
Sogni infranti
Rouen, 14 dicembre 2004
Corro, corro a perdifiato, con il cuore che mi batte irregolare per lo sforzo
e mi risuona in gola, con le gambe che ad ogni passo sostenuto mi urlano di
fermarmi, corro nonostante i muscoli stiano per cedere ed il respiro diventi
sempre più affannoso.
Le persone che incontro, miraggi senza volto, che non noto se non di sfuggita,
come pallide controfigure sfumate durante la mia corsa, si scansano per rendermi
più agevole la strada... o più probabilmente per non finire investite
da un pazzo che corre come se ne andasse della sua vita...
Forse della sua vita no... ma del suo cuore...
Non riesco più a formulare un pensiero coerente, la mia mente continua
a riandare a quella dannatissima lettera che ho letto solamente una volta, ma
che è penetrata in me più acuta di una freccia conficcatasi nel
tronco di una quercia secolare.
Salto meccanicamente due valigie accatastate per terra, assimilando inconsciamente
gli insulti del proprietario, gli improperi sulla mancanza di educazione giovanile
di un'anziana signora vicina e gli urletti eccitati di due bambini che stanno
seguendo le mie 'gesta atletiche', anime innocenti ed inconsapevoli che non
conoscono il motivo della mia agitazione e del mio impetuoso 'volare' in questo
aeroporto.
Ma io lo so veramente?
Sono perfettamente conscio di ciò che sto facendo?
Mi rendo conto dei cambiamenti che questa mia frenetica corsa contro il tempo
porterà?
Sono realmente pronto a ricominciare da capo, ad abbandonarmi ancora a qualcuno?
Non lo so.
Non lo so davvero.
Eppure il mio corpo si muove autonomamente decidendo per me... forse semplicemente
consapevole di ciò che nascondo persino a me stesso o forse solo per
quelle parole...
Quelle parole che mi scorrono nella mente, come se le lettere blu, vergate in
modo chiaro, sicuro e preciso, fossero davanti ai miei occhi e non racchiuse
in quel foglio di carta bianco, ormai stropicciato, che giace nella tasca posteriore
dei miei jeans.
Luminosi aliti impalpabili sfioravano il buio, dai lampioni in ferro battuto,
donando un tenue chiarore soffuso che illuminava pallidamente il vuoto silenzioso
circostante.
Gocce di rugiada brillavano da terra come tante lacrime di fata, versate in
uno sconfinato mare verde, mentre magici e sfavillanti cristalli di ghiaccio,
scintillavano creando immagini e riflessi d'incanto.
Scenario e sfondo perfetto per la creatura di sogno che lì si trovava,
seduta mesta e malinconica nell'atto di accarezzare un felino grigio ardesia,
sinuosamente acciambellato tra le sue braccia.
La padrona dell'oscurità, che governa la notte dall'alto del cielo, con
i suoi candidi raggi, gelosa di una cotale beltà aveva sfuggito il suo
compito, rifugiandosi al riparo di fitte nubi minacciose, vittima del paragone
da cui sarebbe uscita, inesorabilmente, sconfitta.
Fili di dorata lucentezza e serica consistenza adornano infatti la sommità
del capo dell'etereo essere, abbandonato con languida e seducente dolcezza alle
spire del vento, che ne accarezzavano la setosa pelle nivea ed i lineamenti
sensuali, elegantemente cesellati.
Impotente astro invidioso, a nulla sarebbe potuta la sua maestosità contro
la malia accattivante di quegli occhi profondi, parti di quel cielo infinito
a lei precluso dal suo gemello diurno, velati di tristezza, nostalgia e rimpianto
tali da commuovere persino aridi ed inerti animi d'abisso, che si affacciavano
a scrutare e ad assaporare una simile, incomparabile, grazia.
Istanti sospesi in un tempo immortale, facevano da cornice ad uno spettacolo
così meraviglioso da farne paventare l'irripetibilità; quando
un bagliore attraversò quelle iridi, contenenti il dolore del mondo,
ed un lieve, impercettibile, sorriso si aprì su labbra rosate dalla morbidezza
e dall'attrattiva impareggiabile, per dare un saluto leggero, ma caldo ed intenso,
come solo un fuoco di fiamme mistiche avrebbe potuto, ad un uccello notturno,
diretto a riposare.
Sacra apparizione che nessuna bruttura dovrebbe sfiorare o avvicinare, al fine
di non intaccare una tale visione onirica degna di pochi eletti e privilegiati,
benedetti dalla sorte e dal destino.
Melodia inebriante ed ottenebrante sconvolse i sensi di ogni essere di questo
pianeta a lui vicino, quando un leggero mormorio sommesso fuoriuscì da
quei tentatori petali soffici, presenti sul suo viso di prodigio, per tacitare
l'agitazione del superbo gatto su di lui accoccolato, deciso, forse, a proteggerlo
da ogni visitatore inopportuno, venuto a disturbare quel miracolo di armonia
e fascino in lui condensato.
Esagerato, esagerato esagerato!
Tenero, sciocco, esagerato!
Sempre e comunque.
La mia mente non trova altro modo di definirlo!!!
Sembra la descrizione di una sorta di divinità
campestre o ancestrale quella che ha fatto!
Però... è dolce nel suo mettere per iscritto con simili parole
quello che ha provato quella volta.
Anche se... non mi sarei mai e poi mai aspettato che mi vedesse in quel modo...
mi ha imbarazzato e fatto arrossire come il bambino che sta piangendo, trascinato
dal padre, e che mi lascio alle spalle in questa folle corsa.
E di nuovo altre parole...
Riconosci questa visione?
Questo è quello che mi venne alla mente a causa delle sensazioni che
provai fissandoti mentre sostavi su quella panchina, meta e luogo del nostro
incontro fortuito, ormai più di due anni fa.
Ti osservavo fugacemente da lontano, intrappolato in catene di incantesimo da
te tessute con il tuo solo esistere.
Mi beavo, mai pago di tale contemplazione quasi irreale, mi fondevo con l'oscurità
regnante per eludere ogni contatto, sentendomi indegno persino di accostarmi
a te o di pormiti dinnanzi.
Avvertivo quasi salirmi alle labbra odi di ammirazione e venerazione per te,
quasi fossi divenuto mia improvvisa musa ispiratrice di versi mai pensati o
immaginati.
Crederai che stia vagheggiando esagerazioni da quel pseudo scrittore fallito
che sono, ma ti assicuro che non è così, non questa volta... è
solo quello che la tua vista mi comunicò ed è quello che ho sempre
pensato su di te.
Certo... messo in termini un po' aulici, forse... per due ragazzi come noi ma...
è così che tu sei, un essere speciale, che mi ha colpito immediatamente
per l'alone di tristezza e malinconia che esprimeva la sua anima.
La tua disperazione mi ha chiamato subito, rispecchiandosi in quella che una
volta possedeva e ghermiva il mio cuore, e che lo rendeva schiavo di un dolore
inesprimibile.
E' stato come riflettersi in un vivo ritratto di me stesso, un ritratto mille
e mille volte più intenso, sofferto e bellissimo, certo, ma talmente
uguale da farmi paura.
Sono arretrato di fronte a quella sensazione di comunione e gemellanza che ho
avvertito scivolarmi lungo la pelle fino a penetrare il mio spirito irrequieto
e volto alla solitudine.
Non credevo di poter incontrare qualcuno in grado di donarmi pace con il suo
semplice silenzio, eppure tu ci riesci.
E questo non cesserà mai di stupirmi, per questo la mia mente non fa
altro che ripercorrere continuamente il nostro incontro... ed a fine lettera
te ne paleserò il motivo... per favore, non essere impaziente e leggi
tutto, non saltare ora alla conclusione... insomma non assecondare come sempre
la curiosità che ti pervade e segui con me a ritroso la nostra conoscenza
e lo svilupparsi della nostra amicizia.
Il solito sentimentale che si lascia trasportare dai ricordi tanto da perdercisi
dentro fin troppo spesso...
Ma lui è fatto così e non si può fare a meno di adorarlo
per questo...
E poi... è come una piccola malia, con le sue evocazioni orali e quasi
oniriche è capace di portare indietro nel tempo anche me...
Era una sera di un nebbioso e anonimo novembre, io cercavo affannatamente il
mio micio, scappatomi a causa di un fattorino imbranato, incapace anche solo
di accostare la porta mentre io prendevo i soldi per pagargli la cena cinese
che avevo ordinato poco prima.
Ero preoccupato, sapendolo sperduto in un luogo per entrambi mai visto, poichè
che ci eravamo trasferiti da poco in quell'appartamentino minuscolo al primo
piano, che aveva l'unico pregio di essere davanti ad un parco, dove potersi
rilassare al termine di una giornata di lavoro.
Camminavo, guardandomi intorno senza sapere dove dirigermi in quanto non un
miagolio rispondeva ai miei richiami.
Mi addentrai, quasi per caso, nel parco, fiabesco in quell'ora tarda, come un
piccolo luogo popolato da infinite creature fantastiche.
Lì mi apparisti tu, che tentavi di quietare il mio gattino, recalcitrante
e spaurito, con il gesto di una mano protesa verso di lui e ci riuscivi immediatamente,
prendendolo poi in braccio e sedendoti su una panchina in legno scuro.
Rammento che ti credetti un giovane, splendido, fauno dei boschi, prima che
la mia mente riprendesse il controllo della suggestione di cui stava cadendo
preda e riuscisse a ragionare di nuovo lucidamente, facendomi accostare a te
per reclamare Sion.
Eppure la mia anima era rapita da quello che vedeva.
Si perdeva a rimirarti, godendo di quei pochi attimi rubati ad un giovane sconosciuto.
Non so quanto tempo passò prima di riscuotermi del tutto ed arrivarti
esitante davanti, accennando un lievissimo sorriso e chiedendoti di restituirmi
il mio micio.
Gatto traditore.
Mi lanciò un'occhiata annoiata, perdendosi a fare le fusa a quel ragazzo
che lo accarezzava, tenendolo stretto a se...
La mia smorfia passò inosservata, credo, visto lo sguardo freddamente
cortese e distante che mi rivolgesti e che fu l'inizio della perdita graduale
di me stesso...
... Perdita di se stesso...
Tzè! Per me iniziò la perdita di senno!!!
La sua presenza timida, quasi impacciata, inizialmente si è trasformata
con l'andare dei giorni in una strana quanto inusuale costante... che mi ha
portato alla confusione più totale.
Per me, essere solitario che più solitario non può esistere.
Io per la prima volta mi sono fidato di qualcuno che non fosse Jay ed inconsciamente
mi sono appoggiato a lui ogni volta che le cose tra me e il mio amante non funzionavano
come speravo.
Quasi inaudito ed inconcepibile per un tipo chiuso, scostante e diffidente come
me.
Ora che ti ho conosciuto maggiormente posso affermare che così è
stato perché tante sono le cose che ci rendono anime affini, tanti gli
atteggiamenti, le posizioni, le convinzioni ed i comportamenti che riconosco
identici, ma quello che sento con te esula addirittura da questo, perché
possiedi un'aura di magica malinconia che mi porta a voler cancellare le nubi
che velano il tuo sguardo di pura luce.
Immagino che in molti ti avranno decantato la dolce malia che suscitano i tuoi
occhi di cielo terso, ma non è questo che intendo...
Semplicemente attraverso di essi si sfiora quella parte di te che celi al mondo
per timore di essere respinto, mal giudicato o nuovamente abbandonato.
Non comprendi che chiunque vi possa accedere ne resta stregato e conquistato.
perché all'interno di te è custodita una gemma rara da trovare,
una purezza candida che tutte le tragedie subite e le sofferenze passate non
hanno intaccato.
Tu ti incolpi di tutti gli eventi di cui sei in realtà stato vittima
inconsapevole, marionetta giostrata da fili e persone, più potenti di
te e non ti dai mai pace per non essere stato all'altezza di quello che tu pretendevi
da te stesso.
Ti ostini a non renderti conto della tua impossibilità a fare alcunché...
Chiunque sarebbe stato sopraffatto al tuo posto e non avrebbe saputo rimettersi
in piedi, non avrebbe lottato strenuamente e caparbiamente, andando avanti notte
dopo notte, giorno dopo giorno, nel tentativo di migliorarsi, di rafforzarsi
per portare a termine la propria vendetta contro la banda mafiosa sterminatrice
dei tuoi cari.
Ogni volta che il mio pensiero torna a posarsi su quel periodo della mia vita
non riesco a far altro che accusare me stesso.
Mi vengono alla mente infiniti 'se', a cui contrapporre, vigliaccamente, a giustificazione
altrettanti 'ma'.
Eppure, ancora adesso l'angoscia soffocante, il dolore sordo, fisico e mentale,
la morsa spasmodica alla gola ed allo stomaco che mi assalgono, non mi permettono
altro che di biasimarmi aspramente.
Se io fossi stato lì...
Se io avessi convinto mio padre a ribellarsi...
Se avessi avvertito la polizia...
Ma come potevo se mi avevano mandato in vacanza da mia zia materna, qui in Francia?
Ma come potevo io, ragazzino sedicenne, far prevalere la mia volontà
su quella del mio genitore?
Ma come potevo sapere che si sarebbero stancati così improvvisamente?
Spegnere delle vite umane solamente perché si rifiutavano di sottostare
al rivoltante gioco della 'protezione' da parte della 'famiglia' vigilante del
mio paesino.
Come se mio padre avesse potuto realmente pagare quelle cifre esorbitanti con
il suo stipendio di semplice calzolaio e provvedere alle esigenze vitali di
sua moglie e suo figlio.
Come sempre una rabbia cieca ed impotente si impossessa del mio essere, cominciando
a premere per uscire ed indirizzarsi verso gli esseri privi di scrupoli e minimo
senso umano che hanno provocato tutto questo.
E' vero, come afferma Kirjan continuo a lottare giorno dopo giorno anche da
qui, nel mio piccolo.
Sono entrato in polizia, appena terminate le superiori, scegliendo poi di lavorare
e studiare contemporaneamente.
Tentando di conciliare i miei turni di servizio con le ore da passare sui libri
per conseguire la laurea in giurisprudenza che mi permetterà di avanzare
di grado e prestigio.
Ho rinunciato al mio sogno di sempre, quello di diventare un affermato biologo
marino, ma l'ho fatto con cognizione di causa e senza pentimenti di nessun genere,
perché tutto quello che faccio giorno dopo giorno, è parte di
un qualcosa che spero mi porterà a trovare un minimo di pace e serenità
in futuro... grazie alla vendetta.
Sentimento poco nobile, egoismo, un misto di negatività allo stato puro,
certo... ma se un giorno riuscirò a tornare nella mia patria... e dovessi
riuscire a contribuire, in qualsiasi modo mi sia permesso, ad evitare il ripetersi
di tragedie come quella che toccò ai miei genitori e che mi rese orfano
a sedici anni... beh potrò dirmi vagamente soddisfatto.
Anche se il rimpianto, il rimorso e la sofferenza non cesseranno mai e mi seguiranno
come compagne fedeli fino al termine della mia esistenza.
Mi sarebbe piaciuto poterti stare accanto e sostenerti in quegli attimi, so
che non sarebbe cambiato nulla ugualmente, perché tutte le parole del
mondo, tutti i gesti, gli abbracci e le carezze che ti si sarebbero potuti donare
non avrebbero sortito l'effetto di farti star meglio e in fin dei conti perché,
tu, la forza la possiedi da solo e si trova nella luce emanata dalla tua anima,
anche se di questo nemmeno sei consapevole.
E' una luce fatta di una capacità d'amore straordinaria ed impareggiabile,
che riscalda gli altri che vi assistono anche da lontano, solo di riflesso.
Perché chiunque doni amore e passione in modo totalizzante come fai tu,
diventa per tutti un simbolo di speranza in quel sentimento che ci viene così
spesso recluso e negato, e nello stesso mondo, riscaldato dalla positività
che un cuore appassionato e generoso come il tuo gli regala.
Ma tu nuovamente ti sottovaluti anzi ti accusi, diventando giudice e colpevole
contemporaneamente, per il solo fatto di donare amore e gioia ad una persona
non libera.
Non si sceglie chi si ama, non si decide quando, come e perché avverrà,
succede e basta.
Accade di riconoscere in qualcun altro una parte mancante di se stessi e si
prova a vedere se ci si può di nuovo unire, fondere in un unico essere...
E' inutile negare...
Possiede una dolcezza estrema che mi porta sempre a cercarlo per poterla assaporare
almeno per pochi attimi.
Con l'utilizzo di poche, semplici parole riesce a lenire le mie sofferenze ed
a riportare un accenno di sorriso sulle mie labbra.
Come faccia non lo so davvero, forse è solamente perché io e lui
ci comprendiamo in un istante nella maggior parte delle cose e abbiamo la stessa
comunione di pensiero ed opinione su tutto, o quasi.
Pochi sono i punti discordanti che ci dividono e riguardano sempre poche sciocchezze
facilmente superabili, come ad esempio la razza preferita canina, io adoro i
pastori maremmani, lui quelli tedeschi... ovviamente ho ragione io visto che
il cane che IO prediligo è il migliore...
Ad entrambi comunque ci accomuna la passione per questi splendidi animali, creature
fedeli e leali a costo della vita.
Un po' come lo stesso Kirjan d'altronde.
... Non so quanto sarebbe contento di essere stato paragonato ad un cane, sinceramente,
neppure con tutto l'amore che nutre verso di loro e verso gli animali in genere.
Sorrido divertito nonostante il respiro pesante causatomi dal mio passo accelerato.
Benché il mio fisico sia perfettamente allenato ed in forma, non è
comunque abituato a queste corse sfrenate a cui lo sto obbligatoriamente sottoponendo...
ma non fa nulla, resisterà, ne sono certo.
Questo tu hai fatto con Jay, parte di te, frammento del tuo cuore immenso.
Nonostante tu sappia che non ne è la parte fondamentale, che non è
lui colui a cui anela ricongiungersi il tuo io e che non sarà mai completamente
tuo a causa della sua storia con Ilya.
Ti punisci perché non sai se andare avanti e precluderti a priori qualcosa
che potresti assaporare in un futuro lontano, e avvolto per ora in nebbie d'incertezza,
o prendere il meglio dalla situazione attuale, facendo soffrire inconsapevolmente
qualcun altro, vittima come te del doppio gioco di quel ragazzo bello e crudele.
Quante volte ho visto il tuo sguardo trattenere e reprimere lacrime quando Jay
disdiva un vostro appuntamento importante, a causa di una scenata di gelosia
o di isterismo da parte di qualcuno che non ama, o così asserisce, ma
da cui non riesce a separarsi?
Ho perso il conto delle occasioni in cui per farti ritrovare un barlume di sorriso
ho dovuto fare il buffone per ore intere...
E' vero, povero Kirjan, è il mio rifugio di salvezza e conforto.
Quelle braccia calde che mi stringono possessive in un abbraccio di consolazione...
Quelle dolci iridi color caramello che mi osservano preoccupate, sono le uniche
cose che mi fanno completamente abbandonare al dolore senza paura di venir giudicato
male o colpevolizzato.
A volte sapere che c'è qualcuno che non ti biasimerà mai a priori
se mostri la tua fragilità o la tua debolezza è un'arma capace
di risollevarti in mezzo al baratro che vorrebbe catturarti.
Ormai la mia storia con Jay è arrivata ad un punto morto.
Lo stare insieme causa insofferenza a lui e dolore a me.
Non mi ama quanto professava.
Non lo ha mai fatto.
Ha bramato il mio corpo, questo si.
La mia attenzione, il mio sguardo puntato nel suo, la mia disponibilità.
Ma non mi ha mai amato.
Se il suo cuore freddo e duro è capace di provare questo sentimento...
lo regala tutto ad Ilya, ormai l'ho capito alla perfezione.
Il suo non riuscire a staccarsi da lui ne è la riprova.
Adora farlo soffrire, ciò nonostante, sia perché nel suo carattere
è preponderante una forte vena di cattiveria sia perché più
lo fa, più emerge il masochismo di Ilya, che gli si attacca in modo morbosamente
ed ossessivamente disperato.
E questo lo appaga e lo rende felice, perché non vuole che il 'piccolo'
si stacchi mai da lui.
Tenero, debole, delicato Ilya.
Spero che trovi la forza dentro di se per lasciare Jay.
Meriterebbe qualcuno di migliore, se non altro per tutto il dolore che gli ho
causato io con il mio comportamento indegno.
Oppure spero che cambi Jay, per lui stesso e per Ilya...
L'ho amato tanto, con tutta la caparbietà e l'intensità di cui
sono capace, ma lui non necessitava di questo, anzi probabilmente era solo una
perdita di tempo ed una fonte di problemi... ma ora finalmente il mio cuore
è libero e sgombro definitivamente dalla sua presenza.
Era ora.
Sto ragionando lucidamente come mai prima e mi sorprendo di me stesso...
Quella dannatissima lettera ha frantumato con poche righe tutte le certezze
che mi ero costruito addosso in questi lunghi anni...
Vorrei solo che gli altri potessero godere e ammirare le stelle limpide che
brillerebbero nei tuoi occhi se tutto fosse senza nubi, perché diventeresti
fautore e dispensatore di doni inestimabili.
Ma succederà... non so come, non so quando e non sono neanche a conoscenza
del motivo per il quale avverrà, ma ti assicuro che io riuscirò
a rendere questi segmenti d'acquamarina ridenti e limpidi... o per lo meno sarò
lì quando questo accadrà.
Perché mi sono riproposto di starti accanto, di essere per te non un
sostegno, perché non ne hai bisogno, ma un qualcuno con cui parlare,
con cui sfogarsi, con cui condividere i tuoi stati d'animo anche solo passeggiando
vicini ed in silenzio, lasciando che siano i nostri cuori e le nostre anime
a dialogare per noi.
Una mano tesa per quando ti sembrerà di cadere e crederai di aver necessità
di aiuto, una spalla su cui lasciar scivolare e posare, per qualche attimo,
il bagaglio di dolore che hai legato, mi auguro ancora, non indissolubilmente,
al tuo spirito.
Un amico, un compagno di fiducia, stima, rispetto ed affetto, un fratello.
Sei il mio vento di vita, il mio raggio di luna e sole che rischiara e guida
le mie notti ed i miei giorni, la gioia del mio io, l'appagamento e l'esaltazione
dei miei desideri, il fuoco che arde in me e che si placa solo a contatto con
la tua vista, sei l'alba ed il tramonto, l'inizio e la fine, la gioia, l'allegria,
la passione, la tranquillità e l'eccitazione al contempo, la perfezione
solo per me, perché la meraviglia che nascondi in te e che mi elargisci,
così spontaneamente, mi dona il mondo e mi da una ragione di esistenza.
E questo tu sei per me... me ne sono reso conto tardi è vero, ma l'ho
fatto.
L'ho capito solo quando ho letto queste parole.
Le assimilavo, le rielaboravo, le facevo mie e le rivolgevo a te.
Perché il viso che vedevo, lo sguardo che immaginavo, il sorriso che
vagheggiavo... erano i tuoi.
Perché ancora una volta ho sentito il filo che ci ha legato dalla prima
volta che ci siamo incontrati farsi più stretto ed unirci maggiormente.
Cosa siamo l'uno per l'altro?
Un nome preciso non esiste, non ancora.
Posso solo sperare che quello che il mio cuore sussurra ora sottovoce si avveri
presto...
Mi hai fatto rinascere quando credevo che il mio cuore fosse ormai pietra nera,
sepolto nel giorno in cui gocce amaranto erano state versate a causa della mia
incapacità, il giorno del suicidio del mio compagno, insoddisfatto e
depresso da una routine sempre più monotona e per lui tediosa.
Sei stato creatore di nuova speranza e nuovi sentimenti che mi hanno ricondotto
in un nuovo universo, costituito di pace e armonia tra me stesso e gli altri.
Credo tu mi possa capire perfettamente perché noi amiamo allo stesso
modo, anche se persone diverse, quindi il mio è un identico riflesso
di quello che tu nutri per Jay.
Non sono mai stato così aperto e trasparente con nessuno, fatta eccezione
per il mio io e spero mi perdonerai per la troppa libertà e schiettezza
da me usate... ma sentivo il dovere e la voglia di ricambiare, quello che mi
hai fatto scoprire, con almeno un po' di sincerità.
Non so chi sia l'idiota più grande tra te e me.
Se sono io, che ho finalmente 'classificato' le sensazioni e le emozioni che
la tua compagnia ed il tuo pensiero provocano in me, oppure tu... che pur conoscendomi
quasi meglio di me stesso credi ancora che io ami Jay nonostante ci siamo lasciati
da più di un mese.
Hai davvero creduto che anche questa volta si trattasse di una delle solite
crisi che hanno costellato il nostro rapporto durato tra alti e bassi, litigi
e riappacificazioni, più di tre anni?
Te lo dico io, anche se non puoi udirmi adesso... NO!
Non è così.
La rottura è definitiva questa volta... perché lo voglio io, con
tutto me stesso.
E per quanto riguarda la tua rinascita... tesoro se ci sei riuscito è
stato solo per te stesso.
Non sai quanto abbia sofferto mentre mi raccontavi il tuo passato, in quell'afosa
sera d'estate, passata sdraiati sul pavimento in cerca di refrigerio ad evocare
episodi ormai lontani.
Stavo male perché percepivo il tuo dolore ed il tuo errato senso di colpa.
Non c'entravi tu nella decisione di David di farla finita.
Lui si era arreso alla vita, accampando pretesti assurdi.
Ha preteso arrogantemente che tu restassi ancorato al suo ricordo, senza possibilità
di rifarti una vita solo perché ha trovato una via di fuga per se stesso
e la propria debolezza nell'affermare che la convivenza con te si era ormai
trasformata in vuota e sterile banalità.
Se davvero la pensava così, perché non ha avuto il coraggio di
confrontarsi con te?
Di provare a rifarsi un'esistenza alternativa, magari accanto a qualcun altro?
Non so quanto questi miei discorsi, affrontati fino allo sfinimento ti abbiano
aiutato a non assumerti del tutto la responsabilità per il suo gesto...
ma mi auguro con tutto me stesso che ti abbiano sollevato anche solo minimamente
lo spirito.
Ti assicuro che se potessi riporterei volentieri in vita David per poi strozzarlo
a mia volta per tutto il dolore che ti ha arrecato con la sua viltà...
Non voglio pensarci ora, o finisco per arrabbiarmi come sempre e tu ti rimprovereresti
anche questo.
Ma perché ti parlo mentalmente come se tu fossi davvero in grado di percepire
le tortuosità della mia mente???
Mi sta dando di volte il cervello o mi sto preparando il discorso che ti rivolgerò
quando ti fermerò, sgridandoti per bene?
No... non credo, perché la prima cosa che farò sarà saltarti
al collo e fondere le mie labbra con le tue, assaporandole e saggiandone la
morbida setosità per la prima volta.
Chissà come sarà baciarti... chissà se la realtà
supererà la fantasia...
Sono sicuro di si.
Credo che poterti sfiorare le labbra sarà pari ad un sogno.
Finalmente intravedo le porte dell'uscita per il volo diretto a New Orleans
ed il mio corpo compie uno scatto in avanti per superare i pochi metri che ci
dividono nel minor tempo possibile.
Non so se le mie poche righe saranno riuscite a mostrarti realmente quello che
intendo tu essere per me, modello e angelo decaduto da ammirare, e di cui essere
amici orgogliosi e fieri.
Sarò sempre dalla tua parte perché in te ho trovato il completamento
della mia anima, la felicità abbagliante di una luce venuta a salvarmi
e guidarmi fuori dalle tenebre per farsi soggetto e oggetto di amore puro, ineguagliabile
e, sono certo, interminabile, affetto incessabile di una famiglia mai conosciuta
e mai avuta.
La persona con la quale gioire per la propria serenità e soffrire per
le proprie disperazioni.
L'amante desiderato ardentemente ma che mai toccherò pur di non rovinare
ciò che c'è tra noi.
Perché non sai quanto vorrei che quello che provo si trasferisse anche
a livello fisico, ma ti prego di credermi se ti dico che sto bene anche restando
così.
Quello che per me viene per primo è la tua felicità ed il tuo
benessere.
E ciò di cui hai bisogno ora e di cui avrai necessità sempre,
come me d'altronde, è un compagno su cui contare per tutta la vita.
Quale veste occupi poi, non ha importanza, quello che conta è che io
ci sia.
E ci sarò.
Credo di poter concludere adesso... effettivamente è una missiva un pò
sconclusionata ma dovevo scrivertela prima di partire per questi sei mesi che
trascorrerò per lo stage a New Orleans.
Ci siamo salutati ieri e porterò con me il tuo sorriso dolce ed il tuo
abbraccio fraterno.
Non te l'ho detto di persona o l'imbarazzo ed il disagio mi avrebbero fermato
e ti avrebbero infastidito... ma sappi che non per questo ciò che ho
scritto è meno reale... anzi forse impulsivamente non sarei riuscito
a parlarti con la stessa schiettezza e avrei solo finito per confondermi e spiegarmi
male.
Sono stato egoista in questa mia necessità di renderti consapevole di
quello che provo ma... lo dovevo a me stesso.
Perdonami se ti farò soffrire, se succederà, per favore, dimenticala
o bruciala, ma non scordarti di me e non biasimarmi per averlo fatto.
Non era mia intenzione...
Ricordati che il mio affetto ed il mio appoggio in quano amico e fratello lo
avrai sempre.
Spero di sentire presto la tua voce cercarmi... attenderò che tu sia
pronto a farlo.
Scusa ancora se ti ho scritto questa lettera.
Ti amo.
Kirjan
Maledizione!!!
La pista del decollo è vuota e l'aereo ha già preso quota...
Come i miei pensieri che lo seguono da quaggiù.
Dannazione a te!!!
Brutto idiota che non sei altro...
Ti scusi tanto per avermi scritto...
E' vero devi farlo!!!
Ma non credere!
Hai tanti altri motivi per scusarti...
Scusati perché non hai avuto il coraggio di mandarmela ieri, facendo
in modo che mi arrivasse in tempo per poterti rispondere prima che prendessi
quell'aereo che ti porta lontano.
Scusati per avermi fatto correre come un disperato.
Scusati perché ho ancora il cuore che batte accelerato ed il respiro
mozzato.
Scusati perché domani non riuscirò a muovere più di tre
passi senza sentire fitte atroci alle gambe.
Scusati perché tutti hanno pensato che fossi un pazzo scatenato.
Scusati perché non ho nemmeno chiuso casa a chiave.
Scusati perché ho lasciato l'automobile in doppia fila.
Scusati perché sicuramente troverò una multa salatissima sul vetro
della macchina.
Scusati perché dovrò fare la figura
dello scemo, andando in profumeria ad acquistare un burro-cacao per le mie labbra
martoriate dai denti.
Scusati perché più tardi avrò le dita delle mani tutte
anchilosate per la forza con cui si stanno conficcando nei palmi.
Scusati perché i miei occhi asciutti da tanto ora stanno seguendo l'aereo
inumiditi.
Scusati perché mi hai fatto credere di poter essere di nuovo felice.
Scusati perché mi hai donato e distrutto un sogno nel giro di pochi istanti.
Scusati perché la luce che per un attimo ha avvolto il mio sguardo è
già scivolata via.
Scusati perché le ombre sono tornate al loro posto e probabilmente vi
resteranno per sempre.
Scusati perché mi hai detto di amarmi senza sentire la mia replica.
Scusati perché vorrei averti qui dicendoti quello che provo...
Scusami... perché non credo che lo farò mai più...
FINE