
- capitolo unico -
DISCLAIMERS: I personaggi appartengono tutti alla mia testolina non troppo sana...
DEDICA: Benchè i miei regali siano ben altri e ti abbia persino scritto un'altra storia che so interessarti, ma di tutt'altro genere... volevo farti qualcos'altro di inaspettato e quindi ecco qui questa piccola sciocchezza, my sunshine.
Auguri di buon compleanno amore ^*^ e scusa davvero la pochezza di queste righe, sono certa che gradirai almeno l'intento ^**^.
Fiabe
“C'era una volta, in un paese lontano lontano...”
Le parole che milioni di bambini sentono pronunciare ogni giorno, la frase incantata che spalanca davanti ai loro occhi mondi di fiaba e magia, in cui immergersi per ore piacevoli e fatate, accompagnati da figure che si concretizzano fervidamente ed assumono i contorni reali che gli adulti, spesso, perdono con l'avanzare dell'età e delle responsabilità.
Quando ero una bimba, che litigava per potersi truccare con il rossetto e l'ombretto della mamma, trascorrevo pomeriggi interi in salotto, seduta sul grande divano di velluto blu vicino alla finestra, con le gambe rannicchiate e circondate dalle braccia, mentre ascoltavo a ripetizione, senza mai stancarmi, quella voce maschile, profonda e dolce, pronunciare le sillabe che mi introducevano nei regni incantati e distanti della fantasia. Reami scintillanti che mi apparivano vicini e concreti, pronti ad essere afferrati per essere vissuti appieno insieme ad unicorni, principi e principesse, gnomi, cavalli alati ed animali parlanti.
Quelle voci senza volto si avvicendavano, regalandomi istanti di evasione così perfetti, che appena ebbi l'opportunità di poter leggere da sola volli verificare se erano loro la causa della malia che mi coglieva, o lo erano i testi che sapevano narrare così bene. Allora nuovamente mi immersi con entusiasmo in quei luoghi pieni di meraviglie, specialmente quando la sera calava ed il freddo pungeva, costringendomi a rifugiarmi in cucina dove il fuoco nel caminetto ardeva allegramente, tenendomi compagnia con il suo vivace borbottio. Eroi, cavalieri, dame in pericolo e sfarzosi balli passavano davanti al mio sguardo mentre mi isolavo in quella realtà fantastica.
Amavo intensamente tutte le fiabe tradizionali, in modo particolare quelle che avevano per protagonisti gli animali, ma la mia preferita, per quante nuove ne leggessi e per quanti diversi libri i miei genitori mi acquistassero, rimaneva la favola della Bella e la Bestia.
Dalla prima volta che l'avevo ascoltata mi era entrata nel cuore. Non sapevo perché mi avesse tanto colpita, arrivando ad emozionarmi così completamente ma, di volta in volta, mi ritrovavo alla fine con un sorriso felice sulle labbra, dopo aver sofferto con la Bestia, inveito contro le sorelle avide ed arroganti ed essermi commossa per il giusto coronamento di quello che mi appariva come un amore davvero bellissimo. Tutto questo giunse all'apice con la splendida trasposizione a cartoni animati che la Disney ne fece. Nonostante fossi ormai abbastanza grandicella e la versione fosse differente da quella che avevo imparato ad adorare, consumavo la cassetta gioendo e patendo con i personaggi fino al punto di sviluppare un'autentica avversione per Gaston.
Per anni persino mia madre, amante invece di "Biancaneve", mi ha chiesto il perché di questa mia fissazione con questa storia, bella si, ma per lei non pienamente affascinante e coinvolgente. Non ho mai saputo spiegarne del tutto la ragione, fin quando non ho avuto modo di rifletterci un giorno, casualmente ed ormai adulta, poco dopo che avevo incontrato una persona che era entrata nel mio cuore senza nessuna intenzione di uscirne.
L'amore.
Quella fiaba parlava di un amore così grande da essere in grado di superare persino gli ostacoli imposti dalle convenzioni che la società ci invita ad avere, non che le altre non lo facessero, ma non in modo così evidente e totalizzante. Ovvio che non comprendessi questo da piccolina, ma chissà che non sia stata una sorta di premonizione la mia, visto che la medesima scelta l'avrei compiuta io, diventando grande.
Nel racconto di Carlo Collodi, Bella riesce ad individuare nella Bestia l'essere ideale da avere come sposo e questo benché tutto lasci pensare che non possa risultare così, visti il suo aspetto ed i suoi modi radicalmente opposti a quelli caldeggiati come idilliaci ed ottimali per una fanciulla. Questa favola dovrebbe insegnare a far sì che lo sguardo del cuore superi le barriere costituite dal comune pensare, permettendo all'individualità ed alle esigenze personali di trovare il compagno adatto a se stessi, quand'anche fosse del tutto differente dai canoni generalmente proposti... perché quando si ama e ci si trova bene ed a proprio agio con qualcuno, quando si incontra la propria metà mancante, quella che ci fa sorridere persino quando si è tristi, quella che ci strappa una risata tra le lacrime, che ci consola, ci comprende addirittura senza parlare, ci regala sogni da realizzare insieme, quella che quando dorme ci inonda di tenerezza e ci fa ardere di passione solamente con una parola sussurrata in un modo innocente, non si dovrebbe decisamente badare al suo aspetto o ad altre caratteristiche giudicate poco consone dalla morale vigente per i più, ma solo ringraziare chiunque ci abbia permesso di trovarla sul nostro cammino.
E questo vale anche quando l’amore si rivolge a qualcuno del proprio sesso.
Se qualcuno obietta che si potrebbe semplicemente riscontrare nell’altra, considerando il mio caso, una buona amica, l’amica ‘del cuore’, io ribatto e sostengo che il principe, o la principessa del cuore, l'individuo che ci completa e ci permette di essere del tutto noi stessi, deve corrispondere ai nostri dettami, non a quelli degli altri. Bisogna unicamente lasciarsi andare alla felicità che ne deriva, senza sentirsi bloccati da schemi prefissati, perché l'amore è amore, qualunque sia l'esteriorità della persona che ce l'ha suscitato, ed è solamente questo che conta ed importa.
Come tutto ruoti attorno al sentimento che provo per la mia compagna, non riesco a capacitarmene pienamente, ma a volte mi sembra che ogni cosa parli di noi, persino una favola per bambini. Forse è dovuto semplicemente all'intensità di ciò che provo ed alla fortuna che sono ben consapevole di possedere.
Sì, perché mi basta guardarla affaccendata davanti al computer, mentre si arrabbia perché il programma le si è chiuso senza salvare i dati, per esserne certa.
Oh amore sei un dono, mio, ancora e sempre mio.
Gli occhi che scintillano, le gote arrossate e quei boccoli ribelli che ti si poggiano continuamente sulla fronte nonostante i tuoi tentativi di sistemarli, ti rendono seducente e bellissima più che mai, facendomi essere conscia di quanto io sia stata benedetta ad averti conosciuta ed istigandomi, al contempo, il desiderio di distrarti completamente e definitivamente da quella macchina infernale che mi fa venire i brividi al solo fissarla. Mi avvicino quindi guardinga, abbandonando la mia postazione di osservazione e, senza farmi scoprire, rimango per un istante a rimirarti.
Quanto sei bella... oltre ogni dire. In realtà mi viene quasi da ridere al pensiero di averti, seppur lontanamente ed indirettamente, paragonata ad una bestia un istante fa, tu che con il tuo aspetto d'angelo dalle ali dorate incanti tutti quelli che si soffermano a guardarti due volte e scorgono il tuo sorriso luminoso, i tuoi occhi grandi e maliziosi, i tuoi lineamenti dolci e puri, il tuo incarnato perfetto, esaltato da quella spruzzatina di lentiggini che circonda il tuo nasino delizioso, e la malia che scaturisce da tutto il tuo essere, fatina minuta e aggraziata.
Non smetterò mai di mangiarti con gli occhi temo, ma ammetto che al momento ho voglia di unire il mio corpo al tuo, rivivendo come ogni volta in cui facciamo l'amore, quell'attimo di magica estasi ed intesa speculare in cui i nostri respiri si uniscono nel piacere, facendo sfiorare le nostre anime che gemono all'unisono... perché il dare e ricevere piacere insieme, l'una nell'altra, altro che non è un dono condiviso in due, che enfatizza e rende più profondo il sentimento vicendevole che proviamo. Ogni occasione è un momento senza tempo da custodire in uno scrigno, che non racchiude favolose gemme, ma qualcosa di più importante e prezioso per coloro che hanno scelto di dividere l'esistenza con quella che hanno riconosciuto come la propria metà, ricordi sospesi ed indefinibili di emozioni appaganti e totalizzanti che accrescono l'amore che si nutre.
Arrivo finalmente dietro la tua sedia e mi chino leggermente per portare il mio viso all'altezza del tuo, con una mano ti sollevo i capelli, iniziando a sfiorarti lentamente il collo con tocchi lievi delle labbra. Avverto il tuo moto di sorpresa e noto l'espressione stupita che i tuoi meravigliosi occhi ambrati mi rivolgono, e poi sento il quasi impercettibile mugolio che emetti quando passo la punta della lingua su questa pelle candida di raso e velluto che non smetterei mai di saggiare e mordicchiare.
La rabbia è ormai completamente scemata dal tuo corpo che si rilassa contro lo schienale, abbandonando la posa rigida avuta fino a quel momento.
Nel movimento involontariamente elegante che compi, riesco ad aspirare profondamente l'aroma delicato che ti appartiene e che non mi abbandona mai, al punto che la mia mente l'ha completamente assorbito e riesce ad evocarlo persino quando sono incollata al telefono in ufficio, e getto uno sguardo distratto all'anello gemello che portiamo all'anulare sinistro, simbolo dell'impegno di amore, affetto e complicità che ci lega e che è il mio amuleto personale contro qualsiasi avversità.
Mentre ti faccio alzare abbracciandoti con una mano, che poso sull'incavo dei tuoi reni, infilo l'altra nella matassa soffice e lucente dei tuoi capelli castani, che lascio libera e ricade morbidamente sulla schiena come un manto di pura luce che ti avvolge. Ed infine riesco a specchiarmi in quei laghi dorati, che mi assorbono completamente ogni volta che mi catturano, e ti sorrido dolcemente amore mio, perché il solo tenerti stretta a me ha fatto accelerare quel muscolo che mi batte furiosamente al centro del petto. Ti sollevi sulle punte dei piedi e mi allacci le braccia dietro al collo, poggiando le tue labbra di pesca sulle mie, che schiudo subito per cercare un contatto maggiore. Ti stuzzico appena con la lingua, invitandoti ad aprirmi i tuoi recessi ed a permettermi di assaggiare nuovamente quel dolce sapore che ti contraddistingue e che adoro, tu esegui giocosamente la mia richiesta, mordicchiandomi appena la lingua che, curiosa come ogni volta, cerca la tua… e lei dispettosa si diverte a catturare la mia per poi abbandonarla e farsi rincorrere in un gioco senza regole e senza vincitori.
Continuiamo a baciarci a lungo, intervallando baci lenti e teneri ad altri più appassionati e focosi per poi darci piccoli morsi, volti a prolungare quell'unione che sembra non bastarci mai. E' una sensazione intima e solo nostra, come due lune appartenenti allo stesso cielo che si incrociano per rilucere maggiormente senza più volersi lasciar andare, avendo trovato ciò che da tempo cercavano senza neanche saperlo. E lo stesso vale per le nostre mani che, agognando un sentiero conosciuto e bramato, iniziano a vagare sul corpo familiare dell'altra, cercando punti che strappano sospiri accelerati e mugolii di gola che spingono a strusciarsi vogliosamente, in attesa di gemiti più intensi e sensazioni più forti.
Quando le dita arrivano ad insinuarsi leggere sotto le maglie ed al limitare dei jeans, che indossiamo tutte e due, prendo a torturare e succhiare la pelle tenera e sensibile della tua spalla lievemente scoperta, mia amata amante, ben consapevole di quanto sia piacevole per te questo punto. Subito vengo ripagata dal tuo respiro accelerato e dai gemiti che fuoriescono rochi e tentatori da quegli splendidi petali morbidi e socchiusi, appena gonfi e rossi come un fiore autunnale che il vento abbia strapazzato debolmente e che si apre in attesa di un benevolo raggio di sole. Il vederti con gli occhi chiusi, le guance infuocate dal piacere che provi e che so iniziare a salire lentamente, come una spirale che danza calda ed avvolgente, mi fa perdere la ragione e mi riempie di un’eccitazione che mi spinge a suggerti il collo, con tutta l'intenzione di lasciarti un marchio ben visibile che enfatizzi il desiderio che proviamo costantemente di fonderci l'una nell'altra, in modo da ricongiungere definitivamente quell'amore unico che ci identifica come un solo essere. Ti sospingo fino al divano facendoti sdraiare solo dopo averti denudata e, come sempre, non posso far a meno di fermarmi a contemplare il tuo corpo liscio ed armonioso che splende di vita e bellezza e che attira inevitabilmente le mie mani e le mie labbra, che cominciano a lambirlo ovunque arrivano. I tuoi sospiri sempre più spezzati ed i tuoi ansimi che raggiungono il vertice quando mi soffermo sul tuo seno alto e pieno, che venero, e che non finirei mai di rimirare e baciare, mi provocano un brivido che serpeggia lungo tutta la schiena. Fremiti di aspettativa mi colgono e senza più attendere, mi stendo su di te, gemendo quando ti sento completamente sotto di me. E' una sensazione annebbiante avvertire i seni che si uniscono, le gambe che si intrecciano, la pelle che entra in contatto e le intimità che si sfiorano e si vengono incontro, cercandosi e trovandosi in mosse languide e sensuali. Le tue mani sottili, mia compagna, prendono ad accarezzarmi sapientemente la schiena ed i fianchi, facendomi strusciare di conseguenza ed il nascere di carezze sensuali e tentatrici, baci audaci e sempre più appassionati, mugolii, ansimi, subito seguiti dalla risposta dell'altra, sono solo il preludio di un atto che ci unisce, portando ad esprimerci anche con il corpo tutti i sentimenti racchiusi all'interno di noi.
Quando mi guardi, bisbigliandomi di amarmi poco prima che le mie dita violino il tuo punto più intimo e nascosto, sorrido, pronunciando a mia volta quelle medesime parole, che sono solamente una piccola parentesi di tutte le emozioni senza confini che nutro per te, mia metà perfetta. Il tuo gemito alto e la brusca accelerazione che compie il tuo respiro mi rapiscono, ingiungendomi di accarezzarti sempre più rapidamente prima di ridistendermi completamente sopra di te ed iniziare a muovermi dolcemente e lentamente, tentando di comunicarti tutto quello che le parole non riescono a fare. Ti sento rispondere in modo analogo, mentre ti inarchi e mi guardi negli occhi, spingendoti sempre più velocemente in cerca di quell'appagamento che ci strapperà urla roche ed alte e che ci renderà ancor più consapevoli di quanto sia speciale ed unico quello che ci lega e ci rende l'una dell'altra.
Sono percorsi che, pur esplorati tante volte, risultano sempre nuovi, sfumature conosciute eppur inaspettate, che ci regalano attimi di intenso piacere, che come sempre esplode cogliendoci all'unisono, abbagliante, intenso e totalizzante, in modo sublime. Quando riapro gli occhi, dopo aver recuperato la calma del respiro affannato, ormai completamente soddisfatta, ti accarezzo debolmente e teneramente su un fianco, sussurrandoti di spostarci più comodamente sull'immenso e soffice lettone, che ci aspetta nella nostra stanza, e così facciamo, visto che mi assecondi, alzandoti seducente e sinuosa come una ballerina.
Guardarti subito dopo la passione è una delle mie gioie segrete più grandi, il tuo viso ancora arrossato, gli occhi lucidi ed appena sgranati, l'espressione rilassata e più dolce del solito, mi incanta, mi colma il cuore di serenità.
Confidenze, scherzi, sorrisi e risatine unite a lievi sfioramenti, con il sapore di coccole speciali, sono quello che sempre seguono questi attimi magici e solo nostri, è quello che accade quando chiudiamo fuori il mondo e viviamo solo di noi stesse, del nostro amore, della nostra gioia nel nido costruito secondo i nostri gusti. E sono istanti ugualmente preziosi, che cementano, rinsaldano e rendono sempre più prezioso il nostro rapporto.
Avere qualcuno con cui condividere tutto, questo è il sogno più intimo di ciascuno di noi, non essere più soli, ma in compagnia di chi è stato fatto proprio per noi.
Forse sembra una favola anche questa, ma chi dice che ognuno di noi non può viverla a modo proprio? Il lieto fine c'è per tutti se si è in grado di trovarlo, afferrarlo al volo ed assecondarlo. Certo non si deve necessariamente sperare che ostacoli, incidenti, peripezie o brutte avventure non faranno mai parte del racconto che è la nostra esistenza, ma perché non considerare che quando c'è l'amore, per banale che sia come constatazione, tutto va meglio? Se c'è una difficoltà, ma c'è qualcuno con cui superarla, non c'è la possibilità che si riesca a vincerla più in fretta e con meno sofferenza? E tutto questo dovremmo lasciarlo perché qualcuno asserisce che è sbagliato? Se il mondo non lo capisce o non vuole accettarlo pazienza, che rida o ci schernisca pure perché sono convinta che chiunque abbia trovato la persona giusta per il proprio cuore ci guarderà con un sorriso complice, comprendendo esattamente quanto questa sia l'unica cosa che davvero conta.
La notte si avvicina, le ombre allungatesi più che potevano sono sparite, lasciando il posto ad una spruzzata di stelle che vegliano dall'alto il sonno degli uomini. E' ora di riposare, la mia fiaba quotidiana volge alla conclusione, ma riprenderà domattina con il canto del gallo, in un ciclo che mai si estinguerà, proprio come il cantastorie che, terminata una favola, ricomincia il suo compito esclamando: “C'era una volta, in un paese lontano lontano...”
FINE