- capitolo unico -

Disclaimers: I personaggi appartengono a Yoko Matsushita.
Nota 1: Non potevo non scrivere o almeno provare a farlo una storia su questo personaggio. Mi ha letteralmente affascinata e conquistata... e non solo per le sue 'oscure' vicende passate o per il suo aspetto fisico (*______*) ma per come si rapporta agli altri e per come va avanti, indifferente a tutto se non a ciò che gli preme.
Nota 2: Vi sono lievissimi spoiler al volumetto 11, ma non avendolo letto mi sono basata solo su alcuni particolari che mi servivano per la storia. -__- Purtroppo non si conosce il risvolto che avrà YnM dopo l'undicesimo volume... io ho solo fantasticato un possibile risvolto della situazione.
Note 3: Le parti in corsivo sono tratte dal manga.
Ringraziamenti: Alla legittima creatrice che, per quanto folle possa essere, ha il merito straordinario di aver creato personaggi stupendi.
Dediche: Alla mia sorellina Tes per essersi dimostrata, nel corso della giornata trascorsa insieme, una persona veramente eccezionale. Grazie davvero per le stupende ore che abbiamo passato e per la pazienza avuta nel seguire me e la mia dolce metà e le nostre relative follie, senza lamentarti ^*^
Alla mia dolce Saku per tutto quello che mi dona costantemente, per la gioia che mi fa provare in ogni attimo, per la capacità di esserci sempre e comunque nonostante a volte non possa starmi fisicamente accanto. Sei quanto di più bello e speciale potessi sognare. ^*^
Grazie di esistere tesori! ^*^

Nameless flames



















POV TOUDA

Lascio scivolare pigramente un'ultima volta il mio sguardo su ciò che mi circonda poi, stanco del mio essere immoto, salto agilmente a terra.
Attutisco perfettamente, con un lieve piegamento delle ginocchia e senza alcuno sforzo, la notevole altezza da cui sono sceso.
Non risento minimamente di questi gesti che gli altri potrebbero paragonare a sforzi eccessivi.
Per me sono all'ordine del giorno.
D'altronde quello che sono mi favorisce e mi dona qualità fuori dal comune e dall'immaginazione.
Bisognoso di movimento mi avvio con passo morbido al limitare del bosco circostante la nostra... dimora Tenku.
Mi addentro nella vegetazione senza innalzare una particolare guardia.
Nessuno sarebbe tanto sciocco da osare sfidarmi a meno di non volere una rapida morte.
Nessuno attenterebbe alla mia esistenza ora che sono libero, essendosi diffusa la notizia del mio status eccellente di forma e potenza.
Solo Suzaku potrebbe avere l'ardire di contrappormisi, ma in questo momento è assente quindi non devo guardarmi nemmeno da lei e dai suoi attacchi sempre più frequenti.
Il fogliame verde e brillante mi avviluppa, quasi a volermi comunicare una sensazione di estraneità.
Anche delle semplici piante riconoscono in me il reietto.
Non me ne curo affatto, procedendo anzi più lentamente, quasi a voler istigare queste patetiche erbacce a darmi contro.
Il mio intento è altamente infantile, ma non sopporto di vedere qualsiasi inutile creatura ostentare verso di me un qualsivoglia atto di superiorità.
Loro non sanno, loro non comprendono...
Il cielo terso e le melodie incantate prodotte dai piccoli volatili abitanti tra queste fronde, i giochi di colore e luce che si intrecciano magistralmente, creando spettacoli senza pari, la soavità dei profumi di fiori rari e preziosi, inviterebbero ad elevare preghiere di ringraziamento, per la pace e la tranquillità che qui regnano incontrastate, ed elogi estatici rivolti all'immensa bellezza qui racchiusa.
Tutto sembrerebbe portare ad una celebrazione di omaggio alla vita.
Un sorriso sarcastico affiora alle mie labbra apportando una debole modifica alla mia espressione solitamente impassibile.
La tentazione di cancellare tutto questo in un fugace attimo emerge prepotente all'interno del mio animo corrotto.
Sale avvolgendomi con un piacevole tepore che riscalda le mie membra gelide come il dolce fuoco poco prima della mia trasformazione.
La vita?
Dolore, sofferenza ed agonia senza fine.
L'ho sempre pensato, l'ho sempre creduto.
Per questo sono diventato il PECCATORE, il signore incontrastato del nulla.
Dalle mie mani umane e dalle mie labbra di tenebroso serpente scaturisce un potere infinito.
Porta alla desolazione completa.
Vortici e spirali di fiamme brucianti si condensano in lingue di fuoco nere avvolgenti.
Distruzione, morte... fino ad arrivare al Niente.
Sono il padrone dell'annientamento totale.
Ne sono il dispensatore e l'evocatore.
L'oscuro guardiano, temuto ed evitato, allontanato da tutti per il dono ricevuto alla nascita.
Valuto seriamente per un istante l'ipotesi di lasciarmi andare, di prendere la mia forma animale e incendiare tutto, lasciare che spire di voluttuoso fumo si espandano nell'aria per poi lasciar posto al nero vuoto.
Ma mi pondero.
Una volta in risposta a Tenku affermai che io vivo come desidera Tsuzuki ed è vero.
Niente e nessuno potranno mai farmi andare contro il suo volere.
Lui è l'unico essere che abbia poggiato piede su una qualsiasi terra e che io rispetti, stimi ed ammiri.
Se lui fosse qui mi impedirebbe di farlo e quindi rispetto la ferrea volontà che so animerebbe quei grandi occhi violetti ricolmi di dolore.
Tsuzuki...
Un nome, un cuore.
E questo non si trova in tutti, anzi non l'ho mai visto in nessun altro.
Una creatura fatta di luce bianca, avvolta però da fitte tenebre oscure che lo imprigionano tentando di sconfiggerlo e farlo arrendere continuamente.
Perchè tutti agognerebbero a vedere la fine di una cotal gemma.
Ma la sua anima anche se stanca è forte e combatte senza lasciarsi andare.
A volte è vittima di incertezza e cede, ma subito si rialza, fieramente pronta a contrastare il nulla che prova a sopraffarla.
Perchè dalla sua parte ha un alleato imbattibile.
Una forza a paragone della quale tutte le altre svaniscono sciogliendosi come frammenti di pietra in mezzo alla lava incandescente.
L'amore.
Un amore intenso, vivido e pulsante che riversa su chiunque ne abbia necessità, senza risparmiarsi ne dubitare mai.
L'ha fatto anche con me l'emarginato escluso dal mondo con marchi di infamia.
Vivevo relegato nel ventre di Tenku, lo 'zio' shikigami a forma di abitazione.
Ero imprigionato, legato da spesse catene che mi impedivano di muovermi.
Sostavo nel fitto buio con l'unica compagnia di me stesso e degli infiniti attimi senza tempo che trascorrevano sulla scia dei miei pensieri di distruzione.
Coperto solo dai miei lunghi capelli neri che mi contornavano come fili sottili, solleticandomi il corpo, rimanevo immobilizzato perso in ricordi privi di effettivo valore.
Nemmeno l'ipotesi di una possibile vendetta saziava il mio io, non mi sfioravano speranze senza realizzazione, il mio pragmatismo vigeva attento e sicuro anche in quella situazione.
Forse proprio grazie a quello andavo avanti, giorno dopo giorno, notte dopo notte, anche se per me non vi era differenza visto che non uno sprazzo di luce veniva ad intercalare il passare delle ore per rendermi partecipe quale fosse l'astro che danzava nel cielo.
Quelle ore senza fine erano l'unico supporto tangibile al vuoto e alla solitudine che serpeggiavano in me, incontrastate.
Eppure qualcuno sfidò il silenzio e le tenebre.
Sconfisse la staticità immutabile in cui versavo, protendendomi una mano.
Come un tiepido raggio di luna argenteo, che penetra dalle imposte lasciate appena dischiuse o dalla serranda semi abbassata, apparve davanti a me Tsuzuki.
Un lieve e dolcissimo sorriso ad illuminarne i tratti fini e perfettamente cesellati in cui splendevano, come viole bagnate dalla prima rugiada dell'alba, tenere iridi della medesima sfumatura di quei delicati fiori, rischiarate da una grazia e da una premura che non avevo mai incontrato in tutta la mia esistenza.
La sua mano tesa irradiava una sicurezza ed un'affidabilità che sciolsero in un istante secoli di remore e diffidenza.
E la soavità e la bellezza della sua voce determinò in me il cambiamento.
"Non aver paura di me. Sono dalla tua parte. Su... vieni con me... Touda"
Era come se avesse letto in me il mio desiderio di essere libero e di rivedere la luce del sole.
Non perchè mi fosse effettivamente mancata o mi fosse necessaria ma perchè le mie membra aspiravano al moto e al contrasto con il vento.
Bramavo il contatto dell'aria fresca sulla pelle e rabbrividivo di disgusto ogni volta che un caldo soffio dall'odore stantio mi arrivava da una piccola fessura della parete interna.
Volsi i miei occhi scuri e penetranti verso di lui.
Li riempii di freddezza, durezza e follia.
Volevo metterlo alla prova.
E di nuovo mi parve che un raggio di luce pura e candida mi avvolgesse quando il suo sorriso si fece ancora più dolce e quasi complice.
Le catene magicamente mi lasciarono quando accettai tacitamente la sua proposta non espressa.
Sarei diventato un suo Shikigami.
La sua ombra e come appartenente ad uno dei dodici Shinsho esistenti avrei devoluto la mia volontà, la mia forza ed il mio potere, sottoponendoli ai suoi.
Nacqui a nuova vita.
Riacquistai completamente la forma, mi tagliai i capelli, celai il mio sguardo al mondo tramite una maschera che portavo costantemente sulla parte superiore del mio volto e cominciai a portare dei guanti decorati con scaglie di serpente e muniti di artigli, in modo da essere ancora più facilmente riconoscibile.
Ma la cosa a cui dedicai più tempo fu conoscere il mio nuovo signore.
Non mi sorpresi minimamente nel venire a sapere che tutti gli altri Shinsho si erano piegati al suo volere, diventando i suoi Shiki.
Tsuzuki possiede un'aura avvolgente e calda, un carisma privo di violenza ma carico di vitalità ed entusiasmo.
Ma ciò che più ci attrae, rendendoci suoi servitori fedeli, è il suo dolore sordo che mai trova sfogo ma che si nasconde nelle profondità nascoste del suo essere.
E' una presenza tenuta sotto controllo, vigilata e celata, quasi dimenticata, che a volte affiora solamente nel suo sguardo o nella piega desolata delle labbra morbide e sensuali.
Forse il nostro compito consiste proprio nell'evitare che prenda pieno possesso del suo essere ed esploda, non lasciando possibilità di scampo per nessuno.
Perchè avrebbe un impatto devastante vista la sua immensità e la sua intensità...
Ma di questo non ci è dato conoscere perchè poche sono le volte in cui Tsuzuki non è riuscito a trattenersi.
Possiede l'invidiabile capacità di sapersi sempre frenare anche quando la sua sofferenza sembra sul punto di soffocarlo fino a lasciarlo senza respiro e voglia di andare avanti.
E io non sono mai stato richiamato da lui.
Per via della reale valenza del mio dono oscuro.
Una sola volta, in un'unica occasione, l'ho visto trasformarsi in preda all'angoscia più estrema... e lasciarsi avvolgere dal nulla.
Fu allora che mi chiamò.
Mi invocò chiedendomi di distruggere tutto con il mio fuoco, di dissolvere nel vuoto oblio senza termine il suo corpo ed il suo spirito.
Agognava e sospirava la fine.
Della sofferenza, della gioia, troppo fugace e momentanea per appagarlo ed invogliarlo a continuare ad esistere, della solitudine che in lui risuonava forte come in me.
Mi domandai per un istante se fosse ciò che voleva realmente, aveva molte persone vicino che tenevano a lui e a cui lui era affezionato.
Nonostante il mio lato istintivo mi gridasse a piena voce di bruciare tutto glielo chiesi ugualmente.
"Non te ne pentirai Tsuzuki? ... Le mie fiamme nere dell'inferno sono le fiamme malvagie che può annientare addirittura il tuo corpo... Siccome è un fuoco a doppio taglio hai sempre evitato di darmi ordini, non è così?"
Lui rispose con una rassegnazione che fece ruggire il mio essere ed incendiare più intensamente il mio sangue.
Mi dimenai nell'aria spargendo le lingue di fuoco nero che ridussero in un cumulo di macerie fumanti e cenere rappresa quel luogo nel giro di pochi minuti.
Durante il mio compito vidi con chiarezza quello che accadde successivamente.
Come quel ragazzino, compagno di Tsuzuki, fosse intervenuto rischiando per altro la sua vita, nel tentativo di salvarlo.
Non mi opposi ne intervenni.
Mi limitai a fare ciò che mi aveva richiesto il mio signore.
Non è detto che vivere significhi sempre essere felici.
Ne ero pienamente cosciente quindi perchè provare a fermare qualcuno che aveva deciso consapevolmente e razionalmente di porre fine alla propria incolmabile tristezza?
Al suo disagio di esistenza?
Suzaku tutt'ora mi rimprovera e mi odia per non essermi contrapposto aspramente e duramente al proposito di morte del mio padrone.
Non capisce che con quel mio gesto in un certo senso morivo anche io...
Ma non mi interessava... io volevo... soltanto liberare Tsuzuki... come lui ha liberato me... perchè non fosse più costretto a soffrire e tormentarsi... volevo dargli quella libertà che si chiama morte...
E questo Tsuzuki lo sa... era pronto ad accogliere quello svincolo dalle catene di dolore, rimorsi e sensi di colpa che lo attanagliavano, costringendolo a restare ancorato su questa terra.
Ma allo stesso tempo non lo era.
Perchè quando gli si è presentata l'occasione di ricevere una delle cose che maggiormente desiderava, ha rinunciato al suo intento nel giro di pochi istanti.
L'abbraccio caldo e disperato del suo partner, le sue grida ricolme di angoscia bloccarono gli istinti primordiali di Tsuzuki.
Ma ciò che fece realmente la differenza furono le parole pronunciate da quelle labbra sottili e dalla piega lievemente infantile "Non ti lascio! Non voglio più... stare da solo... Non lo voglio più perdere... per me è importante... Avevo deciso da tanto tempo... posso tornare... solo qui, vicino a te... "
Lessi anche i suoi pensieri.
Erano talmente forti ed intensi da arrivarmi dentro.
Di una purezza estrema e densi di un sentimento bruciante ancor più delle mie fiamme.
<Perciò non me ne andrò più. Non lascerò mai più questa mano. Nel mondo dove vuoi andare... Ti accompagnerò anche io... Tsuzuki...>

Non seppi o non volli dare un nome alle fiamme derivanti dal suo cuore ma mi resi conto che Tsuzuki non avrebbe più accettato di morire.
Non ero io la persona che poteva far realmente felice il Mio Signore... perchè anche se io volevo donargli la pace dell'oblio eterno, qualcun altro aveva il potere di regalargli ciò che Tsuzuki ricercava veramente per se da tempo immemore, senza rendersene conto, un soggetto su cui riversare completamente il suo amore, il suo affetto, la sua fedeltà e a cui dedicare totalmente la sua vita.
E lo ha trovato in un ragazzino dai grandi occhi verdi, dalle eccezionali doti empatiche, da un coraggio fuori dal comune e da una testardaggine ed una tenacia senza eguali.
Queste riflessioni provocano in me un notevole turbamento emotivo.
Strano, io impassibile e freddo a tutto, che mi lascio condizionare da un evento a me estraneo... o non proprio visto che riguarda l'unica persona per la quale farei di tutto e alla quale, sola fra tutte, ubbidisco.
Eppure anche poche ore fa sono stato vittima di un medesimo stato d'animo.
Quando ho visto lacrime di ansia e preoccupazione scivolare lentamente dalle ametiste incastonate nel bel viso del Mio Signore e scorrere sulle sue lisce guance d'avorio.
A questo ricordo accelero involontariamente l'andatura, pienamente preda di uno sconvolgimento interiore che mi porta a valutare seriamente l'ipotesi di intervenire, salvando autonomamente qualcun altro senza che Tsuzuki me lo abbia espressamente comandato.
Quando il vecchio Genbu, protettore del lato nord mi ha chiesto perchè mi importasse della sorte di Hisoka visto che non avevo mai provato neanche vaghi cenni di interesse per qualcuno che non fosse il Mio Padrone... la risposta mi è salita automaticamente alle labbra senza bisogno che io vi pensassi.
"E' perchè Tsuzuki tiene molto a lui. Altrimenti non me ne fregherebbe niente di quel moccioso"
Ed è di nuovo questo il centro della questione.
Perchè Tsuzuki piangeva a causa della sua scomparsa e dell'ostinazione di Soryu a non andare a salvarlo.
Kurikara ed il foro che ha creato per liberarsi, quello occupa la mente del guardiano orientale.
Kurikara e la possibilità di una nuova guerra che porterebbe alla distruzione del Gensokai.
Non mi sono immischiato, preferendo osservare tutto da lontano soprattutto in considerazione del fatto che le due guardie del Gensokai, Kojiro e Kotaro, i due fratelli corvo, hanno deciso di vegliare su di lui.
Ma ora... credo sia giunto il momento di muovermi anche io.
Mi è arrivata voce che Kojiro sia stato sconfitto da Kurikara e anche se sono convinto che Kotaro abbia portato in salvo Hisoka, mentre Tsuzuki e Soryu sono al cospetto del drago di fuoco è il caso che io vada a recuperare il ragazzino, in modo da metterlo al riparo e non far preoccupare ulteriormente Tsuzuki.
Mi si agita qualcosa dentro quando sento la sua tristezza... preferisco caldamente evitare.
Mi avvio rapidamente e silenziosamente, com'è nel mio stile ed in breve tempo ho abbandonato sia il bosco che la valle dominata da Tenku.
Non mi dirigo verso il deserto, conscio che solamente un varco dimensionale mi ci potrebbe condurre, ma vado direttamente dove sono certo Kotaro abbia scelto di proteggere il moccioso, il monte Kurama.
Una volta giunto noto una spada spezzata ed intuisco il combattimento svoltosi.
Cerco a lungo il ragazzino prima di trovarlo abbandonato e privo di sensi in un luogo abbastanza riparato.
Lo prendo tra le mie braccia con una smorfia di leggero disgusto e comincio a tornare sui miei passi.
Evito di trasformarmi nel mio aspetto animale in modo da non attirare troppo l'attenzione di eventuali inseguitori quindi procedo più lentamente ma dopo non molto faccio ritorno nel bosco ove era nata la mia decisione di farmi coinvolgere.
D'altronde ora il Gensokai rischia di vedere la fine a causa dei sempre più frequenti varchi e buchi dimensionali che si formano inaspettatamente.
Nonostante non mi premuri affatto la sua sorte visto che non mi dispiacerebbe morire sono altresì consapevole che fin quando esisterà Tsuzuki non cercherò la morte ma la eviterò con tutto me stesso.
Ho dedicato il mio presente ed il mio futuro a lui, legando il mio destino al suo.
Se cesserà di vivere lo seguirò, altrimenti continuerò a restare su questa terra.
Perciò anche se non aiuterò mai direttamente gli altri Shinsho a preservare questo mondo non li ostacolerò nemmeno.
Ed in questa occasione si può affermare che io abbia involontariamente collaborato con loro, avendoli dispensati dal dover ritrovare il compagno del loro Signore.
Lo osservo distaccatamente poi lo poggio con relativa cura su un masso piatto, attendendo pazientemente, per quanto io possa, il suo risveglio e l'arrivo di Tsuzuki.
Poco dopo un lieve gemito attira il mio sguardo che si fissa su Hisoka che riacquista i sensi.
Si alza di scatto, pronto senza dubbio a combattere, ma barcolla leggermente e poggia le mani sulle gambe per riacquistare un minimo di equilibrio.
Il colpo utilizzato da Kotaro per metterlo fuori combattimento in modo da allontanarlo da Kurikara deve essere stato più forte di quanto immaginassi o forse la resistenza fisica di questo ragazzino è davvero ai minimi livelli... e ciò non mi sorprenderebbe affatto.
Avverte subitaneamente la mia presenza e volge i suoi occhi su di me con palese diffidenza.
"Che ci faccio qui? Dov'è Kotaro? E Kurikara?"
Mentre parla con voce dura il suo sguardo saetta intorno, quasi a voler scrutare ogni angolo di questa piccola radura in cui ci troviamo.
Ora... se fosse per me le sue domande resterebbero tranquillamente senza risposta, visto che lui non mi interessa per nulla e ho già fatto troppo per la sua salvezza ma... non ho intenzione di essere assillato maggiormente dalle sue parole, quindi con tono inespressivo lo informo che non so quale fine abbia fatto Kotaro, ma che probabilmente è in salvo e che siamo ritornati nel bosco nei pressi di Tenku proprio per evitare Kurikara.
Avverto la sua rabbia crescere intensamente, quasi fosse sul punto di esplodere poi un pensiero sembra colpirlo improvvisamente e, puntando i suoi occhi di chiaro smeraldo verso di me, pronuncia solo un nome in tono vagamente interrogativo "Tsuzuki... ?"
Non so perchè questa volta rispondo.
Probabilmente perchè se fossi in lui anche io vorrei saperlo.
Strano che io però lo accontenti... oggi mi sto comportando in maniera davvero poco usuale.
"E' da Kurikara"
Vedo le sue pupille allargarsi e la sua carnagione impallidire bruscamente prima che si volti per correre alla volta del deserto.
Del tutto tranquillo mi sollevo agilmente in piedi e lo blocco con le mie parole.
"Non essere sciocco, c'è Soryu con lui, è al sicuro e di certo tu non puoi fare niente per lui, lo metteresti solamente in pericolo con la tua avventatezza"
La mia asserzione potrebbe sembrare vagamente derisoria ma non me ne curo affatto.
Per me non ha valore né interesse ciò che prova questo moccioso.
Ha di nuovo un moto istintivo verso il limitare del bosco ma si ferma immediatamente, quasi consapevole che lo riporterei indietro e non con le buone.
Si siede rigidamente per terra, immerso in chissà quali pensieri che non mi va di provare ad interpretare, ed io mi appoggio al tronco di un albero chiudendo gli occhi sotto questa mascherina nera che li nasconde.
Non so quanto tempo trascorra prima di sentire dei passi leggeri provenire verso questa direzione.
Ormai non riesco più a calcolare con giusta esattezza il passare dei minuti e delle ore dopo la mia prigionia.
Tra il fogliame brillante appare poco dopo il volto preoccupato ed ansioso di Tsuzuki che getta uno sguardo distratto verso di me prima di rischiararsi completamente nel vedere Hisoka che ancora non si è accorto di lui.
Il suo viso poi si rabbuia e con occhi che mandano vividi lampi di rabbia si affretta nella sua direzione, sicuramente per apostrofarlo piuttosto aspramente.
Il ragazzino quando lo vede sussulta e si alza in piedi sorridendo, per poi atteggiare il viso ad un broncio, pessima imitazione di un atteggiamento scontroso ed indifferente.
"Stupido! Si può sapere che cosa avevi in mente di fare, l'eroe? Te lo avevo detto che Kurikara era molto al di sopra delle tue capacità!!! Non mi dai mai ascolto!!!"
Hisoka si scalda a sua volta e risponde a tono.
"Perchè tu invece?"
"Che diavolo c'entra non si sta parlando di me adesso!!!"
"Potevo sconfiggerlo!"
"No!!! Non potevi!!! Dannazione è così forte il tuo desiderio di non aver bisogno di me da voler catturare il più pericoloso Shikigami esistente?"
I suoi occhi viola sono colmi di dolore.
Scuoto lievemente la testa nonostante i due siano completamente dimentichi di me.
Tsuzuki questa volta non ha capito nulla.
E' facile comprendere le motivazioni che hanno spinto Hisoka a voler sfidare Kurikara... almeno per me che sono un osservatore esterno ed imparziale.
Anche se la sua imprudenza è stata totale, il coraggio la volontà e la determinazione che ha dimostrato di possedere sono decisamente superiori a quelle di qualsiasi altra persona, eccettuata Tsuzuki ovviamente, io abbia mai conosciuto.
Vedo il moccioso cambiare completamente sguardo.
Ora è letteralmente furibondo, talmente tanto che lascia emergere tutto ciò che si portava dentro e che si scaglia su Tsuzuki come una violenta ondata stillante spuma.
"IO DEVO ASSOGGETTARE UNO SHIKI INVINCIBILE PER POTERMI AVVICINARE A TE ED ESSERE ALLA TUA ALTEZZA!!! VOGLIO POTER ESSERE DEGNO DI TE!!!"
Tsuzuki indietreggia di un passo, colpito quasi fisicamente da quello sfogo inaspettato, poi comincia a tremare e si butta addosso a Hisoka avvolgendolo strettamente tra le sue braccia salde e forti.
"SCEMO... Scemo... scemo... tu lo sei già... "
La sua voce da disperata è andata scemando verso una sempre maggior dolcezza e tenerezza.
L'abbraccio serrato in cui lo culla mi colpisce, dandomi la piena consapevolezza di quanto sia forte il loro legame e di quanto sia per Hisoka che Tsuzuki viva e viceversa.
Con la coda dell'occhio scorgo Byakko, seminascosto dietro al mio stesso albero, guardare la medesima scena.
Quello stolto si è innamorato del moccioso amato da Tsuzuki ma sa bene di non avere speranze visto che anche quel piccolo ragazzino dagli occhi verdi ama Tsuzuki.
D'altronde se Byakko osasse mettersi in mezzo troverebbe in me uno spietato nemico ma non è così sciocco.
Sa bene che non servirebbe a nulla.
Mi rivolge un sorriso mesto e, scodinzolando piuttosto lentamente con la lunga coda bianca a strisce nere, mi si avvicina.
"Andiamo? Lasciamogli un po' d'intimità, se la meritano dopo tutto quello che hanno passato"
Non rispondo ma mi avvio in silenzio al suo fianco verso Tenku.
Non mi serve posare nuovamente gli occhi su di loro per sapere che le loro labbra probabilmente si sono poggiate timidamente le une sulle altre.
Se non è così, presto lo sarà... almeno quando supereranno sciocche ritrosie di pudicizia e timidezza, perchè nell'atmosfera sembra quasi di respirare una nuova serenità.
E questa nasce solo dall'unione di due cuori che si amano.
D'altronde è giusto sia così.
Nessuno più di Tsuzuki lo meritava.
Un lieve sospiro sfugge dalle labbra del custode del lato occidentale facendo eco ai miei pensieri.
"Saranno felici insieme, vero? Supereranno qualsiasi difficoltà... credo che Tsuzuki ora non avrà più bisogno di noi come prima"
Non si aspetta una mia risposta ma lo vedo farsi più allegro, mentre un sorriso birichino si affaccia sulle sue labbra.
"Beh andiamo Touda, Suzaku ti aspetterà... credo che questa volta avrà un motivo più grande del solito per prendersela con te!"
" ... "


FINE