
- nona parte -
Disclaimer: I pg purtroppo
non sono miei ç___ç, ma del grande Inoue-sensei , tranne Kei
Veda che è un parto della mia mente malata ^^. La frase della canzone
"Open up your mind ", della collonna sonora di Saiyuki , appartiene agli aventi
diritto.
Dedica: Al mio unico tesoro Pam: non ho avuto bisogno di una pozione d'amore, ma il risultato è stato lo stesso no? ^_- Grazie di tutto amore mio ^*^
Nota 1: Tra "... " il parlato, tra <...> i pensieri.
Gli spazi indicano il cambio di Pov, le ------, i cambi di scena.
Nota 2: Questa fic è stata scritta come oneshot , quindi se trovate i capitoli asimmetrici è perché ho cercato di seguire un filo logico nella divisioni ^^
Love potion
UN ANNO E MEZZO DOPO.
PRIMO APRILE - LICEO SHOHOKU
"Bene ragazzi benvenuti nel club di basket. Lasciate che mi presenti. Io sono Sakuya Kato (autocitazione, scusate ma non ho resistito ^^;;;NdSaku), frequento il terzo anno e sono la manager della squadra... Bene direi che intanto che aspettiamo il capitano vi potete disporre in fila per la presentazione..."
Le matricole che quell'anno si erano iscritte al club di basket erano davvero tante, ma c'era da aspettarselo viste le prestazioni che la squadra aveva avuto nei due passati campionati.
"Sono tutti questi?"
Una voce alle sue spalle, fece fare alla manager dai capelli castani, un salto per lo spavento.
"Ah! Rukawa! Sì sono questi... Ma il capitano che fine ha fatto? Tu sei solo il vice, ma credo la presentazione la possa fare ugualmente..."
"No, aspetta lui." E così dicendo il moro se ne andò a prendere un pallone e cominciò a palleggiare in disparte.
La ragazza lo guardò. Da quando l'anno prima era entrata come vice di Ayako aveva notanto che l'attuale vice-capitano era sempre freddo e impassibile, ma nei suoi occhi c'era sempre un velo di tristezza che nessuno si sapeva spiegare.
Ayako le aveva detto che fino ad un'anno prima non era così, o meglio era peggiorato notevolmente. Non era mai stato un tipo socevole, ma adesso sembrava che la sua mente fosse lontana miliardi di kilometri, e anche quando giocava... non c'era più la passione che lo distingueva. Era stato nominato MVP l'anno precedente, ma c'era qualcosa in lui che lo faceva essere diverso da tutti gli altri, e non certo in meglio.
"Salve a tutti!!!!"
Un ragazzo alto più di un metro e novanta (Davvero?? *___*NdHana Scusa se sei cresciuto un centrimetro e 2 millimetri in quattro mesi, pensa in un anno e mezzo!NdSaku EVVAI!!NdHana) e dai bellissimi capelli rosso fuoco, tenuti fermi dal gel, in ciocchettine che gli cadevano sulla fronte, entrò in palestra catalizzando su di lui l'attenzione generale.
"Ah finalmente! Sei il capitano dovresti dare il buon esempio!"
"Cavolo Saku! Ma adesso che finalmente ci siamo liberati di Ayako... Ehi ehi calma, metti giù quell'arnese!" (dicesi arnese: mazza da baseball tenuta lì per mantenere l'ordine^^ NdSaku)
"Hanamichi Sakuragi presentati e cerca di dare il buon esempio, chiaro? Guarda Rukawa! Lui si sta già allenando!!"
Hanamichi lanciò una rapida occhiata verso il suo vice, il coach aveva deciso le nomine subito dopo il torneo invernale dell'anno precedente, ma sarebbero diventate ufficiali solo dal primo giorno di scuola dell'anno successivo, ossia da quel giorno.
Rukawa era l'unica persona al mondo che non riusciva a suscitare la minima emozione in Hanamichi.
Era una cosa davvero strana. Tutti gli avevano sempre detto che lui giurava di odiarlo perchè Haruko era innammorata di lui, ma il rossino proprio non riusciva a ricordarselo.
Un anno e mezzo prima era stato male per alcuni giorni e non era andato a scuola, al suo ritorno tutti gli chiedevano come mai non insultasse il moro, ma lui proprio non ci riusciva.
Gli era completamente indifferente... Fece una leggera alzata di spalle e poi si voltò verso le matricole schierate in fila.
"Bene ragazzi, io sono Hanamichi Sakuragi, terzo anno, il nuovo capitano della squadra e ne sono anche il centro, dopo che gli altri senpai si saranno presentati, fate un passo avanti e fate lo stesso."
Hanamichi dovette dare una leggera gomitata a Rukawa che era rimasto immobile a fissarlo mentre parlava.
Pensò che forse il ragazzo non era particolarmente contento di essere il vice di un giocatore meno bravo di lui. Nonostante Hanamichi fosse migliorato notevolmente Rukawa gli era sempre un minuscolo passo avanti, ma nonostante questo Anzai aveva scelto lui.
Aveva motivato la scelta dicendo che Rukawa era troppo silenzioso per fare il capitano e non aveva il carisma adatto, poi aveva fatto uscire Hanamichi e aveva tenuto dentro il moro per altri cinque minuti. Non che la cosa gli interessasse davvero, ma sarebbe stato interessante sapere quello che si erano detti in quell'occasione.
"Kaede Rukawa, vice capitano, terzo anno, ala piccola."
Hanamichi gli aveva dato un colpetto per farlo riprendere.
Si era imbambolato come suo solito a guardarlo, e come spesso accadeva aveva sentito i suoi pensieri.
Non lo faceva apposta, anzi faceva di tutto perché non accadesse, ma se si deconcentrava e lo guardava li sentiva senza nemmeno provare a farlo.
In quell'anno e mezzo, da quando Hanamichi aveva bevuto la pozione che il Consiglio aveva dato a Sendo (fitta al cuore al ricordo di quei giorni, come sempre accadeva), si era impegnato molto in telepatia, aveva anche seguito dei corsi di livello superiore al suo sotto la supervisione della professoressa Veda per migliorare la capacità di gestire quello che aveva scoperto essere il suo maggiore dono, ma anche quello che più aveva sottovalutato.
Orami era arrivato a controllarlo molto bene, ma non riusciva ancora del tutto a 'evitare' i pensieri di Hanamichi perché non aveva bisogno della concentrazione per leggerli.
Quando il rosso si era accorto che lui era sovrapensiero aveva pensato che fosse perché era stato nominato capitano al suo posto e si era chiesto cosa gli avesse detto Anzai quando lo aveva trattenuto nella sala professori, dopo aver comunicato le nomine.
Si ricordava benissimo quel giorno, ma ancora meglio ricordava le parole del loro allenatore.
"Non ti ho fatto capitano anche per un altro motivo. Hai perso la voglia di combattere. Sei sempre il migliore in campo, ma i tuoi occhi... hanno perso quella scintilla che prima avevano, è successo da circa un anno e mi dispiace davvero. Non so cosa ti sia accaduto, ma spero che presto quella luce ritorni."
Era vero.
I suoi occhi erano spenti. Si erano spenti nel giorno stesso in cui Hanamichi aveva dimenticato.
Aveva provato a sperare, a fidarsi di lui, a credere che nel fondo del suo cuore Hanamichi lo amasse ancora, ma poi aveva smesso.
In quella vita non sarebbe stato felice mai più, e se il suo destino era quello di non essere riamato, non lo sarebbe stato nemmeno in tutte le vite future.
Non ce la faceva, voleva credere che in fondo il suo adorato ancora lo amasse, ma mai niente gli aveva dato il minimo barlume di speranza, non aveva nulla a cui appigliarsi se non una promessa e due parole.
Ti amo.
E grazie a quelle ancora andava avanti. Per una promessa appena sussurata, per poche lettere pronunciate solo col pensiero, per la verità che regna nel cuore delle persone e che nessuna magia potrà mai cancellare.
Magari nascondere o portare alla luce, ma mai far sparire.
Se non fosse stato per quello sarebbe sparito ben altro che la luce dei suoi occhi.
Aveva pensato di smettere la scuola di magia e rinunciare per sempre ai suoi poteri.
Aveva persino trovato la formula nel libro degli incantesimi di sua madre.
Stava per farlo davvero, aveva preparato tutto.
Il rituale obbligava lo stregone o la strega che rinunciava ai poteri ad addormentarsi dopo aver bevuto una speciale pozione che serviva per far ricordare alla persona tutto quello che la magia aveva portato, sia cose belle, che cose brutte.
Kaede lo aveva fatto, aveva sognato moltissime cose legate al suo essere mago e poi... poi il motivo che lo aveva spinto a prendere quella decisone.
Due occhi nocciola fissi nei suoi che lo guardavano con dolcezza sussurrandogli parole d'amore, e poi... Poi la pozione portata da Sendo, il salotto in cui lui attendeva e una voce.
Una voce che chiedeva ad Akira di ricordare a Kaede la promessa fatta e poi una frase.
<Kaede ho paura... Ti amo Kacchan, ricordalo.>
Si era svegliato nel cerchio magico in cui il rituale avrebbe dovuto svolgersi e aveva deciso.
Deciso di continuare come aveva fatto Hanamichi, lui aveva bevuto la pozione anche se aveva paura perché non sapeva a cosa andava incontro. E Kaede avrebbe fatto lo stesso. Sarebbe andato avanti anche se aveva paura, anche se continuare a essere uno stregone voleva dire vedere Hanamichi anche alla scuola di magia non appena anche lui vi fosse entrato, anche se voleva dire far credere al consiglio di averla avuta vinta.
Si sbagliavano.
Lui amava Hanamichi e lo avrebbe amato indipendentemente dal destino che era stato scritto per lui, e Hanamichi... beh lui non si ricordava i suoi sentimenti, ma aveva promesso.
Prima era facile, più o meno, credere a quella promessa, ma ora... più il tempo passava più la sue speranze si affievolivano e da quando Hanamichi era entrato a scuola, con un anno di anticipo visto lo straordinario potere astrale che aveva dimostrato, beh... quello era stato davvero troppo per la sua già troppo fragile ostinazione.
Doveva perdere qualcosa no?
In quel momento i suoi occhi si erano spenti.
Se non potevano specchiarsi in quelli del rossino, che senso aveva che i suoi occhi avessero una loro luce? Che senso aveva che vivessero se avevano perso la loro vita, se non potevano più gioire mentre quelli del suo amore lo facevano? Senza di lui.
Gli allenementi passarono talmente tanto rapidamente che Rukawa si stupì di dover già smettere di correre e saltare. Hanamichi era un capitano davvero inflessibile, poteva sembrare persino peggio del Gorilla a volte...
Si stava già dirigendo verso gli sogliatoi (aveva smesso infatti con gli allenamenti supplementari e a volte si chiedeva persino perché continuasse a giocare), quando una voce nota attirò la sua attenzione.
"Ciao ragazzi!!" Sendo era sulla soglia della porta di ingresso, appoggiato allo stipide con il solito sorriso dipinto sulle labbra. In palestra c'erano solo Kaede e Hanamichi e proprio lui, alla vista dell'amico gli corse incontro e lo abbracciò come se fossero secoli che non si vedevano.
Kaede provò un'invidia infinita nei confronti dell'ex giocatore del Ryonan. I ricordi che riguardavano lui erano stati cancellati, come ogni altra cosa legata alla scoperta dell'esistenza della magia, ma non i sentimenti che Hanamichi avrebbe potuto provare nei suoi confronti.
"Aki-chan! Ciao come stai? E' andato tutto bene all'università?"
Rukawa lanciò uno sguardo omicida ad Hanamichi, certo non era colpa sua se non ricordava del loro amore, ma comportarsi così...
Akira notò subito lo sguardo negli occhi dell'amico, e dopo un piccolo abbraccio iniziale scostò le braccia del rossino per guardarlo in viso.
"Che c'è Hana? Tu non me la racconti giusta..."
"Perché? Non posso essere felice di vederti e basta....?" Hanamichi tratteneva a stento le risa. Se il loro vice allenatore fosse entrato in quel momento probabilmente lo avrebbe ucciso sul posto, era così geloso...
"Hanamichi... che hai combinato??" Sendo continuava a sorridere , ma ogni tanto lanciava occhiate preocupate all'indirizzo di Rukawa.
"Ehm.. io? Ma niente... Aki-chan, non è che per caso... ti va di farmi copiare gli esercizi di pozioni che ci ha dato la Veda?"
"-__- Lo sapevo che non avevi fatto i compiti!" il perenne sorriso dello stregone scomparve per un attimo, doveva capirlo che Hanamichi voleva qualcosa, faceva sempre così quando gli servivano i compiti...
"Ti prego, ti prego, ti prego, ti prego, ti prego..." Hanamichi continuava a ripetere quelle due parole come una cantilena e si era persino messo in ginocchio con le mani giunte e guardava speranzoso il suo tutore.
Quando sei mesi prima Sendo e e la professoressa Veda si erano presentati da lui dicendogli che esiste la magia e che lui con il suo potere astrale poteva avvicinarsi ad essa, era quasi caduto dalla sedia su cui era seduto, però aveva provato una strana sensazione di deja-vu.
Si era sopreso, e non poco, a credere ad ogni loro parola come se fosse oro colato, come se gli fosse già successo di scoprire l'esistenza di qualcosa che tutti considerano solo fantasia e quindi gli stessero dicendo qualcosa che lui sapeva già da molto.
Aveva cominciato ad andare nella stessa scuola di Sendo e aveva scoperto che anche Rukawa era uno stregone, o meglio uno dei più potenti allievi che la scuola avesse mai avuto.
Gli capitava spesso di pensare al compagno di squadra e ogni volta si stupiva di come non suscittasse in lui nessun tipo di emozione o anche sensazione.
Dato che non era dotato di poteri magici, non doveva seguire le stesse lezioni di Sendo, con lui seguiva solo il corso di pozioni.
Era strano che lui fosse entrato a scuola un anno prima rispetto alle normali situazioni e che fosse già in una classe avanzata.
Di solito le persone prive di poteri ma dotate di forza spirituale, gli aveva spiegato la Veda, erano informate dell'esistenza della scuola a 18 anni, perché si riteneva che fosse l'età migliore, e poi dovevano seguire un corso speciale di un anno in cui venivano insegnate le basi elementari dell'utilizzo delle erbe e di tutti gli ingradienti utilizzabili per le pozioni, il controllo della forza astrale, almeno nelle sue basi, e molte altre materie che sembrava poco avessero a che fare con la magia, ma che in realtà ne avevano molta... o almeno così diceva sempre la Veda.
La professoressa Kei Veda, era una donna sulla sessantina, con capelli d'argento e sgardo severo, ma in realtà molto dolce e comprensiva, cioè con lui si era sempre dimostrata tale!
Il corso di preparazione, per Hanamichi, era durato solo tre mesi (e poichè era un tempo brevissimo, si era cominciato a definire il Tensai della magia...) e ormai da altrettanti mesi fraquentava le lezioni di pozioni con la classe del suo tutore, insieme a lui si esercitava, studiava, e seguiva anche il corso telecinesi (infatti erano tutti convinti che con il suo potere astrale avrebbe potuto imparare a usare anche la telecinesi, anche se solo in determinate occasioni).
Inutile dire lo stupore del rosso quando gli dissero che Sendo sarebbe stato la persona più adatta.
Sembrava che Rukawa avesse poteri superiori a quelli del porcospino, ma lui era più bravo in pozioni, ed era questo quello che serviva a Sakuragi.
Comunque, essendo solo un praticante, e non avendo alcun tipo di potere, ogni persona che entrava nella scuola di magia Sanakito di Kanagawa, veniva affidata alla supervisione di un professore (nel caso di Hanamichi la prof. Veda si era offerta volontaria) e di uno studente che fosse all'ultimo o al penultimo anno (come Sendo).
In quei tre mesi Sakuragi si era dimostrato un vero fenomeno anche nell'apprendimento delle arti magiche, oltre che nel basket.
Era diventato un vero portento in entrambe le cose, attirando su di sè, per la prima volta in vita sua, le attenzioni di tutta la scuola (o meglio di tutte e due).
I ragazzi lo ammiravano per il suo talento, le ragazze... beh strano a dirsi ma le ragazze avevano cominciato ad andargli dietro...
Ma sembrava che la cosa non toccasse Hanamichi nemmeno da lontano.
Un giorno, circa due settimane prima, stava studiando con Sendo a casa sua, e mentre l'ex-asso del Ryonan cercava di spiegargli l'importanza della scelta del lecca-lecca nella pozioni del Globo d'amore e della verità, lui se ne stava seduto sul davanzale della finestra a guardare fuori con lo sguardo perso.
Sendo si era alzato dalla scrivania, gli era andato vicino e gli aveva chiesto cosa lo turbasse e la sua risposta era stata a dir poco spiazzante per l'amico.
"Non lo so cosa c'è, so solo che è come se mi mancasse un pezzo del cuore... Non chiedermi cosa significhi perché non saprei spiegartelo, ma forse è per questo che non riesco a farmi interessare nessuna ragazza... ho provato anche con i ragazzi, ma niente... Alla fine sono giunto alla conclusione che mi deve mancare la parte del cuore che permette alle persone di provare un certo tipo di sentimenti".
Sendo si era fatto improvvisamente triste, aveva chiuso i libri e aveva proposto una bella uscita che aveva permesso al rossino di distrarsi.
Non ci aveva più pensato da allora.
"Aki! Che ci fai qui? Mi sei venuto a prendere per caso?"
Il vice allenatore dello Shohoku entrò in quell'istante in palestra.
Hanamichi era un capitano fin troppo assennato (Ma stai parlando della persona giusta?? O__O NdTutti Scusate, non è colpa mia... mi sa che con la pozione gli hanno cancellato anche una parte del carattere oltre alla memoria...^^;;; NdSaku -___- NdHana), o almeno era diventato tale di punto in bianco un anno e mezzo prima, più o meno quando lui e Sendo si erano messi insieme, ma andare a controllare che la palestra fosse chiusa per bene era un suo dovere... A volte si rendeva conto di prendere il suo lavoro un po' troppo seriamente, eccedeva in zelo anche per le piccole cose, ma si era detto che se quello doveva essere il suo futuro, beh, lo avrebbe realizzato nel modo migliore!
"Amore!! Ciao ^________^" Sendo aspettò che il suo ragazzo lo rangiungesse sulla soglia e stava per dargli un bacio mozzafiato, quando l'altro moro si accorse che non erano soli e si bloccò con grande disappunto del porcospino.
"Ragazzi non vi pare il caso di andare a cambiarvi?"
"Si così tu e Aki avreste la palestra tutta per voi... ah che hentai che sei Mitchy!"
"Sakuragiiiiiii!! Io sono il tuo vice allenatore, abbi rispetto per me!! >__<" Mitsui era a davvero suscettibile riguardo al suo rapporto con Akira, ma lo era ancora di più per quanto riguardava il suo ruolo di vice del coach Anzai.
"Dai Hisa-chan calmati ^_^;;... E comunque amore mi dispiace ma non sono qui per te, sono venuto a prendere Hana, devo dargli ripetizioni di matematica..."
Il moro si fece improvvisamente scuro in volto.
"Questa cos'è?, la terza volta questa settimana? Possibile che tu razza di idiota abbia bisogno di ripetizioni tre volte alla settimana?"
"Calma Mitchy! Oggi è matematica, ma vedi Aki mi da ripetizioni di matematica e inglese, questo significa che dobbiamo vederci quattro volte alla settimana..."
Questa era la scusa più plausibile che i due erano riusciti ad inventarsi per potersi vedere ogni volta che avevano lezione, tre volte quella di pozioni e una quella di telecinesi. Per Sendo sarebbe stato molto difficile spiegare a Mitsui perché quasi tutte le sere non potessero vedersi, ma con quella scusa aveva qualche possibilità in più di sfuggire alle spiegazioni. Per gli altri giorni aveva la scusa dello studio.
Mitsui aveva un lavoro part-time e quello come vice allenatore, quindi pensava che lasciare a Sendo il tempo per studiare fosse più che giusto, peccato solo che da qualche tempo lui e Sakuragi si vedessero un po' troppo spesso.
Prima c'era stata la storia di Rukawa, e già in quell'occassione Sakuragi sembrava strano, ma poi le cose erano andate sempre come al solito.
Poi un giorno Akira gli aveva detto che aveva incontrato per caso il rossino e avevano preso un caffè scoprendo di andare molto d'accordo.
Da quel giorno erano diventati sempre più amici, e poi era cominciata anche quella cosa delle ripetizioni.
Lui si fidava di Akira, ma in fondo lui era un bel ragazzo, sarebbe potuto succedere che qualcuno si innammorasse di lui e magari Sakuragi stava facendo tutte quelle storie solo per riuscire a conquistarlo e portarglielo via.
Mitsui scosse la testa dicendosi che era troppo geloso, Akira lo amava e non lo avrebbe mai tradito e Hanamichi era uno dei suoi migliori amici, non ci avrebbe mai provato col suo ragazzo.
Quello che lo preoccupava per davvero a volte però era Rukawa. Quel ragazzo sembrava il ritratto delle disperazione anche se ad un occhio meno allenato del suo poteva sembra il solito Rukawa, il re dei ghiaccioli insomma. Ma per una persona che ha sofferto, come era lui, riconoscere il dolore negli altri era molto più semplice. Non sapeva cosa turbasse il ragazzo da molto tempo ormai, ma di sicuro era qualcosa di veramente importante perché anche il suo amore per il basket ne aveva risentito.
Stando con Akira aveva scoperto che i suoi genitori e quelli di Rukawa si conoscevano da molti anni e che per questo motivo lui e il volpino erano amici d'infanzia. Aveva provato un paio di volte a chiedere a lui, ma il suo ragazzo si era fatto in entrambe le occasioni triste e serio ma gli aveva assicurato che a quanto lui ne sapeva non c'era nessun problema. Aveva sempre pensato che avesse problemi con i genitori o una cosa del genere ma da quando Akira e Hanamichi avevano preso a frequentarsi a volte sembrava peggio.
E anche questo alimentava la sua gelosia. Che Rukawa fosse innammorato di Sakuragi?
Ci aveva pensato più di una volta ma aveva sempre scartato l'idea come poco plausibile.
Comunque la cosa che gli interessava davvero adesso era che Akira la smettesse di fare così il carino con Sakuragi, non gli importava se erano amici, lui era una sua proprietà!
"Allora io vado a cambiarmi, mi aspetti fuori Aki?"
"Sì Hana... Ehi Kae-kun... fai un pò di strada con noi tre?"
"No... Ci vediamo."
Non si era nemmeno voltato, aveva aspettato per tutto quel discorso, non sapeva nemmeno lui perché. Cosa si aspettava?
Certe volte credeva di essere davvero masochista, starsene a guardare Hanamichi ridere e scherzare con Sendo era davvero difficile, molto più che vederlo felice con chiunque altro, e ovviamente ne aveva motivo.
Doveva essere felice che il rossino fosse finalmente felice, lui lo amava, non era questo che desiderava forse?
Certo, ma faceva maledettamente male guardarlo e basta, sapendo che chiunque poteva suscitare in lui anche solo una minuscola emozione ma non lui.
Beh quella era la sua punizione, dopotutto era ovvio che dovesse far male.
Ma poteva continuare per tutta la vita?
"Rukawa, hai dimenticato questa..."
Kaede si voltò. Era nel corridoio e Sakuragi era lì di fronte a lui che gli porgeva la fascetta che di solito portava al braccio.
"Grazie." aveva il volto basso, gli occhi coperti dalla frangia, stava per piangere come ogni altra volta in cui parlava con lui.
"Beh ci vediamo più tardi a scuola..."
Hanamichi lo sorpassò e andava verso gli spogliatoi, ma lui non poteva perdere anche quella occasione! Gli bastava anche una parola in più rispetto alle solite, magari detta solo per gentilezza, ma tutto sarebbe stato meglio di quello!
"Sakuragi..."
"Hn?" Hanamichi si bloccò un attimo, perché aveva risposto come faceva di solito Rukawa? Ma la cosa strana era che gli sembrava non fosse la prima volta che succedeva.
"Quando dobbiamo vederci per preparare quegli schemi?" si voltò e sollevò il viso, sforzandosi di guardarlo se non negli occhi, almeno in faccia.
"Ah già! Che ne dici di domenica mattina verso le dieci?"
Rukawa ebbe un tuffo al cuore, aveva un appuntamento con Hanamichi!
Ma la felicità durò ben poco.
"Senti diciamo ad Aki di venire così può darci una mano, e magari ci prepariamo anche per il compito in classe di pozioni di lunedì, ti va?"
"Sì, certo."
Il volto di Hanamichi aveva cambiato espressione parlando di Sendo. Si era illuso davvero che il rossino potesse avergli dato un appuntamento?
'Meglio, mi sarei sentito a disagio solo con lui...'
Una fitta forte come un incantesimo lo colpì al cuore.
Aveva di nuovo letto nei suoi pensieri, solo perché si era deconcentrato e aveva permesso alla barriera che ergeva contro la mente di Hanamichi di cadere.
Era questo allora? Si sarebbe sentito a disagio? Perché?
Che aveva fatto di male per soffrire così? Continuavano a dirgli che sarebbe stato uno stregone potentissimo, ma a che gli seviva la magia se poi doveva stare così male per colpa di quello che era?
Sorpassò Hanamichi quasi correndo e come un fulmine si spogliò e si infilò sotto la doccia per coprire con l'acqua che scorreva le lacrime che senza nessun preavviso avevano preso a scorrere dai suoi occhi.
Non aveva più pianto dopo quel giorno, dopo la sera in cui aveva adagiato Hanamichi nel suo letto e gli aveva detto addio, almeno per quella vita.
Chiuse l'acqua e cercò di darsi una calmata prima di uscire dalla doccia, Hanamichi era ancora sotto il getto dell'acqua e canticchiava la sua solita canzoncina 'Ore wa Tensai de su'... certo che era proprio un do'aho!
Non poté fare a meno di sorridere.
Un sorriso triste e sconsolato, ma pur sempre un sorriso e come sempre, il merito era solo di Hanamichi.
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"Perchè devi stare con lui anche stasera?" chiese Mitsui sempre più accigliato.
"Hisa-chan te l'ho detto! Hana mi ha chiesto delle ripetizioni nelle materie in cui va peggio. Quest'anno ha gli esami di ammissione all'università, te ne sei dimenticato?
"No, ma se nella preparazione ai miei esami mi avesse dato una mano uno come te...."
"Mi credi così stupido?" Rispose Sendo in tono falsamente risentito.
"Cretino, intendevo bello come te..."
"^____^ Lo so, era solo per fartelo dire!"
"Ribadisco che sto con un cretino -___-"
"Sì sono un cretino che però ti ama tanto ^_^"
Mitsui sollevò il viso per guardare il suo koibito negli occhi e si rispecchiò in due laghi blu che lo guardavano con l'espressione più angelica e serafica del mondo. Come si poteva resistere a quegli occhi e a quel sorriso?
Non si poteva, semplice e chiaro.
"Anche io ti amo tanto Aki-chan" Lo abbracciò e lo baciò con passione e trasporto, lasciando disorientato il ragazzo di fronte a lui che non era abituato a tali dimostrazioni di affetto in pubblico.
"E poi comunque... -riprese Sendo dopo il bacio- puoi stare tranquillo perché Hanamichi non potrebbe più amare veramente qualcuno se anche volesse..."
"Che intendi?"
"Niente, sta tranquillo ^__^"
Non poteva certo raccontare tutto a Mitsui, ma prima o poi avrebbe dovuto trovare il modo per dirgli la verità.
Non avrebbe permesso che qualcuno lo separasse dal suo amore come avevano fatto con Hanamichi e Kaede, ma non poteva nemmeno permettersi di perdere la persona che amava solo per non essere stato completamente sincero.
Quella situazione era ormai insostenibile: era una tortura mentire così tanto e spesso a Hisashi, doveva trovare una soluzione! Per un attimo pensò che voleva trovare una soluzione anche per i suoi due amici ma non c'era riuscito e si sentì uno schifo, ma poi il sorriso e il volto del ragazzo che lo strava abbracciando fecero scomparire tutto.
In quel momento Rukawa uscì dalla porta che dava sugli sogliatoi con un'espressione più triste e sconsolata del solito, si diresse verso la porta e uscì biascicando un ciao a voce bassissima.
In quel momento cercò di immaginare almeno una parte del dolore che avrebbe provato se lui e Mitsui non avessero potuto stare insieme, ma poi si accorse che niente, nemmeno la sua più fervida fantasia, avrebbe potuto descrivere un decimo della sofferenza che avrebbe provato.
E in quel momento provò un dolore infinito per uno dei suoi migliori amici, soprattutto perché anche lui era colpevole, in minima parte, di tutta quella sofferenza.
Abbracciò forte il suo ragazzo, così forte da lasciarlo senza fiato.
"Ehi Aki..."
"Ti amo Hisa-chan... non lasciarmi mai ti prego."
Mitsui rimase un attimo confuso non capendo il significato di quelle parole, o almeno quello che realmente significavano, ma sorrise e ricambiò la stretta del suo koibito.
"Aki non dire stronzate! Ti amo da morire, non ti lascerò mai, te lo prometto!"
"AKIIIIIIIII!!!!! Sono pronto!.... Ops... scusate ragazzi ^^;;;"
Hanamichi entrò proprio in quel momento e trovò i due ragazzi stretti l'uno all'altro come se il mondo intorno non esistesse.
Per un attimo ebbe una strana fitta al cuore, come se avesse visto una scena tristissima, e non la dimostrazione dell'amore tra due suoi amici, scosse la testa e cercò di non pensarci, sicuramente era solo la stanchezza, eppure... gli sembrava gli mancasse qualcosa, ma cos'era?
"Ok, andiamo... Ti chiamo dopo, ok?" disse Sendo rivolto prima al rossino, poi guardando negli occhi Mitsui.
"Ok, ci sentiamo dopo.... Ciao Hanamichi"
"Ciao vice-coach!"
Hanamichi e Sendo usciro dalla palestra e si diressero alla fermata del treno mentre Mitsui, sempre più geloso, chiudeva le porte della palestra.
FINE NONO CAPITOLO