- capitolo unico-
Disclaimers: I personaggi appartengono alla divina Kazuma Kodaka
Dediche: Al mio dolce sogno ^*^ per ringraziarla di questi giorni meravigliosi che mi ha regalato, anche se non saranno mai abbastanza quelli trascorsi insieme... non preoccuparti tesoro seguo il tuo consiglio e le tue raccomandazioni, rileggendo continuamente quello che mi hai scritto poco prima di partire è*év

Lontananza














POV DI KEI

Osservo il fumo uscire lentamente dalle mie labbra e salire in spire contorte senza forma precisa.
Sto camminando per le vie scarsamente illuminate di una Tokyo di periferia, con una mano nascosta pigramente in una tasca del giubbotto che indosso, in cerca di un vago sentore di calore, e l'altra abbandonata indolentemente lungo il fianco destro, che sale alle labbra solamente di tanto in tanto per permettermi di aspirare e assaggiare meglio il gusto di questa sigaretta, che fumo quasi più per abitudine che per vera necessità o voglia.
Sollevo per un attimo il volto verso il cielo del crepuscolo attardandomi a guardare, senza realmente vederlo, un dirigibile che sorpassa la metropoli con luminosi e intermittenti messaggi pubblicitari di non so quale nuovo e 'strabiliante' prodotto.
Mi riscuoto riprendendo a passeggiare alla volta del mio appartamento con un passo ben diverso dall'usuale che mi contraddistingue.
Non ho alcuna fretta di arrivare visto che questa sera mi aspetta solamente vuoto e silenzio, per questo ho preferito evitare di prendere il solito taxi, che mi riaccompagna, quando smonto dal lavoro, e ho optato per una sana camminata con l'unica compagnia di questo vento gelido, che penetra dentro le ossa infiltrandosi e superando le misere difese costituite dal giubbotto e dalla sciarpa di lana nera come i miei capelli, che ho messo prima d'uscire.
Dopo essermi fermato a comprare degli okonomiyaki caldi nel chiosco vicino alla fermata del metrò, accanto al mio appartamento, scelta culinaria che avrebbe sicuramente fatto arricciare il delizioso nasino del mio Ran e corrugare le sue delicate sopracciglia in una sorta di velato, quanto palese, rimprovero per le calorie superflue acquistate con un solo pasto, mi accingo a salire le scale salutando prima la mia vicina, nonché 'miss pettegolezzo: so_tutto_di_tutti' come l'ho ribattezzata io, avendo notato la sua propensione e il suo insuperabile amore per i fatti altrui, con un radioso quanto mozzafiato sorriso a trentadue denti... beh funziona sempre con le clienti... ehm e i clienti del locale, non vedo perché non dovrebbe farmi ottenere risultati con questa vecchia, quanto malevola, impicciona, chissà che non sia la volta buona che la smetta di informarsi dagli altri coinquilini del mio palazzo sulle motivazioni della mia, e di Ran ovviamente, condizione di scapolo... credo che se sapesse come stanno realmente le cose non solo resterebbe scioccata per un mese intero ma avrebbe pettegolezzi, illazioni e fantasie perverse, perché no, per un anno come minimo!
In cambio del mio favoloso sorriso ho ricevuto solamente uno sguardo diffidente ed un'attenta e accigliata analisi della mia persona, che tristezza, forse sto perdendo il mio fascino magnetico, sigh...
Mi stringo un attimo nelle spalle reprimendo l'impulso di farle un gestaccio o per lo meno una linguaccia, immaginandomi mentalmente la sicura riprovazione che ciò comporterebbe nel mio compagno, ed infine apro la porta con un sospiro desolato.
Questa sera niente visione di Ranmaru addormentato sul divano o sul futon... niente Ran che mi aspetta con un finto cipiglio sul bellissimo volto davanti ad una succulenta cenetta preparata 'casualmente' per due... e nessun suono che mi faccia sentire appartenente a questo posto.
E' inutile, sembrerà una banalità o una sciocca ovvietà e probabilmente è ciò che è... ma non sono le mura a fare una casa ma semplicemente la calda presenza di qualcuno che ti aspetta e che soprattutto ti ama.
Si può anche possedere l'attico più bello della città o addirittura un'intera, lussuosissima e magnificamente arredata, residenza principesca, ma quando si rientra e si viene accolti solamente da malinconico e freddo silenzio è come non avere nulla, quando non si ha nessuno con cui poter condividere la propria fortuna, le proprie gioie o anche più banalmente le paranoie e le piccole frustrazioni quotidiane che la routine ci porta ogni giorno è come vivere... a metà.
Credo non ci sia nulla di più autentico, potrei portare milioni di esempi calzanti ma penso basti vedere l'esistenza decisamente infelice di mio padre, obbligato ad un matrimonio senza amore dalle circostanze e ormai dedito unicamente al suo ruolo di yakuza o peggio ancora quella triste e solitaria della madre di Kai, donna ignorata, costretta a convivere per tutta la durata della sua breve vita con il fantasma di mia madre, amante venerata e mai scordata dal mio 'caro' genitore.
Che dire poi del mio stesso fratellastro? Se Kai non avesse avuto accanto da sempre Masa ad allietare ogni suo momento, o quasi, beh non oso pensare in quale spirale di rancore, risentimento e odio avrebbe passato tutti i suoi anni.
Eppure abitano in una casa che suscita invidia in tutti coloro che la vedono anche semplicemente di sfuggita, con arredi antichi, ricercati, raffinati, di impeccabile gusto e infinitamente costosi...
Bah sarò il solito 'sempliciotto', ma io ritengo di essere più fortunato di tutti loro messi insieme perché, pur vivendo in un modesto appartamentino, ho trovato qualcuno di speciale con cui dividerlo.
Il mio Ran-chan...
Il mio dolce Ran...
Il mio Ranmaru che se non mi chiama entro dieci minuti appena vedo sbatto al muro!
... Beh no forse quello lo farò, anche se mi chiama...
Comunque sia oggi ancora non mi ha telefonato neppure una volta!!! E ho persino controllato la segreteria telefonica subito dopo essere entrato...
Fisso per l'ennesima volta il telefono. Presumo che se uno sguardo potesse esprimere appieno le emozioni, tramutandole in forma fisica, a quest'ora quel dannatissimo apparecchio, che non si decide a squillare e a portarmi la dolce voce del mio koibito, sarebbe esploso in mille frammenti talmente minuscoli da non poter essere ricomposti...
Mangiucchio distrattamente e svogliatamente la mia 'cena' con gli occhi incollati sul telefono, come se il guardarlo continuamente potesse accelerare il tempo e farmi chiamare immediatamente da Ran.
Ma come diamine è riuscito ad estorcermi la promessa di non cercarlo io mi domando!!!
Mmm... Ora che ci ripenso era uscito da poco dalla doccia e aveva indosso solo l'asciugamano blu notte... oh si!
Eccome se ricordo ora... era divino!!!
Tzk! Se quel piccolo, ingenuo provocante fosse qui ora mi darebbe sicuramente dell'allupato!
Ran-channnn ma quando cavolo torni???
Sei partito a malapena da due giorni e non resisto più senza di te!
Sbuffo, tamburellando ritmicamente con le dita della mano sinistra sul basso tavolino della cucina mentre con l'altra reggo il mio viso dall'aria apatica e depressa, e il mio sguardo si posa sull'anello al mio anulare.
L'anello che ci siamo scambiati e che testimonia l'amore intenso che ci lega.
Accarezzo la fedina in oro bianco e sono sicuro che il mio viso abbia assunto un'espressione più dolce del solito.
La maggior parte della gente vede in questo simbolo una semplice ostentazione di uno status, specialmente nel nostro caso, o una mera ufficializzazione di un'unione, qualcosa con cui pavoneggiarsi davanti agli altri.
Per noi non è così, sembrerà presuntuoso, ma un altro è stato lo spirito che ci ha mosso quando ce lo siamo donato reciprocamente.
Volevamo un qualcosa che ci ricordasse costantemente l'altro, ma forse non è esatto dire così, o meglio non rende precisamente l'idea, visto che entrambi non abbiamo bisogno di un effimero oggetto per avere costantemente nella mente e nel cuore l'altro, era piuttosto per avere un qualcosa da accarezzare e a cui sorridere quando cause di forze maggiore ci avessero impedito di trascorrere il nostro tempo insieme.
Perché a volte, seppur coscienti che si rivedrà la propria metà dopo poco tempo, ci si sente ugualmente preda della malinconia e della tristezza e neppure eventuali foto tenute nel portafoglio riescono a colmarle e a farle passare.
O per lo meno a me succedeva così... mentre ora... il sapere che anche lui possiede perennemente qualcosa di mio addosso a se, e che può guardarla e toccarla quando ne avverte il bisogno, essendo consapevole che testimonia tutto l'amore che provo e proverò per l'eternità, perché lo amerò fino alla fine dei miei giorni e oltre, questo è certo, è una debole ma efficace consolazione.
Sospiro di nuovo in direzione del telefono...
Uffaaaaaaa voglio il mio Raaaaaaaaaaaaaaaaaaaannnnnnnnnnnn!!!
Mi distendo sul tatami portando le braccia ad incrociarsi dietro la testa, nella parodia mal riuscita di un comodo cuscino, e i miei occhi si puntano sul soffitto immacolato, perdendosi in immagini sfocate eppure così calde e familiari del mio amore, del suo viso dolce e dei suoi grandi occhioni castani.
Rivedo mentalmente le mille sfaccettature espressive che riesce ad assumere il suo sguardo; guardare i suoi occhi è come leggere direttamente nella sua anima candida e pura. Anima che neanche il dolore più grande o le cattiverie più atroci riescono e riusciranno mai ad intaccare. Perché, anche se non se ne rende nemmeno conto, ha una forza straordinaria racchiusa in se, una forza nata dall'estrema dolcezza e dall'infinita sensibilità che presiedono il suo cuore meraviglioso, un cuore che è disposto a sacrificarsi totalmente per coloro che ama e che quando tiene a qualcuno lo fa con tutta l'immensa passione che riesce a sprigionare... e vi assicuro personalmente che è veramente grandiosa.
Non ho mai conosciuto nessuno come lui ed è per questo che lo amo sin dal primo istante che l'ho incontrato, perché è unico e perfetto, perfetto per me.
Con questo non pretendo di affermare che sia esente da difetti, ne ha come tutti, ma questi difetti sono perfetti per me perché mi completano e mi rendono felice.
Ran-chan mi manchi... chiamami ti prego...
Non pensavo che quando sarebbe partito per accompagnare suo nonno dalla sorellina a Hokkaido avrei avvertito così pesantemente la sua assenza... d'altronde si trattava solamente di sette giorni.
Sette giorni che ora mi sembrano interminabili e lunghi un'eternità senza di lui.
Accidenti a Yuki! Ma proprio a Hokkaido doveva trasferirsi con suo marito!!!
E accidenti anche al signor Samejima!!! D'accordo che ormai è anziano... ma non poteva farsi accompagnare da Kurebayashi??? Quel buono a nulla sa solo gestire la palestra di kendo? Non poteva rendersi utile e assistere il nonno di Ran anche in questa visita alla nipote???
Ok so di essere illogico e assurdo e... altamente patetico... ma non resisto davvero più senza vedere Ran.
E' un qualcosa che va al di là della semplice mancanza fisica... cioè ovviamente c'è anche quella ma è di più...
Mi manca vedere i suoi stupendi occhi puntati nei miei, mi manca il suo sorriso caldo, dolce e solo per me, mi mancano le sue mani che si appoggiano su di me per un contatto lieve, uno sfioramento casuale, mi manca il suo profumo, avere le sue magliette e odorarle o avvertire una debole scia del profumo della sua pelle sulle lenzuola non è certo la medesima cosa, mi manca il fatto di poterlo abbracciare, quando ne sento il bisogno o più semplicemente sono in vena di un gesto d'affetto o ho voglia di coccole... ebbene sì il grande Kei Enjoji adora le coccole, c'è qualcosa di male in questo?
Mi manca poter parlare con lui e sentire la sua voce, vero che fino a ieri l'ho sentito per telefono e tra poco, perché tra poco lo sentirò COSTI QUEL CHE COSTI, potrò nuovamente ascoltare la sua voce musicale, dolce e meravigliosa, dialogare con lui, raccontandogli le mille, piccole, stupidaggini successe oggi e narrargli tanti piccoli inutili e futili aneddoti, volti solo a prolungare il tempo trascorso con lui però... non è la stessa cosa. Non è come poter parlare dal 'vivo' con lui, vedendo l'effetto che i miei discorsi provocano su di lui...
Mi manca poterlo toccare, potergli sorridere, poter ridere con lui, mi manca mangiare insieme, mi manca andare in bagno quando c'è lui anche solo per lavarci i denti con lo stesso spazzolino, mi manca stringerlo davanti alla televisione nel vedere un film insieme, mi manca potergli accarezzare i capelli, mi manca intrecciare le dita alle sue, mi manca il suo tepore nel letto quando mi rigiro in cerca di lui, mi manca il non trovare il suo viso rilassato e addolcito dal sonno che riposa tranquillo accanto a me, quando mi sveglio di notte, mi manca non tenerlo tra le braccia mentre dormo, mi mancano i suoi occhi socchiusi e sonnacchiosi quando mi augura la buonanotte, mi manca la sua voce resa roca dal sonno, non del tutto smaltito, quando mi dà il buongiorno, mi manca la sua pelle, così soffice, liscia e calda, mi manca sentirlo tendersi contro di me quando iniziamo a toccarci, mi mancano le sue labbra perfette, rosate e morbide, mi manca la carezza della sua lingua sulla mia, mi mancano i suoi baci ardenti, mi mancano i suoi gemiti, i suoi respiri accelerati, mi mancano i suoi morsi giocosi, mi mancano i suoi morsi appassionati, mi manca fare l'amore con lui, mi manca il sentirmi completo, felice e totalmente appagato quando ci fondiamo insieme, mi manca il senso di appartenenza totale e reciproca nell'attimo del piacere, mi mancano gli attimi di dolcezza che seguono il nostro atto d'amore... mi manca Ran... in tutta la sua totalità.
Sono ridotto proprio male...
Lo so che chiunque penserebbe che sono esagerato, morboso, ossessivo e quasi maniacale in questi miei pensieri e forse lo sono ma... per me è normale così e poi, credo che tutti lo sarebbero trovando l'altra metà di se stessi in qualcun altro, no?
Beh se non è così mi dispiace veramente per loro perché si perdono il dolce calore che la consapevolezza di aver trovato qualcuno di assolutamente ideale per se stessi, dona.
Può sembrare strano ma è così per me.
Il pensiero di Ran mi regala costantemente forza, sicurezza e pace interiore... vero che a volte non posso fare a meno di stare in ansia per lui o sentirne, come ora la mancanza in un modo quasi paralizzante, ma al di là di tutto c'è la certezza che la nostra vita, fin quando ci sarà data, la trascorreremo insieme, perché tante sono le prove a cui siamo stati sottoposti, tanti i momenti di tensione che abbiamo avuto e che avremo ancora ma... l'amore, la fiducia e la stima reciproca che nutriamo a vicenda non potranno mai portarceli via e questi bastano a superare tutto o quasi.
Il suono di un'autoambulanza in lontananza mi distoglie dai miei pensieri e mi porta a focalizzare nuovamente la mia attenzione su quel dannatissimo telefono che stasera sembra avere l'intenzione di rimanere muto...
Chiudo gli occhi, facendo una smorfia, quando un trillo familiare me li fa riaprire immediatamente.
Scatto in piedi e, dopo aver rischiato di ammazzarmi per lo meno tre volte, in trenta secondi netti, riprendendomi sempre miracolosamente dalle sicure cadute dovute alla mia fretta... e al mio notevole disordine, afferro il ricevitore e con voce affannosa biascico un "Ran sei tu?"
Avverto un perplesso silenzio per un istante e sorrido tra me, rilassandomi inconsciamente.
Non chiedetemi come faccia a saperlo con così tanta sicurezza, visto che l'interlocutore non ha neanche respirato, ma so con assoluta certezza che è lui.
Forse siamo legati a livello spirituale e mentale chi lo sa? O più probabilmente siamo talmente innamorati l'uno dell'altro e dipendiamo e traiamo forza, allo stesso tempo, dall'altro che abbiamo sviluppato una sorta di unione empatica... ok non mi interessa la spiegazione razionale, o pseudo tale, mi basta essere consapevole del fatto che so sempre con estrema precisione quando si tratta di lui e se sta bene... e lo stesso vale per lui. Basta vedere come 'avvertiva' quando mi trovavo in pericolo.
Ma ora ho altro a cui pensare.
"Perché diamine non mi hai chiamato oggi!!! Si può sapere dove sei sparito è???" bofonchio con aria truce... certo la mia interpretazione di uomo offeso mortalmente non si può cogliere totalmente solo dalla voce, ma Ran ormai dovrebbe conoscerla a memoria quindi, riconoscendo il tono, dovrebbe associare automaticamente l'espressione ad essa connaturata.
"Ciao Enjoji..." mi risponde totalmente tranquillo e padrone di se come sempre... o quasi.
"Ciao Enjoji... ciao Enjoji... tutto qua??? Ma dico!!! Quasi ventiquattro ore senza farti vivo e tutto quello che sai dirmi è semplicemente un ciao Enjoji???" questa volta mi sto arrabbiando sul serio!!! A me manca da morire e lui è tutto calmo e pacifico come se non avvertisse minimamente la mia lontananza...
"Si qui tutto bene e tu?" continua come se nulla fosse facendomi comprendere al volo che nelle sue vicinanze c'è il signor Samejima.
Sigh! Per una volta che si fa sentire non possiamo neanche parlare liberamente... va beh lui non potrà farlo ma io si, pazienza, mi accontenterò di sentirlo.
"Mi manchi..." sussurro con voce bassa stringendo tra le dita il filo arrotolato del telefono.
"... Anche qua è freddo... tanto..." risponde dopo un attimo di silenzio.
Il cuore mi si scalda a queste parole... anche lui sente la mia mancanza... e me lo fa capire in modo dolce ma non comprensibile agli altri... quanto è adorabile il mio Ran!!! Quando lo vedo lo strapazzo di coccole... e non solo!!!
Due giorni di astinenza sono tanti!!! Figurarsi sette!!! Sigh...
Distratto dalle mie visioni mentali di lui e me avvinghiati sul letto in un rapporto focoso e appassionato, mi trovo per un attimo a perdere il filo della conversazione, se tale può essere definita quella che si sta svolgendo tra me e lui.
"Allora vieni, si o no?"
Sgrano gli occhi fissando stranito, per un attimo la cornetta, poi gli chiedo perplesso di ripetere perché probabilmente non ho capito bene e lui spazientito, sebbene vagamente divertito, mi esorta a non fare lo scemo come al solito, ribadendomi: "Se vuoi venire, ti aspetto, sei il benvenuto da Yuki... Questo fine settimana il nonno ha deciso di organizzare una riunione familiare al gran completo, ci saranno tutti i miei parenti, credo..."
Il mio cervello sta andando in tilt, bloccandomi la lingua, per le implicazioni, tacite ma palesi, che l'affermazione e l'invito di Ranmaru, contengono in se.
Sembra che non dovrò stare più senza Ran nemmeno per la sua famiglia... o almeno fin quando qualcos'altro ci terrà lontani per qualche motivo... ma non ho decisamente voglia di pensarci, non ora!
Sorrido come uno scemo, me lo dico da solo, riflettendomi nello specchio appeso sopra il mobiletto dove si trova il telefono, poi rispondo, avvertendo l'impazienza del mio koi: "Arrivo... controllo i voli e appena possibile sono da te..."

FINE