
- Capitolo unico -
Disclaimers: Tutti i personaggi
presenti, ad eccezione di Freyric che ho sottratto temporaneamente a Sakuya,
e la storia sono frutto di febbre e notte insonne ^^;.
Dediche: Buon compleanno Saku ^*^! So che è pura
follia, ma per adesso accettala ^_-, al pari dei miei infiniti auguri e
della speranza che tu trascorra una giornata meravigliosa.
Nulli necesse est felicitatem cursu sequi *
Io sono il conte Dracula.
Io sono il potente Lestat.
Io sono pinco pallino...
Decine e decine di libri su zecche rivoltanti che bramano un istante di celebrità,
ponendosi sotto i riflettori.
Mi domando perché tutti i vampiri di questo insano mondo, diretto all'autodistruzione,
si sentano in dovere di dare un saggio della propria esistenza. Un saggio
scritto, per altro, in modo che ogni schifoso cacciatore che si rispetti abbia
un ulteriore indizio sulla nostra vita e sulle nostre abitudini.
Per tutte le ombre! Ma si può esser sempre così banali?
No? Giusto, ci vorrebbe un po' di sana originalità, un po' di suspance,
un po' di mistero, tanto per cambiare.
Abitiamo o meno questa sudicia terra da secoli e secoli? E allora inventiamo
qualcosa di diverso ogni tanto! Mi chiedo perché noi vampiri non rendiamo
nostri simili dei geni che apporterebbero qualche novità alla nostra
condizione, mmm, forse perché ne saremmo disturbati. Senza dubbio a
vederli ogni notte disquisire, inventare, programmare e fare tutte le altre
robe che divertono i cervelli iperdotati, giungeremmo a ridurli in polvere,
sprecando energie pur di evitare la pazzia.
Già, deve essere senza dubbio per questo. Ecco, quindi, perché
mi ritrovo contornato da sciocchi che si divertono a prendere un mortale idiota,
terrorizzarlo con la rivelazione sui non morti, per poi costringerlo a raccogliere
qualche riga, spesso contraddittoria e infarcita di eroiche imprese, sul suo
fantastico passato.
Che poi, onestamente, spesso e volentieri anziché fantastico io lo
definirei fantomatico, perché solamente qualcuno che non ha di meglio
da fare crederebbe che i protagonisti hanno obiettivamente fatto tutto quel
che presentano come accadimenti autentici e storie di passioni, tragedie,
eccetera, eccetera, vere e sofferte.
Mah!
Il tedio regna sovrano e io mi domando, sempre più di sovente, perché
sia costretto a subire ciò.
Perché devo entrare furtivamente in una libreria, benché in
realtà spesso mi limiti a saccheggiare la biblioteca comunale nei pressi
del mio castello per rimpinguare la mia, ritrovandomi ristampe su ristampe
su questi patetici esseri? Titoli gialli, titoli rossi, titoli neri, copertine
sgargianti, copertine anonime, raffigurazioni che farebbero dar di stomaco
a uno meno coraggioso di me...
Perché non si sono fatti un bel viaggio oltreoceano, magari per nave?
Avrebbero risolto gran parte dei loro problemi. Io l'ho fatto tante volte
e posso assicurare che aiuta.
Per lo meno non si sarebbero ritrovati a dover sostenere il confronto con
versioni cinematografiche che li trasforma da adolescenti in pluri trentenni,
o viceversa. Certo spesso il cambio migliora le cose, ma talvolta, oh stelle,
che orrori che combinano!
Ecco perché non li comprendo.
Ma d'altronde non si può nascere tutti con il dono della lungimiranza
e con quello dell'originalità.
Io, ad esempio, non brillo di certo per queste caratteristiche, in realtà,
devo ammettere a malincuore che mi sento come una falena, attratta dalla medesima
luce delle altre.
Effettivamente avrei potuto scegliere un paragone migliore visto che gli insetti
mi fanno il più assoluto ribrezzo, ma rende abbastanza l'idea.
Eh sì, perché come tutti i miei simili ho deciso anche io di
scrivere le mie memorie.
Oh beh, non guardatemi storto e non pensiate che sia come quei pavoncelli
che fanno la ruota per attirare l'attenzione. Ho blaterato finora sull'idiozia
di tale comportamento? Ebbene, io sono diverso, non sto cercando uno scorcio
di celebrità. Io, semplicemente, mi stavo annoiando.
E allora? Cosa fare?
Bere un po' di sangue? Uccidere qualcuno? Spaventare qualche donna fino a
vederla morire di paura? Ascoltare le suppliche di un bel verginello pronto
a caderti nel letto pur di aver salvo qualche anno?
Che noia! Sono centinaia d'anni che, gira che ti rigira, mi toccano sempre
le stesse cose!
Variamo un po'! Certo, anche se dovrò seguire l'idea di qualcun altro,
si fa quel che si può, e poi io sono diverso da quei bifolchi privi
di cultura. L'ho già detto? Non fa niente, perché corrisponde
al vero.
D'altronde lo sanno tutti coloro che sono dotati di una briciola di buon senso
che il più infimo e potente nemico di noi succhiasangue non è
il sole.
Ah, ah, esatto. Siete sorpresi? Peggio per voi, significa che non avete nemmeno
la possibilità più remota di risultare primi a un test di intelligenza.
Nella mia magnanimità vi dirò che non è nemmeno il fuoco,
né quei patetici credenti che pensano di respingerci con la forza della
loro fede.
Il nostro reale e acerrimo avversario è... e che ve lo dovrei dire
così, semplicemente?
D'accordo, d'accordo, se devo iniziare a raccontarvi di me, perché
io lo farò da solo, comunicando con voi, o miei futuri lettori, dovrò
pur cominciare a sbottonarmi un po': è la noia. Non fate quelle facce
da pesci lessi, mi fanno senso pure i pesci. Eh, che ci volete fare, sono
schizzinoso.
Tzè, ma guarda un po' con chi mi tocca avere a che fare!
Comunque, dicevo, essendo a corto di trovate, mi son dovuto adeguare alla
massa, quindi a me piuma e calamaio, e vi narrerò le mie vicende.
Dite che sono passati di moda e mi devo adeguare a utilizzare la scatola infernale,
altresì detta computer?
Uff... mai che la tecnologia ne facesse una giusta per noi povere creature
della notte! Ci vuole tanto a capire che il riflesso dello schermo ci dà
fastidio?
Vi rendete conto che devo scrivere con un paio di occhiali da sole? Non è
molto comodo girare con un palmare, che nome poi, mi sembra di riferirmi ai
piedi palmati delle papere anziché a un oggetto che dovrebbe essere
utile ed indispensabile, e con le lenti scure di notte, ti scambiano per un
non vedente e vogliono tutti aiutarti...
E non ridete, brutti idioti, dovrei ridere io piuttosto, visto che quando
voi sarete cibo per vermi, io sarò ancora bello, giovane e vigoroso.
E sì, sono bello, è inutile che facciate quelle smorfie, d'altronde
scusate ma secondo voi saremmo scemi a creare vampiri brutti? Certo qualche
scempio ogni tanto capita, ma si sa, a volte i canini prendono il sopravvento
sul buon gusto, e quando senti un sangue caldo, inebriante, dal sapore appena
ferroso che ti scende giù per la gola, non è che stai tanto
a sottilizzare se il collo che stai azzannando sia bello, bianco e levigato,
oppure abbia un colorito inguardabile e qualche ruga!
Comunque a me non è mai successo, ovvio sono furbo. Ogni mese o due,
preventivamente, mi faccio la scorta di sangue prelibato, preso in prestito
da qualche detentore di un bel culetto alto e sodo. Cosa?
La mia sessualità?
Beh per fare il figo potrei dire che in una persona non guardo quello che
ha tra le gambe, ma mi limito al gusto delle sue vene pulsanti, ma ahimé
non è così. È vero che Lestat, Louis, Marius e chi più
ne ha più ne metta, visto che mi sono stufato di leggere di quei tizietti
che nella realtà sono anche piuttosto scialbi, ma che attirano tanto
perché si sono creati un alibi da star, mi hanno rubato il primato,
ma dopo tutto se non sono io il primo, non lo sono neanche loro. In verità
ora che ci penso mi sorge il dubbio su chi sia stato il primo vampiro a rivelarsi
gay o quanto meno bisex, ma non ne ho la più pallida idea.
Eh! Poveretto, gli avran fatto passare un gran brutto quarto d'ora.
Immaginatevi cosa significhi dover abbattere centinaia e centinaia di secoli
di tradizione in un sol colpo! Noi morti e redivivi siamo piuttosto tradizionalisti,
si sa, e pensare all'abbattimento del cliché di aitanti e affascinanti
maschioni pronti a divorarsi e farsi (perché questo ogni tanto si tende
a tralasciarlo) le più belle vergini dei paesi, mi fa ipotizzare che
quel martire sia stato costretto a scontrarsi con qualche vampiressa infuriata.
Oh, ma poi diciamocela tutta. Se le donne non avessero iniziato a fare le
meretrici a tempo pieno, e trovare una vergine di sesso femminile sopra i
dodici, ma sì, facciamo i generosi e diciamo sopra i tredici anni,
non fosse diventato praticamente un miracolo generazionale, i vampiri col
pallino dei maschietti avrebbero vissuto in pace. Eh sì, perché
non sarebbero stati tutti sul chi va là a puntare parenti, amici e
affini di medesime congreghe quando vanno a caccia, per fregargli la rara
vergine, e non si sarebbero scoperti gli altarini.
Vi siete stupiti per le congreghe? E come pensate che lo ammazziamo il tempo,
se non creando circoli in cui spettegolare di tizio o di caio? La televisione
d'altronde, da quando l'hanno inventata, la notte fa solamente repliche su
repliche. Vuoi mettere vent'anni dello stesso film o della stessa serie? Finisci
che accogli i cacciatori come i tuoi più grandi amici pur di avere
qualche variante!
Comunque dopo un po' diventano stancanti anche questi club esclusivi. Sempre
le medesime facce, sempre gli ultimi gossip sul canino di sempronio che non
affonda più come una volta, o di come la mania ossessiva di tal sanguisuga
per uomini mori e dotati, si sia mutata in fascinazione e sublimazione di
giovani mulatti. Insomma nulla di eccitante, solo la fiera delle banalità.
Neanche sul fronte scoop ci sappiamo evolvere, ma questo lo abbiamo imparato
dagli umani. Stanno sempre lì a sparlare di quanti uomini si sia fatta
quella celebrità, di come si sono avvinghiati, di quale tecnica amatoria
hanno sperimentato, di quanti vestiti e gioielli lui ha dovuto sborsare per
farsela in maniera acrobatica, o di quanti matrimoni abbia alle spalle non
so quale vip. Ma che ci troveranno di interessante?
Voglio dire, tanto tanto noi, che dobbiamo smorzare il tedio dell'eternità,
ma loro con quel breve palpito di vita che si ritrovano ad avere, sprecano
tempo così? Considerando che possono godersi anche il sole e le giornate
di mare?
Valli a capire.
Comunque, tornando alle cose fondamentali, ovvero me, ho deciso di ignorare
i penosi, e anche un po' vergognosi, ammettiamolo, comportamenti e resoconti
dei miei affatto illustri predecessori, e condurvi passo passo in una settimana
tipicamente vampirica, così da poter mostrare come sono in quel che
faccio.
Dite che qualcuno l'ha già fatto? E chi se ne importa! Io sono io.
Anche loro avranno pensato la stessa cosa quando si sono venduti al grande
pubblico? Tzè.
Ah, siete curiosi sulla mia vita terrena, quando ancora respiravo, sudavo,
sbuffavo e mi ammalavo?
Mmm, sì, magari nel corso di queste notti che ci si prospettano davanti
vi accennerò qualcosa.
Bene, si sta avvicinando l'alba, è più opportuno che per il
momento mi congedi e vada a riposare nella mia cripta, o anziché condurvi
in un eccitante mondo sconosciuto, quello delle tenebre e delle sinistre risate
avvolte dall'oscurità, vi ritroverete a dover far da spazzini e raccogliere
cenere e polvere. Non credo sia il caso.
A domani sera.
-Lunedì-
Oh, miei cari, bentornati! Eccomi qui, bello e riposato, pronto ad accompagnarvi
in questo viaggio di scoperta. Insisto sul bello? Se lo sono, lo sono, ovvio
devo ringraziare quell'arguta donna di mia madre che ha scelto di farsi infilare...
la fede al dito da un affascinante marchese, ma anche io avrò il merito
di non essermi sfigurato in qualche spiacevole incidente, no? E poi sono io
che facevo esercizio fisico a cavallo e che mangiavo il giusto, in modo da
avere un corpo asciutto e scattante, pieno di muscoli ben delineati senza
essere orripilantemente gonfi, no? E' vero che a quei tempi non c'era tutto
quel parlare di regimi alimentari, cibi dietetici, calorie e altre amenità
del genere, ma il mio personalissimo orrore verso quei ventri arrotondati
e mollicci, che i membri della mia classe sociale ostentavano come simbolo
della loro ricchezza e del loro mangiar bene, non mi ha mai permesso, e fortunatamente
aggiungerei, di imitarli.
Ohibò, ma io non mi sono ancora presentato! Ebbene il mio nome è
Elliot Langan, ometterò il mio titolo visto che non è più
di moda, sebbene sia facilmente intuibile, considerato che, essendo unicogenito,
sono succeduto a mio padre. Abito, dire vivo mi sembra una presa in giro dalla
quale astenermi, in un antico castello appartenente alla mia illustre casata,
e diurnamente dimoro nella cripta che ospita il mio riposo. Come mai ho optato
per questa cripta fredda, umida ma così terribilmente gotica da affascinarmi
ed essere il più sublime dei contorni per il mio risveglio? Semplicemente
perché è banale adeguarsi totalmente ai tempi e dormire in comuni
stanze da letto con i vetri oscurati. In fin dei conti oltre a essere più
suggestiva come sistemazione, è più sicura, visto che gli innocui
pargoli del paese che si è sviluppato, sfruttando terreni che legalmente
mi appartenevano, tzé detesto i turpi ladri, ritengono avventuroso
introdursi di soppiatto nella mia residenza. Vi immaginate le fastidiose urla
che solleticherebbero e urterebbero i miei delicati e sofisticati timpani
e quegli odiosi adulti che penserebbero bene di farmi finire in una cassa
sotto terra? Odio la polvere, si attacca ai vestiti e non ti lascia più
e quanta ne dovrei subire se fossi posto in quel luogo orribile che si ostinano
a chiamare eterna dimora di pace? Ma pace per chi? Non certo per i cari defunti,
che si trovano a doversi difendere da mille orrorifici esserini pronti a divorarli!
Per non parlare del fatto che se decidessero di cremarmi non rimarrebbe altro
che cenere di me, e il pensiero non mi aggrada per nulla.
Sarebbe uno spreco, ecco.
Comunque ora che le mie membra hanno riacquistato vigore, dopo il torpore
a cui il sole mi costringe, è giunto il momento di concedermi un bel
bagno rilassante. Perché mi faccio un bagno?
Oh beh ai miei tempi lavarsi era considerato superfluo e vi assicuro che ho
sentito troppi olezzi rivoltanti durante i miei anni di vita da rabbrividire
per l'eternità. È vero che la morte ci ha tolto ogni odore,
però mi piace avvolgermi in una di quelle tante fragranze profumate
che hanno inventato. Vaniglia, cannella, muschio, patchouli, mandorla, ylang-ylang,
mirra... ce n'è per tutti i gusti e a me piace variare. Mmm, stasera
vada per il patchouli, è molto sensuale e intenso e ho voglia di vedere
qualche sguardo intorbidirsi al mio passaggio.
E poi volete mettere la sensazione di farsi accarezzare la pelle dall'acqua?
Il tiepido vapore che ti avvolge, mentre un tocco più puro della seta
ti lambisce e ti inebria con la profumazione che più ti aggrada, è
decisamente un piacere al quale non intendo rinunciare. Inoltre è come
se mi desse una scossa che mi vibra dentro e mi dona energia, e anche se fosse
tutta suggestione come immagino stiate pensando, non mi interessa minimamente,
a me piace punto e basta.
Dopo questo mio piccolo rituale notturno e assolutamente gradevole, c'è
il rito della vestizione.
Cosa? Vi sembro vanitoso e quasi vagamente femmineo?
Vorrei vedere voi se a possedere un guardaroba accumulatosi e riempitosi per
più di trecento anni non passereste almeno un'ora a decidere cosa indossare.
E per cortesia non venitemi a dire che un uomo non deve badare al proprio
aspetto fisico perché mi fate davvero cadere le braccia! Ma benevoli
tenebre! Non siamo più nell'era della pietra in cui maschio era sinonimo
di rozzezza, un po' di cura è necessaria anche per noi. Siamo sinceri,
secondo voi la vostra preda reagisce meglio nel vedervi abbigliati con vestiti
che esaltano ogni vostro pregio e nascondono, se ad esempio voi foste tanto
disgraziati da averne, i vostri difetti, oppure si sente catturata da un rude
cavernicolo che sembra uscito da un pessimo film dell'orrore? E che magari
ha anche qualche macchia e non gli importa?
Se avete scelto la seconda possibilità abbandonate pure senza alcun
rimpianto la mia conoscenza, perché non vi degnerò della seppur
minima considerazione!
Bene, questa notte, visto che ho scelto di condurvi a una riunione di vampiri,
è meglio che mi dia un certo tono, non vorrei proprio che si dicesse
che sto perdendo colpi.
Perfetto, pantaloni di raso neri dal taglio impeccabile, che sottolineano
delicatamente i miei attributi e il mio adorabile culetto, una camicia ugualmente
di raso cremisi, che metta in evidenza la sfumatura rubinea dei miei occhi
e la mia serica chioma corvina, e un cappotto del colore dell'oscurità
che esalti la mia statura notevole e il mio fisico longilineo.
Non osate dire che la sfumatura rubinea la vedo soltanto io, perché
l'hanno decantata in molti, perfino un paio di poeti. E no, non erano dei
falliti sognatori in cerca dell'avventura di una sera, non ho banali occhi
castani, io.
Al di là di queste questioni di poco conto, perché io so come
stanno realmente le cose, direi che è arrivato il momento di andare.
Come potrete ben notare, nonostante quegli avidi ingordi dei vostri simili
abbiano depredato la maggior parte delle mie terre per costruire quelle scialbe
e sciatte case, mi è rimasto uno splendido parco. Lo curo personalmente,
ogni mese o due, e le mie rose sono le più apprezzate da quelle ochette
giulive in cerca di dichiarazione. Sì, anche questo devo subire, il
fatto che nel giardino antistante la mia sontuosa ed elegante dimora, numerose
e patetiche coppiette di tutte le età pensino di giurarsi amore eterno.
Tsk, come se questo castello che affronta da tempo immemore intemperie e altre
avversità, compresi i bambini ovviamente, possa essere il simbolo di
un amore che resiste alle prove degli anni.
Mah, contenti loro, basta che non mi rubino tutte le meravigliose rose candide
che amo come delle figlie, o potrei ritrovarmi a desiderare di sterminare
l'intero paese, e non sarebbe poi una gran perdita se non temessi di attirare
l'attenzione di qualche cacciatore.
Non che io ne abbia paura, ma non ho proprio voglia di scomodarmi per combattere
con loro, considerato che mancano assolutamente di qualsiasi codice d'onore.
Con la scusa che noi, anziché semplici creature superiori a tante altre,
rappresenteremmo il male incarnato, approfittano di ogni mezzo sleale per
braccarci, compreso l'agire di giorno. Pusillanimi! Mai che avessero il fegato
di ergersi contro di noi quando siamo perfettamente vigili, d'altronde, probabilmente,
rimarrebbero vittime del nostro oscuro fascino. Come dargli torto...
Ma basta parlare di questi miserabili, meglio concentrarci sul percorso. Esatto,
perché con tutti gli sbandati che girano non vorrei ritrovarmi qualche
ubriaco, o peggio, che attenta alla mia persona, facendomi rovinare i vestiti
o la compostezza della piccola coda di cavallo in cui ho assicurato i miei
capelli.
Già detesto il fatto che poco prima di morire il mio valletto personale,
quello sciocco di Edmund, riposi pure in pace il suo spirito ma senza scordarsi
del danno che mi ha combinato, per un errore di distrazione abbia bruciato
alcune ciocche mentre me li stava arricciando, visto che aborrivo le parrucche
allora di moda, e abbia dovuto amputarle, lasciandomi con dei ciuffi più
corti che ora mi ricadono all'altezza delle guance, figurarsi se qualcuno
osa pensare di farmi scompigliare quelli che stanno al posto che gli ho assegnato.
Et voilà, eccoci giunti senza episodi fastidiosi all'uscio dietro cui
si cela il nostro luogo di ritrovo. Non aspettatevi nulla di speciale, né
di brillante, anzi a dir la verità è un ambiente alquanto démodé.
Le pareti sono rigorosamente scure, come se temessero che il bianco o meglio
ancora un raffinato avorio possa rilucere eccessivamente e dargli alla testa,
tsk, il mobilio sebbene di buon gusto è tremendamente sorpassato e
richiama uno di quei salotti pseudo intellettualoidi di primo ottocento. Madre
luna! Con tutti i soldi che possiedono i proprietari è troppo disturbo
pensare a un arredamento diverso? Eh, sì che noi morti redivivi abbiamo
tante spese da affrontare! Niente dottori, niente cibo, niente spreco di corrente
superflua... giusto un po' di illuminazione, le bollette del telefono se si
utilizza, e qualche capo di vestiario se si ritiene opportuno, mah!
L'unico tocco di colore e di chiarore è dato dalle lampade in vetro
soffiato che gettano una pallida luce sulle rigonfie e pesanti tende in velluto
scarlatto. Originalità: zero. Siamo sempre alle solite, persino i calici
di cristallo in cui si sorseggia pigramente il sangue mentre si parla del
più e del meno ricalcano fedelmente quelli di alcune scadenti e comuni
rappresentazioni in voga sui vampiri.
Beneamate stelle!
Dite che il mio intercalare e le mie imprecazioni sono piuttosto insolite?
Almeno questo, d'altronde non posso di certo inneggiare a qualcosa che non
mi appartiene, come sacro, santo eccetera!
"Buonasera Bernard."
Saluto con tono distaccato il silente e torvo guardiano che si assicura l'entrata
di autentici vampiri e non di offensive imitazioni, perpetrate da altre creature
fantastiche e volte a studiarci o a scoprire i nostri rifugi, e sospiro. Che
ci posso fare, non posso esimermi! E' d'uopo sospirare alla vista di un cotal
individuo! Eh sì, lui è uno di quei tanti piccoli inceppamenti
del mestiere, uno di quegli attimi di sbandamento dovuti al sangue, di cui
ho accennato in precedenza. Altrimenti non potrei concepire come si possa
aver desiderato consegnare all'eternità un mostro del genere! Tarchiato,
con dei muscoli che sembrano fuoriusciti da qualcosa a metà tra il
fantascientifico e una campagna di prevenzione all'uso degli steroidi, dotato
dell'espressività di una carpa sotto sale, con quella cicatrice che
gli attraversa tutto il lato destro del volto e quell'improponibile cresta
di capelli verdi che sembrano sfidare la gravità a ogni istante.
Brr, il surplus direi, è che neanche saluta, grugnisce!
Mi auguro che la luna e la notte non vogliano mai farmi essere talmente affamato
da non rendermi conto di dissanguare un suo ipotetico gemello e di consegnargli
una stilla della mia preziosa linfa pur di avere il privilegio di continuare
a bermelo. Orrore!
Ma non ci pensiamo ora, è sempre meglio accantonare le riflessioni
negative, non vorrei che la mala sorte, sentendosi appellata, evocata, chiamata,
e chi più ne ha, più ne metta, decidesse di visitarmi. E' un'ospite
di cui faccio volentieri a meno. Anzi, in realtà non amo proprio avere
ospiti, soprattutto se non invitati da me personalmente.
Ricordo che quando ero in vita facevano a gara per venire a disturbarmi, istallandosi
nella mia casa per accaparrarsi un lauto pasto, un comodo tetto sulla testa
e tutti i lussi che la mia condizione mi permetteva. Tra parenti poveri, amici
autoproclamatisi tali, pseudo artisti e arrampicatori sociali che si credevano
in diritto di richiedere asilo, solo in cambio di lodi sperticate all'indirizzo
di mio padre, ero pieno di parassiti, e sinceramente preferisco evitare, soprattutto
ora che mi sono assuefatto, più che felicemente, al silenzio delle
mie notti. Dite che parlo abbastanza da solo? Forse, ma almeno è una
compagnia elitaria e affascinante, al contrario di quella dei più e
dotata di una musicalità estrema persino senza voce.
Oh! Ma cosa vedono le mie brillanti pupille! Un tocco di colore tra queste
sbiadite sfumature di grigio! Non state a cavillare sul fatto che il soggetto
del mio interesse è completamente vestito di nero e ha i capelli simili
ad ali di corvi. Lui è un colore, i suoi occhi di ghiaccio parlano
per lui, almeno più di quanto non facciano le sue labbra con gli altri,
perché ovviamente con me dà sempre prova di spirito arguto e
prontezza di lingua. Freyric, il più delizioso, nonché unico
degno di essere considerato in cotal modo, aggiungerei, amico che mi ritrovo.
Era da un po' che non lo incontravo, d'altronde è solito girovagare
per la vecchia e stanca Europa a suo piacimento.
"Freyric Njål Peder Kolstad Hagen, mio caro!"
Ovviamente mi avvicino a questo splendido esemplare maschile e gli soffio
un paio di baci sulle guance.
"Mi chiedo perché ogni volta tu ti senta in dovere di ricordarmi
come mi chiamo, hai paura lo dimentichi? Anzi che non declami anche i titoli!"
"Non è più di moda, dovresti aggiornarti!"
"Sì, Elliot, sì... come stai?"
Fa il lento sorriso che potrebbe abbacinare uno dotato di cuore palpitante
e ammetto che un sospiro fuoriesce anche da me. Oh no, non pensate ne sia
attratto più di quanto non lo sarei da un bel quadro. Ammetto che ha
sia un'eccezionale cornice, che un discreto tema e una più che ottima
rappresentazione, ma al di là del mio affetto amichevole per la sua
indole e per il suo cervello, per me resta al pari di un dipinto.
"Mmm, tutto nella norma e tu, cosa mi racconti di bello?"
"Ho letto un libro interessante."
Questa sì che è una novità!
"Ah sì?"
"Sì, 'Intervista col vampiro'."
Ho il vago sospetto che il rumore prodotto dal subitaneo innalzamento del
mio sopracciglio sinistro, che ha preso a tremolare in preda a un tic nervoso,
si sia sentito risuonare in tutto il locale.
"Stai scherzando ovviamente."
"No affatto, l'ho letto appositamente in seguito alla discussione che
hai avuto con me in merito, ero curioso."
Fortunatamente noi vampiri non abbiamo quegli spiacevoli effetti collaterali
dell'arrossamento delle gote per la rabbia, perché non donerebbe affatto
al mio incarnato.
"... Non è divertente."
"Infatti, effettivamente concordo con te che la figura del vampiro gotico
e lievemente decadente è un po' sorpassata, noi non siamo così,
giusto? ... Voglio dire, tu non ritieni che sia eccessivamente gotico e appena
appena decadente, vero?"
"Ovvio o non starei a parlare con te."
Mmm, la mia voce ha avuto un tono secco che stona con il virtuosismo armonico
che possiede usualmente... devo stare attento a questi particolari, non vorrei
guastarmi la reputazione. Dal suo irritante ghigno devo presupporre che si
stia divertendo, bene miei cari futuri lettori, come pensate che possa ripagarlo
degnamente? Beh è chiaro direi, compiendo un gesto che gli produca
una stizza pari a quella che mi sta invadendo in questo momento.
"Lisette, Lisette? Sono io che ti chiamo, sì, finalmente ci vuole
tanto ad associare una voce a una direzione? Ehm... comunque, vieni qui, vorrei
presentarti un mio carissimo amico, nonché sapiente e illustre estimatore
della beltà femminile."
Scorgendo lo stupore misto a disgusto, e il pizzico di terrore, che attraversano
i glaciali occhi azzurri di Freyric posso considerarmi soddisfatto. So perfettamente
che la sua educazione gli impone di evitare scortesie di qualsiasi genere,
almeno quanto conosco la sua predilizione per l'universo dotato di cromosomi
Y e sono parimenti a conoscenza della smodata lussuria di Lisette verso uomini
apparentemente irremovibili e inavvicinabili come Freyric. Gli si prospetta
una seratina interminabile...
Sono stato troppo crudele?
Oh niente affatto, non provo alcun rimorso ve lo assicuro! E non osate affermare
che io sia anche accennatamente isterico o superficiale perché potrei
perfino disturbarmi a togliervi quel grammo di intelletto di cui vi ritenete
fieri possessori.
Con un sorrisino orgoglioso che mi balla giocosamente sulle labbra gli cinguetto
un saluto e mi dirigo al pessimo esempio di bar che hanno tentato di impiantare.
Senza degnare di troppa attenzione la noiosa e petulante vampiressa che se
ne occupa, mi faccio servire una coppa calda di sangue e mi metto in ascolto
degli ultimi pettegolezzi.
Magda è ricaduta in depressione e sta meditando di vedere l'alba. È
la terza volta che lo ascolto, mi domando quando realmente lo metterà
in pratica senza ammorbare noi con bollettini degni di un telegiornale.
Vincenzo ha quasi fatto sesso con una cacciatrice e ha deciso di darsi all'astinenza
per un po'. Bah, prevedibile, visto che gli è accaduto in altre quattro
occasioni, sembra che abbia il radar per mettersi in situazioni compromettenti,
tsk! Anziché mostrarsi per l'idiota che è a tutto quanto il
mondo, sia maggiormente vigile e tenga ben chiusa la patta dei pantaloni,
prima di ritrovarsi polvere.
Hansel e Anya si sono trasferiti in America e sono caduti vittima di un incendio.
Argh, basta, questa notizia è vecchia di almeno un anno!
Dopo l'attesa di circa due ore, ed esasperanti commenti a cui ho chiuso orecchie
e mente, vedo nuovamente comparirmi al fianco Freyric, lievemente più
pallido del solito. Il che sembrerebbe ridicolo, considerato che si sta parlando
di un cadavere, ma non è altro che uno dei fattori inspiegabili che
ci dona la nostra condizione.
"Se non fossi uno dei miei pochi amici, probabilmente ti ritroveresti
a doverti difendere dalla mia ira."
"Se tu non fossi il mio unico amico avrei fatto di peggio..."
Freyric scuote la testa, con l'ombra di un lievissimo sorriso, e mi inizia
a raccontare dei suoi vagabondaggi.
Ovviamente essendo una persona a modo non riferisco i fatti altrui, ed evito
accuratamente di menzionare i discorsi intercorsi tra di noi.
Din don, din don, din don. Tre rintocchi, le tre di notte.
Quella pendola a muro avrà anche il merito di ricordarci che ad una
certa ora faremmo meglio a rincasare, per evitare spiacevoli incontri ravvicinati
con l'alba, ma ha un suono talmente terribile da udirsi che mi si accappona
la pelle. Trovare un degno sostituto, no?
"Ci si vede presto Elliot."
"Bye Freyric."
Sì, il suo presto equivarrà come minimo ad un paio d'anni, ma
è pur vero che per noi gli anni sono equivalenti alla frazione infinitesimale
di un secondo umano, vero? Oh beh non ho la mente ora per mettermi a filosofeggiare
su tempo, immortalità, trascorrere immutabile dei secoli, tristezza
dell'osservare tutto dirigersi verso la deriva e tutti gli argomenti che solitamente
fanno nascere nei vampiri i termini tempo e trascorrere. No, non è
perché non ho il cervello, piccoli idioti invidiosi! È unicamente
perché inizio ad avvertire una certa sonnolenza incombere, e comunque
torno a ripetere che se non avete l'intenzione di avere a che fare con un
essere superbamente fantastico quale sono, potete tranquillamente sprecare
la vostra esistenza. Non vi si prospetterà mai più un'occasione
come questa, ma peggio per voi, sono in tanti a essere masochisti!
Bene, per tutti coloro che dimostrano di avere un'ottima propensione al buongusto
e hanno deciso di ascoltarmi, direi che è arrivato il momento di recarmi
a dormire anche io. Vi saluto qui, risparmiandovi il tedioso percorso a ritroso,
le mie abluzioni notturne e la mia sistemazione nella cripta. Sì, mi
lavo anche prima di andare a dormire, che male c'è? Sempre meglio essere
puliti e godersi un sonno profumato. Mi vorrete concedere un po' di privacy
almeno in questo, no? Se dovesse succedere qualcosa di interessante tra qui
e la mia abitazione ve lo narrerò, siatene sicuri, altrimenti, a domani!
Sogni di sangue a tutti, a me per primo!
-Martedì-
Yawn, che sonno. Dite che potrei evitare di sbadigliarvi in viso? So che è
pessima educazione, ma è ugualmente un gradevole spettacolo visto che
ho dei denti e delle tonsille bellissime, inoltre sono in debito di sangue,
per cui devo nutrirmi.
Ergo, salterò tutta la parte dedicata alla mia preparazione, ovvero
io la farò ma non ve la descriverò, e vi condurrò a caccia.
Ah, la caccia, questa sublime arte di sussistenza. Ci vuole una certa pratica
per eseguirla correttamente e senza rischi, e io, modestia a parte, ne sono
un vero cultore. Sono raffinato, discreto e preciso, insomma riesco a trasporre
le mie qualità a una mia necessità. Non è da tutti, vero?
Ma io sono io.
Comunque, per la vostra prima esperienza, vi tratterò ancor più
gentilmente di un tenero amante da sverginare, e vi risparmierò possibile
scene cruente, in favore di un'esibizione passionale e sensuale. Vi porterò
con me in discoteca.
Sì, in quei locali densi di musica assordante e pieni di corpi che
si muovono smodatamente in una parodia di danza. Oh per favore! Non vorrete
davvero definire ballo il seguire appena la musica col corpo, vero?
Io per ballo intendo cose come le Country Dances, i Reel, i Jig... quelli
sì che erano davvero eleganti e permettevano un autentico contatto
con la tua partner. Almeno la potevi conoscere e parlarci anziché infilarle
direttamente la lingua in bocca, a causa della proibizione di ogni altro uso
delle labbra, per la musica assordante...
Magari, da un certo punto di vista, quei movimenti frenetici potrebbero anche
essere interpretati come una sorta di pre-amplesso, ma a me viene una certa
di sofferenza fisica solo al pensiero del dispendio di fatica ed energia che
tutto quello zompettamento comporta.
De gustibus non disputandum est, ma... oh beh, non importa, eccoci arrivati.
Sì ho saltato tutta la parte degli spostamenti, tanto non è
accaduto nulla di eclatante.
Come sempre il locale è infestato da qualcosa che non può nemmeno
lontanamente essere considerata musica e da una miriade di corpi sudati e
ansimanti che si strusciano e si dimenano. No, non è molto fine e signorile
ma è un buon palcoscenico per attrarre qualche succoso ragazzino da
gustare.
Entro, tentando di non rimanere eccessivamente turbato dalle luci psichedeliche,
che mi flashano gli occhi e mi stordiscono, facendo quasi rivoltare il mio
fragile stomaco, e mi avvicino strategicamente a un bordo della pista, in
modo da avvistare la mia preda. Per l'occasione mi sono abbigliato in modo
a me poco consono, ma che questi giovani trovano desiderabile. Mi ritrovo
con un paio di pantaloni di pelle che arrivano a stento a coprirmi le anche
e che mi toglierebbero il respiro, se fossi ancora dipendente dall'aria, per
quanto sono aderenti, e una camicia di stoffa impalpabile, con una bassissima
percentuale di seta purtroppo, ma con un effetto trasparente che mi rende
estremamente appetibile. Peccato per loro però che sarò io a
mangiare e non il contrario. Che poi, peccato per loro un accidenti, dato
che posso assicurare con una piccolissima traccia di arroganza, che subire
il mio morso sia un'esperienza altamente eccitante, conturbante ed erotica
al limite del verosimile.
Adocchio un ragazzino niente male, dimostrerà tra i diciassette ed
i vent'anni, è passabile, un bel corpicino strizzato in jeans praticamente
inesistenti e una magliettina che più ina non si può. Mi domando
come faccia a indossarla senza strapparla, comunque, ha capelli rossicci e
fattezze del visino da cucciolo in calore. Mmm, sì, in mancanza di
meglio farò lo sforzo di accontentarmi.
Mi si avvicina con fare insinuante e io, pur sospirando teatralmente tra me
e me, cosa si deve fare per poter mangiare, mi adeguo e inizio a muovermi
contro di lui. Tempo dieci minuti netti ed è più cotto di un
broccolo in brodo. Come faccio a sapere dei broccoli in brodo? Beh da vivo
mangiavo anche io e la nostra cuoca Rose non era un granché.
Comunque, con la solita tiritera che non vi sto a enunciare perché
denuncerebbe solo il patetismo di voi esseri umani, che vi fate abbindolare
con una facile esca di sesso sfrenato, lo porto fuori e lo conduco in un vicolo.
Per voi è qualcosa di già visto? Ne dubito fortemente perché
di vampiri belli come me ce ne sono davvero pochi, anche se io propendo più
per il nessuno, e ogni scena è singolare, soprattutto a seconda dello
scorcio che vi viene proposto.
Io vi posso dare il mio e direi che già questo la rende uno spettacolo
unico.
Lo appoggio al muro e accarezzo con le mie labbra la sua gola liscia. La sua
vena pulsa, facendo acuire ogni mio senso. Batte. E io avverto la pelle lievemente
viscida per il sudore causato dall'ansia febbrile e dal desiderio che lo ha
catturato. Batte. E io percepisco i gemiti rochi e impazienti che gli sfuggono
dalle labbra. Batte. E le mie mani afferrano il tepore dei suoi fianchi per
immobilizzarli. Batte. E i miei occhi si chiudono su quella carne candida,
mentre i miei canini fuoriescono ed affondano, lacerando il sottile strato
che mi separa dal mio nettare.
Buio e luce, piacere e immobilità che assomiglia pericolosamente a
un post coito.
Eh? Dite che ho perso il contatto negli attimi in cui questo incantevole e
dissetante liquido mi scendeva per la gola, annidandosi in me e donandomi
nuovo vigore?
Mi spiace, ma sono sensazioni indescrivibili, non ci provo neanche, sarebbe
riduttivo e basta. Per fare un paragone poco calzante e pertinente, quanto
un sassetto delle dimensioni di pochi millimetri a confronto con l'universo,
potrei dirvi di immaginare la squisitezza di un gelato dal sapore ineguagliabile
che vi si scioglie in bocca nel momento in cui il vostro corpo è accaldato
e bramoso di refrigerio, ma come ho già affermato non sussiste nemmeno
qualcosa di lontanamente somigliante al sangue che penetra dolcemente le labbra
di un vampiro.
Il mio giovane partner, in questo mio gioco solitario, si accascia svenuto
al suolo e io mi allontano, scavalcandolo.
Tra qualche ora si risveglierà e non rammenterà altro se non
un fantastico rapporto sessuale. Sì, perché d'altronde è
venuto nei pantaloni quando l'ho morso, perché non costruirgli l'illusione
che abbia almeno goduto insieme a un essere dalla bellezza superiore come
la mia? In fin dei conti in un certo senso anche a me è piaciuto il
nostro rapporto. Sono troppo buono sì, sì, la mia mamma ne sarebbe
orgogliosa, visto che in vita mi definiva sempre un egoista borioso preoccupato
unicamente di se stesso e del riflesso dello specchio! Tsk, donne!
Ora che mi sento sazio e di un umore decisamente allegro, ho deciso che questa
sera vi mostrerò la mia rifornitissima e ricercatissima biblioteca
personale, annidata in totale sicurezza in uno scantinato attrezzato per il
ruolo che gli ho assegnato, per poi dilettarmi solo soletto nella lettura
di qualche bel tomo.
In definitiva avevo promesso di farvi vedere una settimana della mia esistenza,
e molte delle mie notti le trascorro in compagnia di un libro, quindi trovo
sia l'opzione più adatta, come sempre.
Eccoci qui, nelle cucine. Cosa ci facciamo? Semplice, un mio qualche furbo
antenato, pensando di riporre cibi e scorte in un luogo difficilmente accessibile
all'esterno, in modo che in caso di attacco potesse sempre essere ben rifornito
e pronto ad un assedio, fece sì che l'accesso alle cantine passasse
per le cucine. Ovviamente ho sostituito la botola e l'ho dotata di un solido
lucchetto di cui solo io posseggo la chiave. Ogni volta che scosto la piccola
credenza che vi ho posizionato sopra vengo assalito da un nugolo di polvere
e non posso far altro che contorcere le mie belle labbra in una smorfia disgustata,
ci sono poche cose che detesto così tanto quanto questi fastidiosi
granelli di sporco. In realtà non amo particolarmente neanche la ventata
glaciale che si sprigiona quando apro la botola e mi avventuro lungo la stretta
scalinata buia. Probabilmente se avessi sofferto di claustrofobia o di scotofobia
(e qui sarebbero stati realmente problemi dato il mio essere creatura della
notte) avrei tranquillamente lanciato qualche invettiva poco piacevole al
suo inventore, perché di certo tra tanti aspetti, questi non li ha
proprio presi in considerazione, ma non è così, quindi il mio
precedessore può tranquillamente dormire eternamente il sonno dei giusti.
Dopo i ripidi scalini che assomigliano tanto a una sorta di evocativa discesa
verso le tenebre, e un breve corridoio, che più stretto non si può
e non dico la fatica che ho fatto inizialmente per portare i materiali adatti
ad allestire la mia biblioteca, ci si immette in una specie di piccolo labirinto
che conduce, attraverso diversi cunicoli e diramazioni, a più ampi
locali. Anticamente venivano usati per le derrate alimentari, mentre io, brillantemente
come mio solito, li ho trasformati in tanti piccoli ambientini salutari. In
uno c'è il mio guardaroba, in un altro, grazie a delle modifiche che
ho fatto apportare a un mio vecchio amante, arriva l'acqua corrente e vi posso
fare comodamente il bagno, dato che vi ho ricavato una vasca grandiosa e monumentale,
adatta al mio bellissimo corpicino, in un altro ancora c'è la mia biblioteca.
Vi chiedete come faccia a vestirmi e lavarmi qui se dormo nella cripta sotto
la piccola basilica di famiglia? E sì, è una basilica non una
banale cappella, ricordo che la mia casata ha fatto le cose in grande, comunque
è molto semplice. Ho ricavato un tunnel che collega questi luoghi alla
cripta. E vi assicuro che è un tunnel meraviglioso, illuminato sapientemente
da lampade che gettano una luce calda e gradevole, imbiancato alla perfezione
ed arricchito da diverse tele di quadri meravigliosi che ho acquistato nel
corso dei secoli da collezioni private. Perché non vi ho fatto passare
da lì? Sì lo so mi sarei potuto scomodare di meno, evitandomi
la botola della cucina e tutto il resto, ma sarebbe stato meno caratteristico!
Si sa, per l'arte si fa qualsiasi sacrificio!
Comunque questa è la biblioteca. Oh su, non c'è bisogno di quelle
espressioni ammirate, tendo a essere un perfezionista dei particolari. Effettivamente
so che gli alti scaffali ricolmi di libri disposti ordinatamente e dalle copertine
più o meno pregiate fanno una bella impressione, almeno quanto la vetrinetta
con incise delicate rose in boccio che contiene i volumi più rari e
antichi. Sì, senza modestia non nascondo che persino la pregiata scrivania
che trae riflessi rossastri sotto il chiarore delle lanterne è un tocco
di classe, parimenti al raffinatissimo divano e alle splendide statue di marmo,
raffiguranti giovani eroi greci dai corpi graziosamente modellati. E sì,
anche i dipinti sono quanto di più elegante potessi inserire, d'altronde
uno rappresenta me da umano e l'altro è un capolavoro di Leonardo di
cui si sono evidentemente perse le tracce. E l'orologio a pendola con i numeri
smaltati in lucido onice e le lancette di diamanti? Lui sì che declama
l'ora in modo musicale, al contrario di quello presente al nostro ritrovo!
Ma d'altronde appartiene a me, è quasi scontato che sia così.
D'accordo, ora che mi sono accomodato nella mia postazione preferita, niente
meno che su una poltroncina in mogano francese, risalente all'epoca di Carlo
X, posso godermi una buona lettura. Cosa? Oh, vi interessano i miei gusti
quindi, benissimo, dunque questa sera credo che rileggerò volentieri
l'Amleto di Shakespeare. Una grande mente William, e un'eccezionale figura,
Amleto...
Essere o non essere? Che questione interessante ma semplicemente risolvibile...
E' evidente che non mi aveva conosciuto, nella mia persona e nei miei simili
si rinchiudono entrambe le possibilità...
A domani, miei cari.
-Mercoledì-
Ben ritrovati, miei cari estimatori!
Questa sera il clima non è dei più piacevoli, spira un fastidioso
venticello che si insinua al di sotto degli abiti e le nuvole non permettono
alle stelle di riflettersi nei miei occhi; eppure ho deciso di concedermi
ugualmente una passeggiata, stranamente, so riconoscere una mia eccentricità
cosa credete, quando il tempo non è dei migliori mi piace avventurarmi
all'esterno e osservare la natura. È come se la negatività degli
agenti atmosferici trovasse un eco nel mio animo e lo accendesse di energia.
Ovviamente mi sono abbigliato in modo perfettamente conveniente, e infatti
indosso un paio di pantaloni grigio antracite dalla linea morbida, una camicia
grigio perla accompagnata da un foulard di seta a disegni geometrici sulle
stesse tonalità, e un lungo cappotto di una sfumatura più scura,
che mi arriva quasi ai piedi. Davvero non vi interessa come mi vesto? Stolti,
potete avere un cultore della moda come me gratis e non ne approfittate, tzè,
umani!
I miei capelli sciolti ondeggiano lievemente al vento e se mi potessi guardare
dal di fuori sono certo che assomiglierei a un malinconico protagonista di
qualche romanzo di tempi trascorsi o di un film in bianco e nero. Il fatto
che io non mi senta eccessivamente nostalgico è di poco conto, l'esteriorità
è la prima cosa che colpisce, no?
Comunque, visto che preferisco tenermi lontano dal centro e dal rumore stordente
dei locali che lo affollano, mi dirigo verso la costa e mi addentro in uno
dei parchi che adoro maggiormente.
È curato, appartato e possiede un fascino antico che non manca mai
di colpirmi al punto di desiderare di farne parte. Un giorno o l'altro dovrò
cimentarmi con la pittura e cercare di catturare lo spirito di questo luogo,
in fin dei conti io posso tutto.
Oh lo so che non sembro quasi io, ma vi avevo avvertito che il maltempo ha
degli strani effetti sul mio umore, e no, non sono meteoropatico, non osate
insinuarlo!
Dato che sono qui e che potrei perdermi in ragionamenti che per voi non hanno
alcun interesse è meglio che...
Ah! La perfezione! La perfezione fatta persona si trova davanti a me!
Guardate, guardate quell'angelo accanto alla fontana! Il fisico minuto e magnificamente
modellato, l'aria sperduta e lo sguardo sognante e perso in chissà
quali visioni... sta aspettando me! Vedete che meraviglia? Oh, splendida creatura,
questa sera avrai l'onore di essere mia!
Osservate quei capelli lucenti che mi ricordano il bacio del sole sulla pelle
al mattino, quegli occhi della sfumatura del cielo pomeridiano sgombro da
nubi, quelle labbra vermiglie che sembrano petali di rosa pronti a essere
colti, quella linguetta rosea e sicuramente vellutata che sto già pregustando,
quel canino affilato che sporge dal lab...
Quel canino?
Un vampiro?!
Ma non doveva essere uno sperduto giovincello pronto a cadere vittima del
mio fascino e del mio morso, per poi finire nel mio letto a soddisfare le
mie voglie? Ma tu guarda che razza di sfortuna che mi ritrovo!
Trovo la realizzazione incarnata di tutti i miei sogni erotici e culinari
e chi è se non un mio simile che avrà pensato la stessa cosa
vedendomi?
È proprio vero quel che ho sentito dire, la fortuna è cieca
a dispetto della mala sorte che ci vede benissimo e che decide di farti visita
nei momenti più inopportuni!
"Buonasera."
Ma non è giusto, ha anche una voce musicale e melodiosa, bassa e con
quella colorazione roca che mette i brividi e ti eccita nel giro di un istante.
Perché? Perché a me? Su, avanti devo riprendermi e respirare.
Ah no, respirare non mi serve, d'accordo riproviamo, riprendiamoci e scantiamoci.
Ecco questa è meglio.
"Buonasera a voi."
Non andava meglio quella? E allora perché non l'ho seguita e non la
pianto di fare il languido damerino che ero in vita e mi riapproprio della
mia identità da succhiasangue?
Ehm, scusate questo momento di defaillance, è che non ho mai avuto
modo di ritrovarmi dinnanzi un essere fuoriuscito direttamente dal mio mondo
onirico. Sì anche io sogno, ma non essendo un'avventura vietata ai
minori, evito di riportarvi i dettagli.
Quest'angelo dagli occhi di cielo mi fissa con espressione assorta e posso
giurare che se fossi in possesso di un cuore che batte, in questo istante
starei rischiando per lo meno una tachicardia! È poco? Vi aspettavate
un infarto? E mica l'ho visto nudo!
"Posso aiutarvi? Non vi ho mai visto in città, siete nuovo?"
Tenebre! Che fase scontata che ho pronunciato! Ma si può sapere che
mi sta prendendo?
I suoi occhi si socchiudono con aria meditabonda e mi sento come se fossi
sul punto di essere esaminato. Oh basta, per tutte le stelle! Non devo dimenticarmi
del mio retaggio né tanto meno del mio aspetto, non sarà di
certo un bel ninfetto dalle fattezze da dio della bellezza a farmene scordare.
"Sono arrivato da poco, sto cercando una persona."
"Capisco, se in qualche modo posso agevolarvi... " Sì, angioletto,
lascia che ti aiuti ad aprire le tue ali con me...
"Potreste condurmi al ritrovo di Clarisse, mi hanno dato indicazioni
piuttosto vaghe, in verità, e la mia scarsa familiarità con
la città non mi è di supporto."
Oh, adoro come fa il broncio! Quelle labbra che si increspano lievemente suggeriscono
delizie inimmaginabili... mmm vediamo di appropriarcene!
"Certamente, venite, mi ci stavo recando anche io."
Su non siate fiscali, miei cari, ogni tanto un'innocua bugia può essere
la miglior alleata di cui servirsi. Mmm, la sua andatura seppur fluida ed
elegante, sembra quasi un cigno che scivola sull'acqua, mi suggerisce un'impressione
di durezza, quasi si trattasse di un severo osservante della disciplina. Oh,
beh, sarà il tempo che mi dona impressioni errate, come potrebbe mai
questo concentrato di zucchero essere un tipo marziale e rigido?
Questo silenzio mi sta innervosendo, e poi! Oh bianca luna! Non mi sono presentato!
Quale imperdonabile sgarbo all'etichetta ho commesso!
"Perdonatemi se non l'ho fatto prima, comunque permettete di presentarmi,
sono Elliot Langan al vostro servizio."
"Non mi sembra di avervi assunto."
Eh? Sbatto le palpebre sorpreso dal tono neutro che questa voce flautata ha
utilizzato e scuoto leggermente la testa, per permettermi di riprendermi.
Ho sentito male di sicuro oppure... ma sì ho capito! Povero cucciolo
indifeso, è così intimorito dalla mia eclatante beltà
da tentare di far dell'umorismo, sebbene non vi sia portato! Che carino che
è!
"Magari lo farete..."
Eh sì, dolcissimo, so stare allo scherzo! Come vedi ti sto riservando
tutti i riguardi. La sua occhiata vagamente sorpresa mi intenerisce e gli
sorrido di rimando mentre lo vedo inarcare un sopracciglio. Sì, sono
decisamente magnanimo come non mi capitava da tempo, chissà cosa direbbe
Freyric!
"Per caso conoscete Freyric Hagen?"
Prego? Cosa? Come? Dove? Perché? Silenzio tutti, compresi voi lettori
che sarete basiti almeno quanto me!
Perché questo adorabile esserino sta cercando Freyric? Oh notte oscura!
E se fosse il suo amante? Capisco che Freyric sia un bellissimo esemplare
di vampiro maschio, ma che ci fa con Freyric quando potrebbe avere me? E ribadisco,
me?!
Ho compreso, d'altronde lui non sa che io sia ben disposto verso di lui...
ma se per caso fosse invaghito del mio amico...
Mio caro Freyric sarai anche stato il mio unico affetto, ma se davvero quest'angelo
è interessato a te, dovrai guardarti da me e dalla guerra spietata
in cui ti coinvolgerò. Eh sì, lo voglio per me, e in qualsiasi
modo, lecito o meno. Lo avrò, parola di lord Hearghont. Oh, non avrei
dovuto rivelarlo, beh poco male, passiamo oltre.
"Sì, certamente."
Lo vedo annuire delicatamente e poi fissarmi in un modo che potrebbe essere
interpretato come freddo. Ma no, lui non è freddo con me, no, no, no.
E non sto facendo i capricci come un bambino! Semplicemente non è possibile,
è di sicuro una posa che sta assumendo!
"Bene... e quando lo avete visto l'ultima volta?"
Ora sto iniziando a infastidirmi. Perché, oscurità clemente,
non mi calcola?
"Non vedo perché dovrei dirvelo se neanche mi avete palesato il
vostro nome..."
Mmm, forse ho esagerato con questo tono sostenuto, d'altronde è più
che probabile che semplicemente non sappia rapportarsi a me, brillante visione
nel buio, e si stia schermendo per eccesso di pudicizia!
"Francis Deroux."
Stelle del cielo! Ma un pochino meno lapidario, no? Mi sta irritando il sapientino,
ma sono sicuro che lo stia facendo per attrarre la mia attenzione. Non potrebbero
esserci motivazioni differenti. E no, ve lo state inventando quel sorrisetto
di superiorità che sta esibendo, non mi sta squadrando pigramente come
si farebbe davanti a una creatura che consideriamo stravagante o appena appena
passabile. No vi dico!
Annuisco e mi concentro sul percorso, perfettamente in silenzio. Che lo spezzi
lui se si ritiene tanto superiore! Voglio dire, se sta cercando un modo di
sedurmi, ecco!
"Allora?"
La nota di insofferenza mi porta ad un moto di stizza che si manifesta accuratamente
nella mia voce.
"Allora cosa?"
"Allora quando l'avete visto l'ultima volta...?"
Mi guarda e mi parla come a un bambino quasi ritardato. Sto iniziando ad avere
l'orrido sospetto che sia eterosessuale. Ma se così fosse non cercherebbe
Freyric, a meno che non abbia un affare lasciato in sospeso con lui, mmm,
meglio indagare.
"L'altro ieri sera."
Assentisce con un secco cenno del capo e riprende a fissare davanti a sé,
imperturbabile. È poco comunicativo e per nulla intenzionato a parlare?
Perfetto, so adeguarmi, anche se avrei la forte tentazione di afferrarlo e
scuoterlo violentemente, ma così facendo mi scompiglierei eccessivamente
i capelli e già se ne vanno per fatti loro a causa del vento.
Oh ma state un po' zitti voi, non sto perdendo la mia proverbiale calma e
no, non sono affascinato quasi per nulla da questa creatura che ha l'aspetto
di un angelo e l'anima di una serpe... è più una questione di
principio, oramai.
Arriviamo al ritrovo senza più emettere sillaba, e il mio umore sta
diventando fosco quanto la tempesta che le nubi e l'aria carica di elettricità
sembrano preannunciare. Neanche il pipistrello che svolazza infastidito dal
lampione mi fa sorridere. E sì che generalmente questi simpatici animaletti
dal buffo musetto al quale veniamo scioccamente paragonati o assimilati mi
strappano sempre un moto di allegria...
Grr, tra un po' credo che se continuo così mi ritroverò alla
stregua di Edmund, che tanto per non smentirsi mi grugnisce contro, anziché
salutarmi civilmente. Lo fulmino con lo sguardo, fosse mai la volta buona
che impara qualcosa, quell'energumeno fatto vampiro, ed entro.
Mister faccio il muto così sembro più affascinante non parla
ma si osserva attentamente attorno. Vedo le sue pupille brillare sinistramente
nel prender nota dell'ambiente, sembra quasi un predatore che stia sondando
il territorio e questo mi provoca un poco signorile arricciamento del naso.
Ma cosa crede che l'abbia portato tra nemici? Sono indignato ecco! Neanche
se l'avessi consegnato direttamente in pasto a un cacciatore avrebbe quell'espressione
di vigile controllo. E io che me lo immaginavo spalmato come un bon bon tra
le lenzuola di seta del mio letto a baldacchino. Ovvio che anche io possieda
un magnifico letto delle dimensioni adeguate ad appassionati accoppiamenti,
mica posso far sesso nella cripta!
Comunque, continuo a stargli appiccicato, non sia mai che rinsavisca e comprenda
che io sia decisamente più appropriato come compagnia di Freyric!
Non appena sembra aver terminato di passare al vaglio tutto il perimetro del
locale, e aver scrutato ogni singolo volto presente, (per altro mi domando
come mai gli altri non battano ciglio di fronte alla sua avvenenza, anziché
precipitarsi con la lingua di fuori da me per essere presentati, ma probabilmente
sanno che perderebbero indignitosamente a paragone con la mia persona), si
volta verso di me, finalmente aggiungerei, e mi fissa dal basso in alto, anche
perché il contrario sarebbe difficile, visto che lo supero di almeno
un paio di spanne in statura.
Lo guardo abbastanza impassibile, non sia mai che si creda in vantaggio su
di me, e aspetto la sua mossa.
"Freyric non c'è. Immagino che vi vedrò domani sera."
E con un movimento grazioso della testa mi saluta. Tutto qui, nulla di particolare
ma io esulto tra me e me.
Ah ah! Lo sapevo! Questo era un invito manifesto! Bene, bene, ti sei dichiarato
mio bel ninfetto, ormai manca poco e sarai del tutto mio.
Dite che non era un reale appuntamento? Non capite niente, come al solito,
beh ora devo proprio salutarvi.
A domani sera miei cari, devo meditare una strategia per farlo uscire allo
scoperto e devo impiegare tutte le mie risorse! So essere un paziente cacciatore
e la mia preda ha appena dato prova di aver annusato l'aria, quindi vi aggiorno
al calar delle tenebre! Sogni di oscurità a tutti!
-Giovedì-
Oh su, su sbrigatevi! Non ho tempo da perdere! Devo andare immediatamente
al club di noi vampiri! C'è quel saputello che mi aspetta!
Non fate i pignoli, non ho voglia di starvi a sentire. È un mero ed
effimero dettaglio il fatto che non abbia menzionato di ritrovarci insieme,
in fin dei conti ha detto che probabilmente ci saremmo rivisti, no? È
semplicemente un modo garbato e discreto per farmi capire che è pronto
a lasciarsi andare con me.
Ma che ne sapete voi! Zitti e lasciatemi lavorare, devo concentrarmi sull'abbigliamento
più adatto. Dovrò apparire ricercato, bellissimo, intrigante,
anche se appena appena distaccato.
Beh mettergli un po' di paura sul fatto che io non lo degnerò di un
secondo sguardo non è male come tattica, no?
Bene. Dopo il giusto tempo sono pronto. Sono o non sono semplicemente un'apparizione?
Quasi quasi potrei eguagliare le gesta di Narciso e innamorarmi del mio riflesso,
ma ora ho un obiettivo differente per la mente. Comunque devo ammettere di
essere estremamente sensuale con questa camicia nera di raso lucido e con
questi pantaloni che modellano meravigliosamente le mie grazie. Inoltre questo
gel, prodotto che ho acquistato più per curiosità che per reale
intenzione, è stato davvero una sorpresa. Ha fissato i miei capelli
nel modo esatto che volevo! Per una volta tanto questi sciocchi ciuffi corti
e ribelli sono al posto che dico io, ovvero nella giusta posizione sulla fronte
e le tempie, in modo che pongano ancor più in evidenza il magnetismo
del mio sguardo.
Per tutte le ombre! Ancora non è arrivato! E se fosse già stato
qui e se ne fosse riandato? E se avesse trovato Freyric e non fosse più
interessato a venire qui? E se non lo rivedessi? Come posso...
"Buonasera Elliot."
Argh! Ho saltato come un povero felino in presenza di un cane... che pessimo
paragone, le mie capacità letterarie stanno decisamente peggiorando,
ma oh luna splendente, quant'è bello!
"Buonasera Francis..."
Perché sto usando questo tono roco? Non lo sto mica invitando in un
letto! Lo sto semplicemente salutando, dovrò cercare di tenerlo a mente!
Anche se non è propriamente semplice... visto che su di lui il nero
ha un effetto ancor più meraviglioso che non su di me, il che per altro
è tutto dire! Mah, saranno i capelli biondi o gli immensi occhi azzurri,
o quella bocca di rosa. Sì, sì ho capito, la smetto di perdermi
in contemplazione estatica e vado avanti. Dove? Ma nel mio piano di conquista!
Siete diventati anche sbadati adesso?
"Avete per caso visto il signor Hagen?"
Eh no! Ci risiamo, ecco che ricomincia a parlare di Freyric! Ma perché?
Questa è una congiura, ecco! Provo interesse per qualcuno dopo secoli
e lui invece è invaghito del mio miglio... aspetta, aspetta! L'ha chiamato
per cognome! Quindi o fanno uno strano giochino erotico o non è il
suo amante, perché altrimenti lo chiamerebbe quanto meno per nome!
Giubilo e gaudio! Cosa? Ho meccanismi mentali e associativi molto lenti? Ma
cosa volete sapere voi di cosa sto, inaspettatamente aggiungerei, provando
per questa visione fatta uomo...
No, non è che sia completamente uscito di senno e compostezza, semplicemente
sto assaporando la pregustazione di una meta ambita; è come l'anticipazione
del Natale, quel misto sottile di gioia e aspettativa verso una sorpresa che
sai attendere solo te. E sì, è inutile che tergiversiate, lui
alla fine vorrà me.
"No, ma se volete ho recuperato il suo numero di telefono, ieri sera
non l'avevo con me..."
E questa proposta da dove è saltata fuori? Accidenti, mi sta facendo
anche ragionare poco lucidamente, è meglio che mi dia una calmata.
"Ve ne sarei molto grato."
Stelle del cielo che brillate ed esaltate la mia beltà! Cosa non farei
per rivedere di nuovo questo sorriso indirizzato a me! Bene, bene, come sospettavo
sono proprio sulla buona strada. È stata un'ottima idea quella di proporre
una telefonata, tra l'altro sono quasi certo che Freyric non risponderà,
dato che non si porta mai appresso il cellulare, e quindi avrò fatto
una splendida figura, senza avere il problema di ritrovarmi il mio amico tra
i miei adorabili piedini.
Gli sorrido con un pizzico di arroganza, che non guasta mai quando si vuol
far colpo e ci si vuole mostrare sicuri di sé, e digito il numero.
Tanto basteranno cinque, sei squilli a vuoto e poi...
#Sì? Che succede Elliot? Non mi cerchi mai al telefono...#
... Non solo ha risposto, ma addirittura al secondo squillo... grrr! D'accordo
pensiamo all'eccellente sangue caldo che gusterò al mio rientro e calmiamoci.
#Freyric, che piacere sentirti... c'è qui il signor Francis Deroux
che ti cerca e ho pensato di fartelo sapere..."
#Francis Deroux è qui? Dove siete?#
Ma non potevi avere un impegno improrogabile? Per tutte le nere ombre!
#Al club, caro...#
#Elliot? Ma stai bene? C'è qualcosa che non va? Hai un tono zuccheroso
tendente al veleno...#
Mi conosci mio caro, e non mi va che vieni, ci vuole tanto a capirlo? Sigh,
non tutti possono essere intuitivi come me.
#Tutto benissimo, ti aspettiamo qui?#
#Sì, arrivo subito.#
Ma non ti affaticare, mettici pure tutta la santa sera!
#Mmm, mmm, a tra poco.#
Francis mi guarda con i suoi meravigliosi occhioni e mi rivolge un piccolo
cenno di ringraziamento con il mento, io sorrido in risposta, schermendomi
per il mio gesto. Beh, un po' di scena fa sempre bene, in fin dei conti.
Sì ma questo silenzio non mi piace... "Ditemi signor Deroux, siete
francese?" Lo senti come scivola dolcemente arrotondato il tuo nome sulle
mie labbra? Immagina cosa potrei fare con la mia lingua su di te...
"Sì, esatto."
Sempre esaustivo e logorroico, non c'è che dire! Possibile che sia
un musone? Sarebbe proprio uno spreco con quel bel faccino che si ritrova.
"Adoro la Francia, per quanto vi sia stato solo un paio di volte in tutta
la mia esistenza..."
E adoro i suoi denti e il suo sorriso, davvero, sono uno spettacolo magnifico,
almeno quanto una mia foto, ma se osa nuovamente mostrarmeli con quell'espressione
di condiscendenza potrei commettere qualcosa di cui pentirmi in futuro.
"Elliot, signor Deroux."
Ma perché, per tutta la grazia dell'eburnea luna che ci sovrasta, è
già arrivato Freyric? Si è tramutato in un corridore dell'antica
Grecia? Uno di quelli che faceva le olimpiadi o che le fa tutt'ora? Perché
altrimenti non si spiega la velocità con cui è arrivato, e poi,
sigh, è ancora più bello del solito con questo dolcevita grigio
che esalta la sfumatura dei suoi occhi. È ingiusto!
"Ero qui vicino quando mi hai telefonato."
Ecco perfetto, e ora che dovrei fare, lasciare i due piccioncini da soli?
Mi rifiuto!
"Signor Hagen potrei parlarvi in privata sede?"
... È una congiura, sì, non c'è altra spiegazione, altrimenti!
"Certamente, ma fatelo anche in presenza di Elliot, non c'è alcun
problema."
Oh Freyric dolce creatura del mio cuore, tu sì che mi capisci e mi
vuoi bene! L'ho sempre detto che sei il mio migliore amico! E tu, mio carissimo
Francis, osa pensare di lasciarmi indietro e ti accorgerai con chi hai a che
fare.
"Come desiderate, per me non fa alcuna differenza."
Si volta ed esce e noi come pecorelle ammaliate dalla prospettiva di un lauto
pasto gli andiamo dietro. No. Questo paragone è ancor più terrificante
di quello sugli insetti, non mi definirò mai più, una pecora.
Sono esseri davvero disgustosi e privi del benché minimo intelletto
e poi puzzano!
Comunque, dopo una passeggiata avvolta dal più pesante silenzio che
io ricordi da un paio d'anni a questa parte, e mi domando ancora perché
io non lo abbia distrutto con il mio eloquio forbito, spiritoso e affascinante,
ci ritroviamo davanti al più anonimo albergo della città.
Francis, ma devo proprio educarti ad una cultura del bello e del raffinato!
Povero angioletto, d'altronde non è mai stato a contatto con me, come
poteva?
Una volta all'interno della sua stanza, che in verità parrebbe disabitata
se non fosse per la valigia accuratamente chiusa, posta in un angolo, lui
si dirige a un'insospettabile cassaforte celata dietro un mobiletto squallidamente
di plastica, e ne tira fuori un grande involucro di velluto.
Freyric si avvicina e passa la mano sopra il tessuto, prima di sollevarlo
e tirare fuori un volume dall'aria antica, bordato di ricami aurei.
Un libro. Doveva dargli un libro. E io mi sono fatto tutte queste paranoie
assurde per un libro? Cielo notturno! Ora sì che non ci sarà
niente che potrà impedirmi di renderlo mio! Neanche la sua pudica ritrosia!
Secondo voi non è affatto pudicizia quella che ostenta? Tsk.
"I miei sentiti ringraziamenti signor Hagen, mi avete evitato un nuovo
viaggio a Parigi. Estendeteli anche al signor Osbourne."
"Sarà fatto, d'altronde Oscar ha ritenuto che non fosse il caso
di spedirlo, visti la sua rarità e il suo valore."
Ehi, ehi, e ora questo chi è? Perché passata una minaccia ne
nasce subito un'altra?
"Ha fatto benissimo, salutatemi il vostro socio."
Oh. È il socio. Ehm, no non è che sia allarmista, è solo
che prendo le mie precauzioni, tutto qui. Se devo abbattere un avversario
è necessario che sappia contro chi mi sto confrontando, no?
Rieccolo che annuisce, è di poche parole davvero, e non solo con me,
che sarò la luce dei suoi occhi!
"Ora devo congedarmi, avevo un altro appuntamento. Se lo sentite prima
di me, dite al signor Osbourne che ora siamo pari. Elliot vieni con me?"
Cosa? No! Ma perché? Ora non ho scusanti per rimanere! Freyric questa
te la faccio scontare!
Mi limito ad annuire a denti stretti, pronto a esibirmi in un saluto che rimarrà
nella memoria di Francis a lungo, quando lui mi previene.
"Elliot? Dato che non conosco affatto la città, pensavo, vi andrebbe
domani sera, se non avete altri impegni, di farmi da guida?"
Sì! Gioia! Gaudio! Tripudio! E più prosaicamente: trionfo! Vittoria,
vittoria! Bene, ora è il momento di mostrarsi freddi, eleganti e composti.
"Ma certamente, vi vengo a prendere in albergo."
Ecco, questa è la dimostrazione che, a volte, la pessima influenza
dei tempi moderni mi ha contagiato. Sono finito ad assomigliare a un adolescente
impaziente, sgarbato e goffo. Io e goffo. Nella stessa frase. Luna bianca,
che orrore! Persino Freyric sta ridendo di me, considerato che sta faticando
a mascherare un sorriso! Questa frase finirà negli annali dei motti
da non ripetere. Mai.
"Perfetto. A domani sera."
Eh? Non se n'è accorto? Possibile che sia ansioso allo stesso modo?
Anzi, certo che sì, ma che paranoie mi faccio? Era ovvio che bramasse
di incontrarmi e che ogni sillaba fuoriuscita dalle mie labbra sia per lui
un canto degno di quegli esseri pennuti e dotati di aureola, altresì
chiamati angeli.
"A domani."
Sì, questa volta il tono insinuante e assolutamente irresistibile,
nonché da orgasmo immediato, mi è riuscita alla perfezione.
D'altronde mi viene naturale come respirare. Non respiro più? Sciocchi
dettagli privi di importanza.
"Hai fatto colpo e lui ti piace, mmm?"
Ovviamente il mio caro Freyric è perspicace e abbastanza discreto da
rivolgermi la domanda quando siamo sufficientemente lontani.
"Esatto mio caro."
Perché scuote la testa?
"Ti auguro di divertirti, ma non credo che sia proprio come te lo raffiguri,
sai?"
"Mmm?" Ma di che parla? Non sarà mica geloso o invidioso,
no? Non sarebbe da lui!
"Beh, devo andare, ci vediamo presto, ok? Poi mi dovrai raccontare tutto."
"Certo, carissimo, buona serata!"
Ora che se n'è andato è meglio che mi diriga alla mia abitazione,
devo decisamente scegliere cosa mettermi, e non sarà affatto semplice!
Sogni di scarlatto raso a tutti!
-Venerdì-
Svelti, svelti, svelti! Veloci o rapidi se preferite, basta che vi sbrighiate!
Cosa? Perché tutta questa fretta? Ma l'avete scordato che questa sera
ho un appuntamento con lui? Mi sono alzato al tramonto apposta, mi sono concesso
un lungo bagno rilassante e ho indossato i vestiti che ieri sera ho preparato
dopo un vaglio minuzioso e sofferto.
Non sono semplicemente un essere di cui innamorarsi? Guardate come questa
camicia aderente di seta rossa esalta la mia carnagione e il mio sguardo profondo,
quasi declamasse a piena voce visioni proibite e conturbanti, e come questi
pantaloni scuri inneggino all'essere tolti per mostrare la bellezza suprema
che celano a stento. E poi, il gel è proprio un tocco di classe indiscutibile
che fa venire voglia di passare le dita tra i capelli e scompigliarli, per
eguagliare l'aspetto che dona un rapporto appassionato e sensuale.
E ora eccoci qui, ad attenderlo nella hall dopo averlo fatto chiamare da questa
insulsa centralinista, che se continua a sbattere gli occhi nel tentativo
di ammaliarmi finirà per prendersi una congiuntivite per colpa del
mascara scadente che porta.
Come? Vi chiedete perché non vi abbia narrato il percorso da casa mia
all'albergo? L'ho fatto per voi, ingrati, visto che ogni volta che faccio
cenno alla mia bellezza la vostra invidia fa capolino. Che c'entra? E cosa
pensate che abbia fatto? Mi sono specchiato in ogni superficie sufficientemente
lucida per controllare di essere perfetto! Dubito che voi avreste apprezzato
i continui rimandi a qualcosa che voi non possiederete mai.
Oh! Eccolo! E sì, è inutile aggiungerlo di nuovo, forse, ma
è proprio irresistibile ammantato di nero! Questo non colore è
fatto su misura per lui!
"Buonasera Elliot."
"Buonasera a voi, Francis, andiamo?"
Cosa? Perché sono così deciso? Beh devo rimediare alla mia imperdonabile
frase di ieri, e devo distrarlo un pochino dalla mia avvenenza, non vorrei
che facesse qualche gesto inconsulto, tipo strapparsi i vestiti e implorarmi
di potermi venerare, fin quando non siamo in un luogo abbastanza intimo e
riparato.
No, non sono esagerato e non sarebbe malato di mente se compisse un'azione
normale, sarebbe una probabile conseguenza della mia vicinanza, tutto qui.
Ovviamente mi dimostro un eccellente oratore, sebbene a voi risparmi tutte
le manfrine che qualunque vecchio abitante della città potrebbe esporvi,
e Francis sembra apprezzarlo, concedendomi sagaci e argute risposte.
Dopo un lungo peregrinare, casualmente (spero di non dovervi spiegare che
non è frutto del caso ma di una ben meditata strategia, vero?), ci
ritroviamo nel parco in cui l'ho visto per la prima volta. Camminiamo in silenzio
e io, volutamente, mi sposto affinché gli spruzzi della fontana mi
colpiscano appena la schiena, portandomi a inarcarla.
Dite che è eccessivamente provocatorio? E secondo voi perché
l'ho fatto?
Shh! Non mi disturbate! Sembra che abbia funzionato, perché mi ha puntato
prima le labbra, poi gli occhi e sta per parlare! Shh, ho detto! Devo sentire!
"Sapete Elliot? Dal primo momento in cui ho incrociato il vostro sguardo..."
Me ne sono innamorato perdutamente, al pari di tutto il resto, oh sì!
Esiste una giustizia che guarda benevolmente agli esseri sublimi come me!
" ... mi sono reso conto che voi siete attratto da me."
Eh? Cosa? Dove? Come? Fermi tutti! E cosa dovrei dirgli? Negare? Non sia mai
che perda il mio orgoglio, ma non posso negare! Per tutti i suoni della notte,
e ora? Se ripete nuovamente quel sorrisino però lo azzanno...
"Tuttavia, c'è da dire che per qualche misterioso e inspiegabile
motivo anche io sono decisamente attratto da voi."
Sì! Sì! Sì! Lo sapevo, lo sapev... aspettate un attimo.
Per qualche misterioso e inspiegabile motivo? Ma come osa?! Con me ha chiuso!
Piccolo verme! Ne posso trovare altri centomila migliori di lui e che sappiano
riconoscere i miei indiscutibili merit... mmm, wow!
Però! Sa decisamente usare la lingua, anche se non per parlare. Ma
come ha fatto questo scricciolo a farmi abbassare e a baciarmi senza che io
nemmeno me ne accorgessi? E come bacia! Mai provato nulla del genere.
Mi ha catturato le labbra con le sue, conquistandole, sottomettendole e costringendomi
a reprimere un gemito di piacere che non emettevo più da quando ero
in vita. Ha invaso la mia bocca con la sua lingua vellutata e mi ha fatto
arrendere alla sua prepotente, sadica ed eccitante penetrazione, quasi volesse
simulare inimmaginabili godimenti da farmi subire, oh sì non vedo l'ora
che si dia da fare, perché se bacia così voglio decisamente
gustare il resto!
Ehi! Un istante! Ma da quando in qua sono io a subire? Con un tipo del genere
poi! Ma scusate i passivi non li forniscono in formato standard? Tutti carini,
dolciosi, con gli occhioni grandi, le labbra di zucchero, perché, stelle,
che labbra che ha e che sapore incomparabile si ritrova, i capelli morbidi
e profumati, la carnagione candida e un fisico minuto ma attraente e molto,
molto piacevolmente modellato? E allora? Perché sembra che sia io a
stare sotto? No, no devo mettere immediatamente in chiaro chi comand... mmm,
ma chi se ne importa se mi dà certi baci. In fin dei conti le mode
cambiano e i tempi passano. D'accordo, basta pensare, scusate, vi saluto per
un po'!
Oh! Carissimi ben ritrovati! Cosa? Dove sono e cosa sto facendo? Nel mondo
dei sogni, non si spiegherebbe in altro modo il benessere e la serenità
che sto avvertendo tra le sue braccia. E sì, sono ancora tra le sue
braccia, in questo splendido parco, teatro del nostro incontro, e comodamente
semi sdraiato su una panchina e sulle sue gambe. Mmm è una sensazione
sublime, davvero.
"Elliot?"
"Sì?"
No, non sto cinguettando come un fringuello in amore, insolenti e maleducati
spioni!
"Domani sera devo partire, mi attendono in Francia per un lavoro..."
Bieco sfruttatore di giovani virgulti! Come osi! Prima amoreggi con me, mi
baci fino a farmi perdere la ragione, mi stuzzichi languidamente con la prospettiva
di approfondire il tutto in una deliziosa camera dalle lenzuola aromatizzate
alla cannella o alla mirra e poi che fai? Mi dici che te ne vai? Ma io ti...
"... che ne diresti di venire con me? Visto che ti piace tanto la Francia
e che l'hai vista solo due volte..."
... Eh sì, non è stata proprio una cattiva idea quella che ebbi
un paio d'anni fa di comprarmi una stella tutta mia. Ne vale la pena se poi
ti concede favori del genere, chi se ne importa dei soldi che mi è
costata! Se li merita tutti! Quasi, quasi, ne acquisto anche un'altra per
i casi d'emergenza! D'altronde il cielo non può che giovarne della
presenza dei due suoi astri più brillanti! Di quali parlo? Ma siete
sciocchi? Ovvio, di quelli che portano il mio nome, ma ora ho da fare, silenzio!
"Sì."
Eh? Sto continuando a comportarmi come un timido passerotto senza voce che
prova a corteggiare qualche suo simile? Tzè! Non capite nulla.
"Bene, allora sarà il caso che vai a preparare i bagagli, vuoi
una mano? Ho l'impressione che ti porterai un'infinita di valigie."
No, non mi sta portando in giro, quel sorrisino è di compiacimento
perché curo il mio aspetto e lui ne è fiero, visto che gli farò
fare una bella figura, presentandomi al suo fianco. E non dite nulla perché
vi ignoro.
"Sì, magari puoi fermarti da me, poi domani sera passiamo al tuo
albergo, saldi il conto e ritiri i tuoi bagagli..."
"Certo, era ovvio che facessimo così."
Non è arrogante, è solo felice e lo dimostra in un modo tutto
suo. Sono stato sfacciato? Ma suvvia, siate moderni e di mentalità
aperta visto che avete vita breve!
Mmm mi piace camminare al suo fianco, e mi piace anche lo sguardo che mi rivolge,
mi fa salire un brivido di aspettativa che ho proprio voglia di appagare nel
più lussurioso dei modi!
Or dunque miei fedeli seguaci, affermerei che è giunto il momento di
salutarvi, so che non ho completato come si deve le mie memorie, né
vi ho dedicato una settimana intera, ma il successo non mi è indispensabile,
e in definitiva può decisamente attendere, questo bel bocconcino no.
Dite che ho fatto in fretta a invaghirmi e decidere di seguire questo vampirello
dall'indole discutibile? E secondo voi io ho passato tre secoli su questa
terra e non ho ancora imparato a cogliere le occasioni al volo?
Non lo conosco quasi e potremmo scoprirci insopportabili a vicenda? Probabilissimo,
ma è proprio questo il bello! La lenta scoperta reciproca, quel gioco
malizioso fatto di piccoli passi alla volta e di minuscoli cambiamenti per
adattarsi perfettamente l'uno all'altro... e no, maniaci! Non sto parlando
solo di questioni di letto, anche se già ne prevedo delle belle con
tutto il fuoco che ha dimostrato di possedere Francis. Mi brucerò?
Ma portate sfortuna a voi stessi, non agli altri! E poi è soltanto
un viaggio, potrei sempre stancarmi e decidere di tornare indietro!
Bene, potrei narrarvi la nottata eccitante che mi si prospetta davanti, ma
mi dispiace, ho risolto di serbarla unicamente per me, quindi la nostra avventura
termina qui, ma non dimenticate, potrei sempre riapparire dalla nebbia.
Quando le ombre si allungano e il sole scompare dal vostro cielo... non abbassate
la guardia e proteggete il vostro collo, potrei sempre decidere di aver fame...
e continuare il mio libro.
Era più d'effetto concludere senza l'accenno al libro? Tsk, lo ribadisco
per l'ultima volta, fortunatamente, ... voi umani non capite nulla!
Fine ^^;
(*) Per nessuno è indispensabile seguire il cammino del successo. - Lucio Anneo Seneca, da "Epistolae Morales ad Lucilium, Liber III"-
Lo so che ho scomodato un grande autore per questa demenzialità, ma
mi è venuto in mente solo questo come titolo, chiedo venia ^^;