocare a stento uno sbadiglio di noia…
Mmm quasi quasi invito anche lei, ma sì! Ci divertiremo di più in tre! E poi così mia madre non inizia nuovamente con la storia che non sta bene se un ragazzo ed una ragazza passano soli così tanto tempo insieme. Tzè… alle volte avrei voglia di urlarle contro le preferenze sessuali di Maxim quando mi stressa così tanto… ma non lo farei mai a Max, non se lo merita proprio… ed io so come lo tratterebbe, considerando come ha troncato i rapporti con il fratello dopo aver scoperto la sua omosessualità.
Che schifo mia madre, da quel giorno i nostri rapporti sono peggiorati bruscamente, non sopporto che abbia fatto questo allo zio … mi dispiace così tanto che si sia trasferito in Olanda… ma sono altresì contenta che sia serenamente sistemato con il suo compagno, nessuno lo meritava più di lui!
Mmm sto divagando troppo ed il nuovo sbuffo di Mél mi fa sorridere.
*Ti va di venire al cinema domani sera?*
La mia compagna di banco apre incuriosita il bigliettino e mi accorgo appena della sua rapida espressione buffissima… chissà che ha pensato… poi annuisce sorridendo, prima di emettere un gemito quando la professoressa la chiama per essere interrogata…
Eh, eh, eh… le è andata male… poverina…

FINE PRIMO CAPITOLO